Brevetto scaduto e concorrenza dei generici. Ma nel lockdown la crescita è stata del 29%
Il Viagra è alla fine di un’era? Sembra proprio di sì: il celebre farmaco della multinazionale americana Pfizer contro la disfunzione erettile accusa da anni un pesante crollo delle vendite. Nell’ultimo triennio infatti la società farmaceutica produttrice, Pfizer, ha registrato un vertiginoso crollo della vendita di Viagra.
Il principio attivo del Viagra
La ragione? Lo scadere del brevetto negli Usa e la pandemia da covid-19. Durante il lockdown e negli immediatamente precedenti la vendita del farmaco contenente Sildenafil, il principio attivo per curare la disfunzione erettile, ha fatto incassare all’azienda farmaceutica statunitense, che negli ultimi due decenni ha costantemente generato vendite annuali per 1,8 miliardi di dollari, solo mezzo miliardo di dollari all’anno, il -72,2% in meno. Una battuta d’arresto clamorosa, come si evince dal grafico sopra. Vediamo qualche dato sulla vendita del Viagra nel mondo.
Quanto Viagra viene venduto nel mondo e in Italia
Un piccolo guizzo nelle vendite, ma dal forte valore specifico, è avvenuto durante la fine del primo lockdown nel 2020, quando durante le riaperture globali la pillola blu ha registrato un aumento del 29% tra il secondo e il terzo trimestre nonostante l’intensa concorrenza di farmaci generici per contrastare la disfunzione erettile. Questa sorprendente crescita delle vendite del terzo trimestre è stata trainata principalmente dal mercato cinese. Tutta via ciò non fermerà l’erosione delle vendite del Viagra, con il 2021 che si prevede sarà l’anno di vendita più basso registrato fino ad oggi.
I nomi dei Viagra generico
A pesare su questa situazione le alternative al Viagra, ovvero i farmaci generici per curare la disfunzione erettile oltre 500 commercializzati a livello globale, tra cui una versione spray in sostituzione della classica pillola da ingerire e un gel a base di Gtn (Glyceryl Trinitrate) chiamato Eroxon. Inoltre in farmacia, il Viagra originale 100 mg (Pfizer) spesso viene a costare fino a 20 euro a compressa, mentre il prezzo per il Viagra generico in Italia è di soli 2 euro a compressa.

Quanto costa il Viagra in Italia
Durante il lockdown e nel corso del 2021 le vendite del Viagra in Italia hanno subito un forte arresto. Questo anche per la modifica delle abitudini e il timore di effetti collaterali. Un incremento naturalmente ha riguardato il consumo di farmaci contenenti idrossiclorochina. azitromicina e di alcuni antivirali.
Sono 500 i farmaci contro la disfunzione erettile
A pesare su questa situazione le alternative al Viagra, i farmaci generici per curare la disfunzione erettile oltre 500 commercializzati a livello globale, tra cui una versione spray in sostituzione della classica pillola da ingerire. Inoltre in farmacia, il Viagra originale 100 mg (Pfizer) spesso viene a costare fino a 20 euro a compressa, mentre il prezzo per il Viagra generico in Italia è di soli 2 euro a compressa.
Quali sono le alternative al Viagra
La società che ha prodotto la prima pillola blu (poi imitata da altre case farmaceutiche) è stata come sappiamo la Pfizer. La multinazionale, che insieme a BioNTech produce il vaccino Comirnaty, ha detenuto i diritti di commercializzazione del prodotto fino al 2020 negli Usa. In altri Stati, invece, con il passare degli anni sono scaduti. Come ad esempio in Italia nel 2013. Da quando la famosa “pillola blu” è esplosa sul mercato nel 1998, diventando il farmaco più venduto nella storia, il colosso farmaceutico americano ha fatto ingenti somme commercializzandolo a chi soffre di disfunzione erettile in tutto il mondo. Entro tre mesi dal suo lancio, il Viagra aveva già guadagnato a Pfizer 400 milioni di dollari.
Il Viagra ha fatturato 28 miliardi in 17 anni
Il grafico in apertura mostra quanti dollari è valsa la commercializzazione del prodotto dal 2003 al 2021. Innanzitutto, il totale: in 17 anni la vendita di Viagra è valsa a Pfizer 28 miliardi di dollari. Come si evince dal grafico, l’anno con il maggior numero di soldi incassati dalla Pfizer grazie al Viagra è stato il 2012 (evidenziato in rosso), quando sono stati superati i 2 miliardi di dollari di ricavi complessivi. Dall’anno successivo si è incominciato a sentire l’effetto della scadenza del brevetto.
Nel 2019 abbiamo smesso di comprare Viagra
Nel 2019 si è toccato il livello più basso in termini di fatturato del Viagra per la multinazionale farmaceutica che si è dovuta fermare a mezzo miliardo di dollari incassati. Certo, continua a essere una cifra interessante, ma la cifra del 2019 rappresenta un calo netto del -58,6 rispetto al 2017, l’ultimo anno in cui le vendite raggiungevano cifre sopra al miliardo.
Il progressivo assottigliarsi delle vendite rappresenta una dinamica normale nell’industria farmaceutica: solitamente, infatti, si massimizzano i ricavi nei primi anni di commercializzazione del brevetto, per poi veder calare sempre di più le vendite con l’avvento dei prodotti generici.
I dati si riferiscono al 2003-2020
Fonte: Pfizer
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