Più 50% tra chi guida bici elettriche, calano quelli delle moto in Italia
Nel 2025 in Italia sono morte 2.868 persone in incidenti stradali: il 5,3% in meno rispetto al 2024, ed è la prima volta dal 2021 che il conto scende sotto i tremila. Nello stesso anno gli incidenti sono però aumentati del 2,2% e i feriti dell’1,7%, arrivando rispettivamente a 177.207 e 237.822. Questi sono i dati ufficiali dell’Istat che recentemente ha pubblicato i numeri riassuntivi del 2025, sul 2026 ci sono solo delle stime. La più autorevole parla di 333 morti nei primi quattro mesi, 100 ciclisti e 108 pedoni nel primo trimestre ed è stata elaborata da ASAPS, associazione di operatori di polizia stradale.
I morti in incidenti stradali in moto nel 2025
Come mostra il grafico interattivo sopra, i motociclisti morti nel 2025 sono stati 802, il 3,4% in meno dell’anno precedente. Preso da solo sembra un miglioramento ma se confrontato con il 2019 — l’anno di riferimento che l’Unione europea usa per misurare il decennio della sicurezza stradale, diventa un’altra cosa: **più 14,9%**.
Nello stesso arco di tempo il totale delle vittime della strada è calato del 9,6%. Gli automobilisti e i motociclisti sono scesi in modo netto. I pedoni sono calati del 21,5%.
Incidenti stradali: a rischio bici e scooter
Tra tutti i conducenti coinvolti in un incidente e usciti incolumi, quelli in moto o scooter sono il 3,7% ma tra tutti i conducenti morti, sono il 38,9% e questo significa che chi guida una due ruote a motore quasi mai se la cava senza un graffio e, spesso, muore. L’indice di mortalità (quanti muoiono ogni cento incidenti) è di 1,6 per i motociclisti contro lo 0,6 di chi sta in automobile: due volte e mezzo in più. Il primato assoluto resta però dei pedoni: 2,4 morti ogni cento investimenti, quattro volte il rischio di chi è dentro una macchina.


Nel complesso gli utenti vulnerabili (chi cammina, pedala o guida una due ruote) sono il 53,3% dei morti sulle strade italiane mentre un anno fa erano il 51,8%.
Aumentano gli incidenti stradali
Mentre l’attenzione si concentra sulle moto, la crescita più rapida è altrove. Le vittime della mobilità attiva e della micromobilità — biciclette, bici elettriche, monopattini — sono state 253, il 21,6% in più rispetto al 2024. Le bici elettriche da sole segnano più 50%. È il rovescio di una transizione: più persone si spostano su mezzi leggeri, e i mezzi leggeri non hanno lamiera intorno.
Gli incidenti in città e in autostrada
Gli incidenti avvengono soprattutto in città: il 72,9% del totale sta dentro i centri abitati. I morti, no: il 48,8% delle vittime si concentra sulle strade extraurbane, dove l’indice di mortalità arriva a 3,6 ogni cento incidenti contro lo 0,9 delle strade urbane. Quattro volte tanto. Le autostrade stanno in mezzo: il 5,2% degli incidenti, il 9% dei morti, un indice di 2,8. E sono l’unico ambito in cui nel 2025 le vittime sono leggermente aumentate, dello 0,8%.
C’è poi una controtendenza territoriale: nei quattordici grandi comuni italiani — da Torino a Catania — i morti sono stati 348, tre in più dell’anno precedente quindi mentre l’Italia scendeva del 5,3%, le grandi città salivano dello 0,9%.
Perché avvengono gli incidenti stradali
La prima causa di incidente resta la distrazione alla guida, seguono il mancato rispetto della precedenza e dei semafori, la velocità eccessiva e la manovra irregolare: insieme, questi quattro comportamenti valgono il 43,1% dei casi, 101.773 incidenti.
Sulle strade extraurbane la distrazione pesa ancora di più: da sola spiega il 21,3% dei sinistri. E tra le sanzioni per uso improprio di dispositivi in auto, lo smartphone rappresenta oltre il 93% delle contravvenzioni elevate. Gli incidenti correlati all’alcol sono scesi al 7,7% (erano l’8,2% nel 2024), ma quelli correlati alle droghe sono saliti dal 3,0% al 3,8%. Le multe per guida sotto effetto di stupefacenti sono aumentate del 47,1%.
Il trend dei morti, anno per anno
Nel 2019 i morti per incidenti stradali sono stati 3.173, 2.395 nel 2020 (le strade erano vuote a causa del confinamento) e sono poi risaliti a 2.875 nel 2021, 3.159 nel 2022, 3.039 nel 2023, 3.030 nel 2024 e, appunto, 2.868 l’anno scorso. In pratica dopo il rimbalzo post-pandemico la curva si è appiattita: tra 2022 e 2024 la riduzione è stata di appena 129 vittime in due anni mentre nel 2025 i morti in meno sono stati 162 morti.
Il target europeo per il 2030
L’obiettivo europeo è dimezzare le vittime tra il 2019 e il 2030. Per centrarlo servirebbe una riduzione media del 6,1% l’anno: obiettivo difficile da raggiungere anche perché nel 2025 l’Unione a 27 ha registrato 19.463 morti, con un calo del 2,4%, meno del nostro e molto meno rispetto alla linea tracciata dalla Ue. Tuttavia rispetto al 2019 l’Europa è a meno 14,7% contro il nostro meno 9,6%. E il tasso di mortalità italiano, sceso da 51 a 49 vittime per milione di abitanti, resta sopra la media europea di 43. L’Italia è passata dal diciannovesimo al ventesimo posto della graduatoria continentale.
Il conto economico di tutto questo, calcolato da Istat e ACI, è di poco più di 18 miliardi di euro l’anno, quasi l’1% del prodotto interno lordo. Aggiungendo i sinistri con soli danni alle cose stimati da ANIA si arriva a 22,6 miliardi.
I dati si riferiscono al: 2024-2025
Fonte: Istat
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