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I grandi player si muovono per colmare il gap: FCA e Engie Eps annunciano un memorandum

Secondo alcune stime nei prossimi 10 anni in Europa saranno installati 24 milioni punti di ricarica per le auto elettriche. Nel 2030, così, il consumo di energia da parte dei veicoli elettrici toccherà i 77 terawatt, una quantità pari al 2,2% del consumo mondiale. Ma quale è la situazione in Italia e come si stanno muovendo i grandi attori dell’automotive e dell’energia? È di questi giorni l’accordo siglato da FCA e Engie Eps per costruire una mobilità più sostenibile e facilitare la vita ai pionieri dell’elettrico. Ma partiamo dai numeri.

Il numero dei punti di ricarica è aumentato del 395% in 5 anni

Lo sappiamo, uno dei grandi limiti alla rivoluzione della mobilità elettrica è stata la mancanza di infrastrutture di ricarica adeguatamente sparse sul territorio nazionale. Nel 2015 in Italia si potevano contare appena 1.679 punti di ricarica, una ogni 4,8 comuni. Perlomeno, però, negli anni questo numero è sempre cresciuto, tanto che nel 2018 se ne registravano 2.860. La Tesla Model S era in Europa già da 5 anni e in 3 anni in Italia le colonne di ricarica sono aumentate di appena 1.181 unità. Oltretutto, quasi la metà del totale era in Lombardia.

Tutto cambia nel 2019 con il primo boom di veicoli elettrici, politiche in favore della mobilità green e case produttrici ed energetiche che iniziano a voler colmare i gap per rispondere alle nuove istanze. In quell’anno si registrano su tutto il territorio nazionale 8.312 punti di ricarica, mentre il dato parziale di quest’anno ne conta 12.150. Un aumento, rispetto al 2015, del 395%.

Come si vede nel secondo grafico, anche la variazione del numero di colonne di ricarica ogni 100 chilometri di autostrada cambia completamente. Se nel 2015 se ne contava appena 1, nel 2020 se ne contano 15.

FCA ed Engie Eps firmano un memorandum per una nuova joint venture

I numeri sono, evidentemente, ancora insufficienti a sostenere un cambiamento completo delle nostre abitudini. Basta pensare che l’Italia è il primo Paese europeo per numero di distributori di benzina, 20.800. La Germania, con oltre 20 milioni di abitanti in più, ne ha 14.500. È per questo motivo che case automobilistiche e società energetiche non smettono di ideare nuove soluzioni. L’ultima novità è l’accordo tra FCA e Engie Eps per la creazione di una joint venture leader nel panorama europeo della e-mobility.

La nuova realtà, che sarà consolidata integralmente da Engie Eps, potrà godere da un lato delle risorse e dell’esperienza industriale del colosso automobilistico, dall’altro del know-how tecnologico e di un portafoglio di oltre 100 brevetti di proprietà di Engie. Non è il primo progetto tra i due. Recentemente è partita anche la prima fase di lavori per il progetto Vehicle-toGride (V2G) che prevede l’installazione di 32 colonne di ricarica in grado di connettere 64 veicoli elettrici. Una piccola parte se si pensa al progetto generale che consentirà l’interconnessione di 700 veicoli.

Decreto Semplificazioni, permessi di installazione ridotti da 18 a 1

Lo abbiamo scoperto in questo momento storico: la mobilità non è un obiettivo di per sé, ma deve essere un diritto di tutti i cittadini. Inoltre, oggi più che mai, l’automobile rimane la base della nostra mobilità, siccome viene utilizzata per coprire oltre il 43% dei chilometri percorsi nel mondo. L’elettrificazione rappresenta in tal senso un trend inevitabile che modificherà soprattutto la mobilità urbana. Anche il recente decreto Semplificazioni ha aiutato in merito, riducendo da 18 a una le autorizzazioni richieste per l’installazione delle colonnine e tutte le aree di servizio autostradali e sulle principali arterie extraurbane dovranno dotarsi di un punto di ricarica, mentre i Comuni dovranno dotarsi di almeno una struttura ogni mille abitanti.

 

I dati si riferiscono al 2015-2020

Fonte: Statista 

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