Il 52,4% vive in un appartamento. Nella Ue ci sono più proprietari che inquilini
Le misure di distanziamento sociale per il coronavirus ci hanno costretto per mesi a restare nelle nostre case. Abbiamo visto quanto sono grandi (o piccole) e quanto sono affollate. Adesso, è il momento di capire se l’italiano medio preferisce un appartamento in condominio o una casa indipendente. E lo facciamo gli ultimi dati disponibili di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea. Sono dati statistici, ovviamente, che non tengono conto delle situazioni particolari di ogni Paese anche per quanto riguarda il pagamento delle tasse, come la Tari sui rifiuti, per pagare la quale occorre un preciso calcolo dei metri quadrati della casa.
Quanto è grande la casa in Italia
É interessante, però, anche andare a vedere quanto sono grandi in media le case degli italiani. Si stima che la somma complessiva della superficie delle case italiane sia di 4 miliardi di metri quadrati. La superficie media di un’abitazione in Italia, calcolata come rapporto tra superficie complessiva e numero di unità abitative totali, è circa 117 metri quadrati.
Forse non tutti lo sanno (anzi, probabilmente lo sanno solo gli addetti ai lavori), ma esiste una legge che impone una grandezza minima di una casa in base al numero delle persone che vi abitano. E’ una legge del 1975 che stabilisce che se una casa è abitata da 4 persone, ognuna di esse deve avere a disposizione almeno 14 metri quadrati di spazio, quindi 56 metri quadri. Se poi la famiglia si allarga e si aggiunge una persona, quindi si diventa in 5, i metri quadrati che deve avere a disposizione ogni persona resta 14 metri quadrati per i primi 4 e altri 10 metri quadrati per le persone oltre le prime 4. Una famiglia composta da 5 persone, quindi, deve vivere in una casa grande minimo 66 metri quadrati. Tutte queste misure escludono il bagno, quindi sostanzialmente i 66 metri quadri per una famiglia di 5 persone si riferiscono alle camere da letto, alla cucina e al soggiorno.
Calcolo metri quadrati casa? Lo dice la legge
La stessa legge impone poi che ogni stanza debba essere grande come minimo 9 metri quadrati se ci abita una persona sola oppure di 14 metri quadrati se ci vivono due persone. Ogni appartamento deve avere un soggiorno di almeno 14 metri quadrati. Inoltre la legge del 1975 sottolinea che i metri quadrati si intendono sempre quelli calpestabili, quindi muri esclusi.
Se non si rispettano queste misure la famiglia si trova in una situazione di sovraffollamento e non sono poche le famiglie che vivono in case troppo piccole. Si tratta, precisamente, del 27,8% degli italiani, quasi un terzo. Per fare un confronto, in Germania le persone in questa condizione sono solo il 7,4% rispetto ad una media europea del 17,1%.
Il 46% della popolazione Ue vive in appartamento
In questo caso abbiamo i dati appena aggiornati di Eurostat (l’ultima rilevazione disponibile è quella del 2018): il 46% della popolazione europea vive in appartamenti. Poco più di un terzo (35%) della popolazione vive in case unifamiliari e quasi un quinto (19%) vive in case a schiera o semi-indipendenti. Gli appartamenti sono la prima tipologia in nove Stati membri, in particolare Lettonia (66%), Spagna (65%), Estonia (62%) e Grecia (61%). E anche in Italia: 52,4%. Le quote più basse vengono registrate in Irlanda (8%) e Paesi Bassi (20%).
Sette persone su 10 vivono in una casa di proprietà
Ma, come si vede nel grafico in alto, ci sono Paesi in cui la maggior parte della popolazione vive in case indipendenti. Succede in Croazia (70%), Slovenia (66%), Ungheria e Romania (entrambi 65%), Danimarca (53%), Polonia e Slovacchia (entrambi 50 %). I Paesi Bassi (58%) e l’Irlanda (52%) sono gli unici Stati membri dell’Ue in cui oltre la metà della popolazione non vive in un appartamento ma in una casa bifamiliare. Nel 2019, sette persone su dieci (70%) nell’Ue vive in una casa o appartamento di proprietà. Nel 2019 ci sono più proprietari che inquilini in ogni Stato membro dell’Ue, con le quote più alte di proprietari in Romania (96%), Slovacchia (91%), Croazia e Lituania (entrambi il 90%) e le quote più basse in Germania (51% ) e Austria (55%).
Ecco chi compra la casa in Europa
E’ sempre vero che gli italiani sono grandi proprietari di case e che preferiscono investire nel mattone (magari per ottenere una rendita dall’affitto) piuttosto che in strumenti finanziari più sofisticati. Però non siamo il popolo che possiede più case. Per la precisione, la percentuale di italiani proprietari di case è pari al 72,9% e che è superiore alla media europea del 69,5%, ma è una percentuale più bassa rispetto a quella di molti altri Paesi. Per esempio: i romeni che possiedono la casa nella quale vivono sono il 96,4%. Anche i croati ci superano (90,5%) oltre ai lituani(89,4%). Perfino i norvegesi che possiedono una casa sono più di noi: 80%.
Il calcolo dei metri quadrati di casa
Il calcolo dei metri quadrati della casa è fondamentale non solo per motivi economici, ma anche fiscali. Sulla base delle misure dell’appartamento, infatti, viene calcolata la tassa sui rifiuti, la Tari, istituita nel 2014 proprio per finanziare questo servizio. Già, ma a quale superficie si riferisce la Tari? Perché, in realtà, le misure possono essere di tre tipi: la superficie commerciale, la superficie calpestabile e la superficie catastale. La Tari viene calcolata in base alla sola superficie calpestabile. E come si calcola? Se la superficie catastale e commerciale prende in considerazione tutti gli elementi all’interno dell’immobile, anche quelli che rappresentano un ostacolo per gli occupanti (ad esempio, i muri) per calcolare la superficie calpestabile occorre sottrarre questi elementi compresa, per esempio, la vasca da bagno, dato che occupa un’area che le persone non possono utilizzare. In pratica, per calcolare la superficie calpestabile di un immobile, occorre sottrarre dal calcolo i metri quadri che cono occupati da oggetti inamovibili.
Quanti anni bisogna lavorare per comprare una casa a Milano
Nel quarto trimestre del 2021 il prezzo medio al metro quadro delle case a Milano era di circa 5.500 euro. Quindi, per acquistare una casa di 117 metri quadrati a Milano a questo prezzo medio, il costo sarebbe di circa 643.500 euro. Se consideriamo che, in base alla legge italiana, il finanziamento massimo per un mutuo immobiliare è generalmente pari al 80% del valore dell’immobile, allora sarebbe necessario avere risparmi per coprire il restante 20% del costo, ovvero 128.700 euro.
Il tempo necessario per risparmiare questa cifra dipende dal reddito del lavoratore e dalla sua capacità di risparmio. Supponendo un risparmio mensile di 1.000 euro, sarebbero necessari circa 129 mesi o poco più di 10 anni e 8 mesi per risparmiare la somma necessaria per coprire il 20% del costo della casa.
I dati si riferiscono al: 2022
Fonte: Eurostat
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