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La spagnola, ad esempio, ha provocato 50 milioni di morti in tutto il mondo tra il 1918 e il 1919

L’11 marzo l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (Oms) ha dichiarato che il COVID-19, precedentemente classificato come un’epidemia, è da considerarsi una pandemia. L’ultima pandemia si era verificata nel 2009 e si trattava dell’influenza suina H1N1, che provocò circa 575.400 morti, come si vede nel grafico qui sopra. Nel secolo scorso, invece, l’influenza di Hong Kong aveva mietuto 1 milione di vittime, l’influenza asiatica 1,1 milioni, mentre tra il 1918 e il 1919 erano morte addirittura 50 milioni di persone a causa dell’influenza spagnola. Secondo altre statistiche, la stima massima di morti per quest’ultima arriva addirittura a 100 milioni.

La differenza tra pandemia ed epidemia non riguarda la pericolosità in sé della malattia, ma la sua diffusione geografica: infatti, il COVID-19 si è espanso ormai in gran parte del mondo. Il coronavirus fino ad ora ha provocato 4.718 morti e conta 127.863 casi confermati in tutto il mondo, di cui 68.310 sono guariti. I primi 5 Paesi per numero di contagi sono la Cina (80.932), l’Italia (12.462), l’Iran (10.075), la Corea del Sud (7.869) e la Francia (2.284).

Coronavirus, Oms: è controllabile

Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che l’agenzia ha deciso di definire il COVID-19 una pandemia a causa della velocità e della portata della trasmissione del virus, che ormai si è diffuso in 118 Paesi del mondo. Un’altra ragione riguarda le scelte dei governi, che in assenza di una definizione simile potrebbero sottovalutare la portata della minaccia. Poi, però, il direttore generale ha specificato che questa pandemia è controllabile con tre azioni fondamentali: “rilevare, prevenire e curare”. Inoltre, va detto che 77 Paesi non hanno segnalato ancora nessun caso di coronavirus e che 55 hanno riportato meno di 10 casi.

Le altre pandemie nella storia

Statisticamente, la pandemia che ha provocato più morti nella storia dell’uomo è il vaiolo, che ha mietuto ben 300 milioni vittime. Al secondo posto c’è il morbillo che conta 200 milioni di decessi, come si può vedere nel grafico qui in basso, e poi la febbre spagnola (stima massima di vittime: 100 milioni). Anche l’HIV/AIDS conta un numero consistente di morti dal 1981 a oggi: ben 25 milioni.

Inoltre bisogna ricordare che nonostante non siano disponibili statistiche precise sul numero di decessi, alcune malattie continuano a mietere vittime in tutto il mondo. Parliamo della tubercolosi (2 milioni di morti all’anno), della malaria (781 mila) e della febbre gialla (30 mila).

I dati si riferiscono al: 1000 a.C – 2020

Fonti: Centers for Disease Control and Prevention, GOOD Worldwide

Leggi anche: Coronavirus, Corea del Sud: 87,5% nuovi casi in meno

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