Vendita di farmaci, ansiolitici da record anche nel 2021

Per gli antipiretici invece c’è stato un calo è del 30% rispetto al 2019

C’è un modo che potremmo definire “alternativo” di osservare l’andamento della pandemia di Covid. Un modo che consente di cogliere allo stesso tempo sia l’impatto epidemiologico che quello psicologico. Consiste nell’analizzare il trend degli acquisti di farmaci mese per mese e tipologia per tipologia. È utile per capire anche come è cambiato l’approccio degli italiani di fronte al pericolo percepito, alle terapie consigliate dai medici.

L’andamento della vendita di farmaci nel 2021

Paradigmatici sono i dati sulla vendita di farmaci antipiretici, quelli che servono ad abbassare la febbre. L’anno scorso in febbraio e soprattutto in marzo c’è stato un record di acquisti. Si arrivò a 34,7 e  poi a 35,91 confezioni al giorno per 100mila abitanti, contro i 25,3 e i 21,93 del 2019, l’ultimo anno “normale” prima della pandemia. Era evidente l’anomalia di un aumento primaverile, quando invece solitamente si verificava un calo per la scomparsa graduale dell’influenza stagionale. 

Si trattava sia dell’effetto dei contagi sia della preoccupazione che portava ad accaparrare antipiretici in vista di un possibile attacco da parte dei virus. Da aprile si assistette a un rapido calo delle vendite, che a giugno e luglio furono addirittura inferiori a quelli del 2019. Ormai i cassetti nelle case erano pieni. In autunno di nuovo vi fu un effetto pandemia, con la seconda ondata gli acquisti di antipiretici sono aumentati, ma a livelli molto inferiori che in marzo. Con un picco di 30,26 confezioni al giorno ogni 100 mila abitanti in settembre.

vendita farmaci

Vendita di farmaci, l’effetto del distanziamento sull’influenza

Da dicembre comincia l’ultima anomalia, di segno opposto però. Se normalmente con l’inverno comincia un nuovo incremento degli acquisti di antipiretici, con un massimo a gennaio, quest’anno non è avvenuto. Anzi, la vendita di farmaci di questo tipo è rimasta a valori estivi. Nel gennaio 2021 gli italiani ne hanno acquistati solo 19,45 confezioni al giorno ogni 100 mila persone, quasi il 30% in meno che nel 2019, e 19 in febbraio. Non vi è stato un vero aumento neanche in marzo, con la terza ondata. La differenza rispetto al 2020 è evidentissima.

Da un lato ormai ogni casa è probabilmente ben fornita, dall’altro il distanziamento e le mascherine hanno impedito in maniera quasi totale l’arrivo dell’influenza stagionale tradizionale. Allo stesso tempo è anche terminato o si è fortemente ridotto il panico che ci aveva assalito un anno fa. Panico che però lascia degli strascichi. Che sono ben visibili nei dati sulla vendita di farmaci di altro tipo, gli ansiolitici. Che sono consumati meno che nel 2020, ma comunque più che nel 2019, l’anno che potremmo prendere a paradigma di normalità. Nel 2020 si è arrivati a marzo a un record di 12,46 confezioni vendute ogni giorno ogni 100 mila persone, decisamente più delle 10,45 dello stesso mese dell’anno prima. Quest’anno si è rimasti a metà strada, a 11,31. Tuttavia in calo rispetto a gennaio e febbraio. La preoccupazione per l’immediato è forse passata, ma rimangono stati di depressione e ansia che sia la pandemia che le restrizioni e l’isolamento forzato hanno provocato e che gli italiani cercano di affrontare anche con i farmaci.

In netto aumento a inizio 2021 gli acquisti di Fans

L’influenza dei media è un’altra determinante del comportamento degli italiani di fronte ai medicinali. La diminuzione della vendita di farmaci antipiretici nei primi mesi del 2021 può anche essere associata al netto aumento di quella di Fans, ovvero di antiinfiammatori come Aspirina e Ibuprofene. Si è diffusa nella comunità scientifica, e se ne è parlato molto sulla rete, l’idea che questi ultimi siano più adatti del paracetamolo, un antipiretico, per contrastare gli effetti del Covid all’inizio, per la grande maggioranza dei pazienti che si cura in casa.

Gli acquisti di Fans sono aumentati a marzo a 26,2 confezioni al giorno ogni 100 mila abitanti, rispetto ai 23,62 di gennaio. È stato quasi raggiunto il livello del 2020, superando quello del 2019. Nel 2020 poi vi era stato un crollo delle vendite in estate, ed erano rimaste inferiori a quelle dell’anno prima anche nei mesi successivi. Il trend del 2021 rappresenta quindi un cambio notevole. E sarà quindi interessante osservare se nei mesi estivi la tendenza all’aumento si fermerà o meno. La fine dell’emergenza, grazie alle vaccinazioni, lascia pensare che si tornerà alla normalità, ma ora è presto per poterlo prevedere con certezza.

I dati si riferiscono al 2019-2021

Fonte: Aifa

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