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Sistema sanitario sotto stress per il coronavirus: tutti i numeri. In Lombardia raddoppiati i posti

Lunedì saranno ospitati i primi pazienti dell’ospedale allestito  in due settimane nei padiglioni Fieramilanocity di Fiera Milano nella zona del Portello, a Milano. Potrà accogliere fino a 350 malati in terapia intensiva. La Lombardia – come si vede nel grafico in alto – è nettamente la regione più colpita dal contagio e quella che ha dovuto sopportare gli sforzi maggiori in termini di impegno da parte di ospedali e personale sanitario (nel grafico viene descritto il numero di ricoverati, di persone positive in isolamento domiciliare e di persone in terapia intensiva).

Il punto critico è proprio quello della terapia intensiva: il virus causa polmoniti interstiziali che possono compromettere il quadro clinico del paziente e i posti, soprattutto in alcune regioni, scarseggiano da settimane. Quello dei posti in terapia intensiva occupati da pazienti Covid19 è uno dei dati che viene comunicato tutti i giorni dalla Protezione civile. Il suo andamento – va precisato – non ci dice molto sul trend della diffusione del virus (incidono di più le capacità strutturali e organizzative delle singole regioni) ma ci fa capire quanto un sistema sanitario regionale sia sotto stress.

Il coronavirus e gli ospedali in trincea

Abbiamo raccolto le cifre di questa situazione: dai posti letto in terapia intensiva per regione, agli aumenti di posti negli ultimi giorni nelle singole regioni fino al “tasso di occupazione” dei reparti di rianimazione da parte delle regioni. Premessa: i posti letto (come abbiamo visto in questo articolo) in generale sono costantemente calati negli ultimi anni e hanno portato l’Italia sotto la media Ocse. Per fortuna, però, se si restringe il campo alla sola terapia intensiva nel totale c’è stata una crescita.

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I posti letto in terapia intensiva, regione per regione

Come si vede nel grafico in basso i posti letto disponibili in terapia intensiva in Lombardia sono arrivati a 1.600. Erano 859 nel 2018 secondo i dati del Ministero della Salute, ma sono stati aumentati di 741 unità dall’inizio dell’emergenza (la parte in rosso della barra). Adesso nelle terapie intensive lombarde ci sono 1.351 malati per Covid19, ma il numero è sicuramente più alto se si considerano anche quelli al momento in terapia intensiva in attesa dell’esito del tampone. Se si aggiunge, com’è ovvio, che le persone si ritrovano in condizioni precarie di salute anche senza coronavirus, il gioco è fatto.

E preoccupa, in particolare, il ritmo con il quale cresce il numero dei ricoverati in terapia intensiva: la mediana degli incrementi da un giorno all’altro è 40,5 (la colonna arancione del grafico sotto). Come si vede nel grafico sotto, però, il ritmo di crescita dei malati in terapia intensiva si è attenuato negli ultimi giorni. Si può notare anche che mercoledì 1 aprile non c’è stato un incremento, ma si sono liberati 6 posti (la barra rossa).

Covid19, nelle Marche occupati il 92% dei posti

Tra le altre regioni – come si può osservare, invece, dal grafico in basso – preoccupano soprattutto le Marche. La regione ha 164 ricoverati in terapia intensiva solo per Covid19: un numero che sembra basso, ma non lo è in relazione alla disponibilità marchigiana. Ma anche la Liguria ha raggiunto l’89% di occupazione dei posti letto per i pazienti colpiti da Covid19. Ogni regione comunica per conto suo il numero di posti letto disponibili, secondo l’ultimo aggiornamento in Liguria sono 186. I ricoverati in terapia intensiva con Covid19, però, sono già 166.

Nelle ultime posizioni si trovano, invece, le regioni del Sud. Qui il contagio, com’è noto, il contagio si è diffuso molto meno rispetto alle regioni del Nord. Ma, partendo dai dati del Ministero della Salute aggiornati al 2018, abbiamo calcolato quanti sono i posti letto in terapia intensiva ogni 100mila abitanti nelle varie regioni. Ed è proprio nelle regioni del Sud – come si vede nel grafico sotto – che troviamo mediamente i numeri più bassi. Anche se colpisce che l’ultima regione in Italia per posti letto pro-capite in terapia intensiva sia il Trentino Alto Adige.

Si deve precisare, comunque, che abbiamo calcolato il numero di posti per 100mila abitanti partendo dalla situazione pre-emergenza: non tutte le regioni hanno aumentato i posti disponibili e non esiste una fonte unica ma ogni regione ha comunicato quello che riteneva necessario e in tempi diversi.

Fonte: Ministero della Salute, Protezione civile 

I dati si riferiscono al: 2019 – Ultimo aggiornamento venerdì 3 aprile alle 10

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