Garlasco, cold case e omicidi: cosa dicono i numeri

Dal 38,3% del 2004 all’8,9% del 2024: sono crollati gli omicidi senza colpevole

Il caso Garlasco torna al centro della cronaca con sviluppi che potrebbero riaprire uno dei delitti più discussi d’Italia. A Pavia si è chiuso l’incidente probatorio su una traccia di Dna maschile trovata sotto le unghie di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007, che secondo la Procura appartiene ad Andrea Sempio, oggi nuovo indagato. Un elemento che riaccende l’attenzione sul tema dei cold case in Italia, ovvero i casi di omicidio rimasti senza una verità giudiziaria definitiva e spesso archiviati per anni.

Per lungo tempo l’unico condannato è stato Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima, condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di carcere. Ma la nuova pista investigativa inserisce Garlasco nel più ampio quadro degli assassinii che restano impuniti in Italia e che, anche a distanza di decenni, possono tornare improvvisamente al centro delle indagini.

Oltre l’omicidio di Garlasco: da via Poma al Mostro di Firenze

L’omicidio di Garlasco non è l’unico tra i più famosi omicidi irrisolti d’Italia. Restano ancora senza colpevoli definitivi tante vicende che hanno colpito l’opinione pubblica. Come il delitto di via Poma, con l’assassinio di Simonetta Cesaroni nel 1990, mai chiarito nonostante tre decenni di indagini. O i delitti seriali attribuiti al Mostro di Firenze, otto duplici omicidi tra il 1968 e il 1985 rimasti ufficialmente senza autore. In anni più recenti, ha fatto discutere il caso di Roberta Ragusa, scomparsa nel 2012: il marito è stato condannato, ma il corpo non è mai stato ritrovato. Nessuna risposta definitiva anche per l’omicidio di Serena Mollicone (2001), che ha visto diversi processi senza condanne definitive.

Ci sono poi i casi che sembravano risolti ma sono finiti in un limbo. È il caso di Sharon Verzeni, uccisa a Terno d’Isola nel 2023: c’è una confessione, ma restano dubbi, come l’arma mai ritrovata. Oppure quello di Fabio Ravasio, morto in un finto incidente: dietro ci sarebbe un piano della compagna Adilma Pereira Carneiro, la “mantide di Parabiago”. Nel 2025, molti cold case restano aperti e – per la giustizia italiana – ancora senza una verità accertata.

Omicidio di Garlasco e casi irrisolti, l’andamento degli ultimi 20 anni

Nel 2024 in Italia gli omicidi sono stati 327, leggermente meno rispetto all’anno precedente (-2,1%). In 298 casi le indagini hanno portato all’individuazione di un autore, ma 29 delitti – l’8,9% del totale – restano senza un colpevole. Quando l’assassino viene identificato, il profilo è quasi sempre lo stesso: è un uomo nell’88,3% dei casi. E nella maggior parte delle situazioni uccide un altro uomo (59,3%). Le donne, invece, continuano a essere vittime soprattutto di uomini: accade nel 92,1% degli omicidi femminili, tutti casi in cui l’autore è stato individuato.

Come si vede nel grafico, in vent’anni la percentuale di omicidi senza colpevole si è drasticamente ridotta. Nel 2004 il 38,3% dei casi restava irrisolto, con valori simili nel 2003 (37,4%) e nel 2005 (38,3%). Per tutto il primo decennio degli anni Duemila la quota di omicidi senza autore è rimasta stabilmente sopra il 30%. Dal 2010 in poi il dato ha iniziato a scendere, con un calo più marcato a partire dal 2015. Il minimo storico si è registrato nel 2019, quando gli omicidi senza colpevole erano il 7,5% (26 su 345). Dopo una lieve risalita tra il 2020 e il 2022, nel 2024 la percentuale torna a scendere all’8,9%: 29 casi senza autore su 327 omicidi complessivi.

Omicidi, età e cittadinanza fanno la differenza

Nel 2024 il tasso di omicidi in Italia è tornato ai livelli del 2022, attestandosi a 0,55 vittime ogni 100mila abitanti, in lieve calo rispetto al 2023. Il rischio, però, non è uguale per tutti. Tra gli uomini resta più alto (0,73) e cresce con l’età: colpisce soprattutto i giovani adulti e raggiunge il picco tra i 35 e i 44 anni. Le donne, invece, presentano un rischio complessivamente più basso (0,38), ma che aumenta con l’avanzare dell’età fino a toccare il valore massimo tra le 75 e le 84 anni. In questo caso, il contesto è quasi sempre quello familiare o affettivo, che concentra oltre l’86% degli omicidi femminili, spesso legati a situazioni di forte fragilità.

Anche la cittadinanza incide molto. Le vittime straniere rappresentano il 25,7% del totale, con un tasso di omicidi nettamente più alto rispetto agli italiani (1,62 contro 0,45). Il divario di genere è più marcato: tra gli uomini stranieri il rischio è più che doppio rispetto alle donne e colpisce soprattutto i 18-24enni, mentre tra gli italiani il numero più alto di vittime maschili si registra ancora una volta tra i 35 e i 44 anni. Nel 2024, infine, la criminalità organizzata ha ucciso 21 uomini e nessuna donna, un dato in calo rispetto agli anni precedenti.

Dove si uccide di più dipende dal sesso della vittima

La geografia degli omicidi in Italia cambia molto a seconda del sesso della vittima. Nel 2024, per gli uomini, le regioni con la maggiore concentrazione di casi sono Campania (1,74 omicidi ogni 100mila abitanti), Molise (1,39) e Sardegna (1,04). In queste aree incide soprattutto la criminalità organizzata, che nel Mezzogiorno registra un tasso di 0,09, contro 0,01 nel Centro ed è assente nel Nord. Non a caso, proprio al Sud è più alta anche la quota di omicidi senza colpevole: 19,8%, a fronte dell’8,3% nel Nord e del 5,4% nel Centro.

Gli omicidi di donne seguono invece una logica diversa. Avvengono quasi sempre in ambito familiare e non mostrano una distribuzione geografica stabile. Nel 2024 le regioni con i tassi più alti di vittime femminili sono Valle d’Aosta (1,60 ogni 100mila donne), Sardegna (1,00) e Marche (0,92). Un dato che conferma come la violenza contro le donne non sia un fenomeno circoscritto a singole aree, ma diffuso in modo trasversale su tutto il territorio nazionale.

Minorenni vittime di omicidio

Nel 2024 in Italia sono stati uccisi 21 minorenni, più della media del triennio 2021-2023 (14) e vicino alla media del triennio 2014-2016 (23). I casi più frequenti riguardano i bambini sotto i 14 anni: sono 13 e, in questo gruppo, a uccidere è quasi sempre qualcuno in famiglia (spesso un genitore), in contesti legati a fragilità psicologiche. Gli autori sono donne in 10 casi su 13 e quasi sempre italiani: fa eccezione solo 2 casi. Dentro questo conteggio ci sono anche 5 infanticidi (nel primo anno di vita), tutti commessi da madri.

Per i minori sopra i 14 anni i casi sono 8 e le vittime sono tutte maschi: qui il quadro cambia, perché gli omicidi risultano commessi soprattutto da giovani autori maschi sconosciuti alla vittima. Anche tra gli autori compaiono dei minorenni: nel 2024 sono stati 17 gli imputati under 18, tutti maschi, di cui 5 stranieri. Le vittime non sono quasi mai coetanei: succede solo in 4 casi; in altri 4 vengono uccisi giovani adulti fino a 26 anni, mentre negli altri episodi le vittime sono adulti fino a 76 anni.

In Italia si uccide più per rabbia che per affari

In Italia, nel 2024, si uccide soprattutto per niente. O quasi. Quasi un omicidio su due (48,6%) nasce da una lite, da un rancore personale o da un motivo futile. È il movente più frequente in assoluto, sia quando la vittima è un uomo (50,7%) sia quando è una donna (44,8%). Ma per le donne il contesto è quasi sempre lo stesso: nell’82,7% dei casi la violenza esplode dentro relazioni familiari o affettive. Tra gli stranieri il peso delle liti è ancora più marcato e arriva al 61,9%. Tutto il resto conta molto meno: i disturbi psichiatrici spiegano il 15,3% degli omicidi, mentre i moventi passionali si fermano al 5,8%.

Anche il modo in cui si uccide racconta molto delle dinamiche della violenza. Nel 2024 il coltello è stato l’arma più usata (33%), davanti alle armi da fuoco (30%). Ma quando entra in gioco la criminalità organizzata lo schema cambia radicalmente: tutti i 19 omicidi di tipo mafioso sono stati commessi con una pistola, così come l’80% delle faide e delle vendette. Gli uomini vengono uccisi più spesso con armi da fuoco (31,3%), mentre per le donne prevalgono altre modalità, come strangolamento, soffocamento o percosse (39,7%). Numeri che aiutano a capire perché dietro la parola “omicidio” si nascondano storie molto diverse.

Omicidio Garlasco

Italia, meno omicidi che nel resto d’Europa

Dopo la crescita registrata negli anni successivi alla pandemia, nel 2024 il trend degli omicidi in Italia torna a stabilizzarsi e a invertire leggermente la rotta. Il dato resta comunque più alto rispetto al periodo pre-Covid: rispetto al 2019, ultimo anno prima della pandemia, il numero di vittime è superiore del 6,2%. Nonostante questo scarto, l’Italia continua a collocarsi tra i Paesi con i livelli di violenza omicida più bassi in Europa.

Il confronto con gli altri Stati membri lo conferma. Nel 2023, ultimo anno con dati comparabili a livello europeo, il tasso medio di omicidi in Europa è stato di 0,91 ogni 100mila abitanti. L’Italia si ferma a 0,57, il valore più basso tra i grandi Paesi Ue, in linea con la Slovenia e migliore rispetto a Irlanda (0,64) e Polonia (0,72). All’estremo opposto restano la Lituania, con 2,62 omicidi ogni 100mila abitanti, e la Francia con 1,30. Nel lungo periodo la distanza resta netta: dal 2015 al 2023 il tasso italiano è sceso da 0,80 a 0,54, mentre in Germania e Spagna è rimasto sostanzialmente stabile sotto la media europea.

Il reato di omicidio va in prescrizione?

Sembra strano ma alcuni Paesi del mondo il reato di omicidio può andare in prescrizione dopo un certo numero di anni. In Italia, invece, l’omicidio aggravato punito con l’ergastolo è imprescrittibile. Gli altri casi, come l’omicidio semplice, possono prescriversi dopo 21 anni, salvo sospensioni. Se il reato è stato commesso da un minorenne, i termini di prescrizione sono ridotti.

Nel 2019, con la legge Spazzacorrotti, è stata introdotta la sospensione del termine di prescrizione dopo la sentenza di primo grado, fino alla decisione definitiva. Questo vale anche per i reati di omicidio e rende ancora meno probabile che si estinguano prima della conclusione del processo.

Quali sono i cold case più famosi del mondo

In gergo anglosassone si chiamano cold case: sono i casi di omicidio irrisolti, spesso finiti in archivio per mancanza di prove o sospetti, e che talvolta vengono riaperti grazie a nuove tecnologie o elementi emersi a distanza di anni. Il caso Garlasco rientra in pieno in questa categoria. E non è l’unico. In Italia, come nel resto del mondo, non mancano esempi di omicidi rimasti per anni senza una verità giudiziaria. Alcuni dei cold case più noti a livello internazionale sono:

  1. Assassini di Jack lo Squartatore a Londra, 1888
  2. Desaparición de la familia Anderson, Campsite Beach, Australia, 1964
  3. Caso di JonBenét Ramsey, 1996
  4. Il caso di Black Dahlia a Los Angeles, 1947
  5. Assassinio di Hae Min Lee, 1999
  6. Caso del Golden State Killer, 1976-1986
  7. Caso del Killer di Zodiaco, 1968-1969
  8. Caso di Jimmy Hoffa, 1975
  9. Caso di Cooper D. B. di Portland, 1971
  10. Caso di Isdal Woman, Norvegia, 1970
Perché il caso Garlasco è tornato al centro?
Per una traccia di Dna maschile sotto le unghie di Chiara Poggi: la Procura la attribuisce ad Andrea Sempio, oggi nuovo indagato.
Che cos’è un cold case?
Un omicidio rimasto senza verità giudiziaria definitiva e spesso archiviato, che può essere riaperto grazie a nuove prove o tecnologie.
Quanti omicidi ci sono stati in Italia nel 2024?
327 omicidi (-2,1% sul 2023). In 298 casi è stato individuato un autore; 29 casi restano senza colpevole (8,9%).
Perché si dice che gli omicidi “senza colpevole” sono crollati?
In vent’anni la quota è scesa dal 38,3% (2004) all’8,9% (2024). Il minimo recente è 7,5% nel 2019 (26 su 345).
L’Italia ha davvero pochi omicidi rispetto all’Europa?
Sì. Nel 2023 il tasso medio UE è 0,91 per 100mila abitanti; l’Italia è a 0,57. Nel 2015–2023 il tasso italiano scende da 0,80 a 0,54.
Il reato di omicidio va in prescrizione in Italia?
L’omicidio aggravato punito con ergastolo è imprescrittibile. L’omicidio semplice può prescriversi dopo 21 anni (salvo sospensioni). Dal 2019 la prescrizione si sospende dopo la sentenza di primo grado fino alla decisione definitiva.
Chi uccide chi, di solito?
Quando l’autore è identificato, è uomo nell’88,3% dei casi. Nella maggior parte dei casi uccide un uomo (59,3%). Negli omicidi di donne l’autore è uomo nel 92,1%.
Età e cittadinanza cambiano il rischio?
Sì. Nel 2024 il tasso complessivo è 0,55 per 100mila. Tra gli uomini è 0,73, tra le donne 0,38. Le vittime straniere sono il 25,7%: tasso 1,62 contro 0,45 degli italiani.
Dove si uccide di più e dove restano più casi irrisolti?
Nel 2024, per gli uomini i tassi più alti sono in Campania (1,74), Molise (1,39) e Sardegna (1,04). La quota di omicidi senza colpevole è più alta al Sud (19,8%) rispetto a Nord (8,3%) e Centro (5,4%).
Minorenni: quanti casi nel 2024?
21 minorenni uccisi: 13 sotto i 14 anni (quasi sempre in famiglia) e 8 sopra i 14 anni (tutte vittime maschi). Nel 2024 gli imputati under 18 sono 17, tutti maschi.
Quali sono moventi e armi più frequenti?
Nel 2024 il 48,6% nasce da liti/rancori/motivi futili. L’arma più usata è il coltello (33%), poi armi da fuoco (30%). Nei delitti di tipo mafioso si usa sempre la pistola.
Esempi di cold case famosi nel mondo?
Alcuni nomi ricorrenti: Jack lo Squartatore, Black Dahlia, JonBenét Ramsey, Zodiac Killer, Jimmy Hoffa, Isdal Woman. Alcuni casi sono stati riaperti o chiariti solo molti anni dopo.

 

Fonte: Istat
Anno di riferimento: 2024
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