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Si allenta la pressione sul Sistema sanitario per il coronavirus. Chiuso un reparto al Niguarda

La pressione sui reparti di terapia intensiva per l’emergenza sanitaria del coronavirus si sta allentando da giorni. E lo dimostra anche il fatto che uno dei 5 reparti di terapia intensiva dell’ospedale Niguarda di Milano è stato chiuso. Adesso sono ricoverate in condizioni gravi per il coronavirus 2.635 persone in tutta Italia: sabato 4 aprile, il giorno del picco, erano 4.068. Nel grafico sopra si può vedere la pressione del virus sui sistemi sanitari delle varie regioni con il numero di ricoverati, positivi in isolamento domiciliare e ricoverati in terapia intensiva.

Quello della terapia intensiva è un punto critico: il virus causa polmoniti interstiziali che possono compromettere il quadro clinico del paziente e i posti, soprattutto in alcune regioni, scarseggiano da settimane. Quello dei posti in terapia intensiva occupati da pazienti Covid19 è uno dei dati che viene comunicato tutti i giorni dalla Protezione civile. Il suo andamento – va precisato – non ci dice molto sul trend della diffusione del virus (incidono di più le capacità strutturali e organizzative delle singole regioni) ma ci fa capire quanto un sistema sanitario regionale sia sotto stress.

Il coronavirus e gli ospedali in trincea

Abbiamo raccolto le cifre di questa situazione: dai posti letto in terapia intensiva per regione, agli aumenti di posti negli ultimi giorni nelle singole regioni fino al “tasso di occupazione” dei reparti di rianimazione da parte delle regioni. Premessa: i posti letto (come abbiamo visto in questo articolo) in generale sono costantemente calati negli ultimi anni e hanno portato l’Italia sotto la media Ocse. Per fortuna, però, se si restringe il campo alla sola terapia intensiva nel totale c’è stata una crescita. Anche se l’Italia, va detto, non tiene il passo degli altri Paesi europei, come abbiamo visto in questa analisi.

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I posti letto in terapia intensiva, regione per regione

Come si vede nel grafico in basso i posti letto disponibili in terapia intensiva in Lombardia sono arrivati a 1.600. Erano 859 nel 2018 secondo i dati del Ministero della Salute, ma sono stati aumentati di 741 unità dall’inizio dell’emergenza (la parte in rosso della barra). Adesso nelle terapie intensive lombarde ci sono 922 malati per Covid19. Ma il numero è sicuramente più alto se si considerano anche quelli al momento in terapia intensiva in attesa dell’esito del tampone.

Nelle ultime settimane è stato soprattutto il ritmo con il quale è cresciuto il numero dei ricoverati in terapia intensiva. Come si vede nel grafico sotto, però, questo ritmo si è prima attenuato per poi lasciare spazio alle diminuzioni nel numero di posti occupati degli ultimi giorni (indicate dalle barre rosse).

Il giorno peggiore per la Regione Lombardia è stato l’11 marzo, quando i posti occupati in terapia intensiva sono aumentati di 94 unità in 24 ore. La Regione ha anche allestito in due settimane un reparto di terapia intensiva (dove lunedì 9 aprile sono arrivati i primi pazienti) nei padiglioni Fieramilanocity di Fiera Milano nella zona del Portello, a Milano. Potrà accogliere fino a 350 malati.

Covid19, nelle Marche occupati il 92% dei posti

Tra le altre regioni – come si può osservare, invece, dal grafico in basso – preoccupano Piemonte e Marche. Anche se la situazione è migliorata nelle ultime settimane. La regione ha 86 ricoverati in terapia intensiva solo per Covid19: un numero che sembra basso, ma non lo è in relazione alla disponibilità marchigiana. Il peggio, però, sembra essere passato: la Regione (di cui si è parlato meno rispetto ad altre) è arrivata a quota 168 e, quindi, non avere più posti disponibili in terapia intensiva.

Negli ultimi giorni di marzo il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, ha chiamato anche l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso per aiutare, come consulente (lo stesso ruolo ricoperto in Lombardia), nell’emergenza.

Nelle ultime posizioni si trovano, invece, le regioni del Sud. Qui il contagio, com’è noto, il contagio si è diffuso molto meno rispetto alle regioni del Nord. Ma, partendo dai dati del Ministero della Salute aggiornati al 2018, abbiamo calcolato quanti sono i posti letto in terapia intensiva ogni 100mila abitanti nelle varie regioni. Ed è proprio nelle regioni del Sud – come si vede nel grafico sotto – che troviamo mediamente i numeri più bassi. Anche se colpisce che l’ultima regione in Italia per posti letto pro-capite in terapia intensiva sia il Trentino Alto Adige.

Si deve precisare, comunque, che abbiamo calcolato il numero di posti per 100mila abitanti partendo dalla situazione pre-emergenza: non tutte le regioni hanno aumentato i posti disponibili e non esiste una fonte unica ma ogni regione ha comunicato quello che riteneva necessario e in tempi diversi.

Fonte: Ministero della Salute, Protezione civile 

I dati si riferiscono al: 2019 – Ultimo aggiornamento lunedì 20 aprile alle 10

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