Il consumo di farmaci ansiolitici è decollato nel 2020

Il picco è stato registrato a novembre: +21,5% rispetto al 2019

Il 2020 è stato un anno tragico per l’economia italiana. Che ha vissuto come sappiamo una crisi senza precedenti dal Dopoguerra. Ma è stata anche e soprattutto una crisi diseguale, più delle altre. Mentre per alcuni settori gli affari sono crollati, quelli che sappiamo, commercio, turismo, ristorazione, per altri c’è stato addirittura un incremento del fatturato, in testa il settore farmaceutico, che già in Italia era tra quelli che tiravano di più.

Il consumo dei farmaci in Italia, il caso degli ansiolitici

Certamente c’entrano i maggiori consumi direttamente legati alla pandemia. Gli acquisti ospedalieri di confezioni di azitromicina, un antibiotico usato sui malati di Covid per prevenire complicazioni batteriche, sono triplicati nel marzo 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. E sono raddoppiate durante la seconda ondata, nei novembre e dicembre. Allo stesso modo il consumo di eparina per evitare episodi trombotici tra gli infettati. È cresciuto enormemente anche presso le farmacie territoriali, arrivando a novembre a 4,1 confezioni giornaliere ogni 100 mila abitanti, mentre nel 2019 non si era mai andato oltre i 3.

In aprile c’era stato anche un raddoppio degli acquisti della famigerata idrossiclorochina che secondo alcune teorie aiuterebbe a guarire i malati di Covid, anche se la scienza ufficiale non ha trovato prove di una sua utilità. Un incremento degli acquisti che si è ripetuto, anche se in tono minore, anche in autunno, con la seconda ondata.

farmaci ansiolitici

A marzo 2020 consumi di farmaci ansiolitici a +17,7%

E tuttavia non sono solo i farmaci utilizzati per combattere il Covid19 quelli che hanno vissuto un aumento dei consumi nel 2020, ma anche  altri più in generale legati comunque all’emergenza che si è venuta a creare. In primis i farmaci ansiolitici. La sensazione di timore e paura, spesso di panico, che molti italiani hanno vissuto da febbraio in poi ha avuto delle conseguenze sulla psiche di moltissimi. Come psicologi e psichiatri fanno notare. E oltre alla paura della malattia, per sé o i propri familiari più vulnerabili, ad averla provocata vi è stato l’isolamento, l’impossibilità di incontrare amici, parenti, partner, soprattutto durante la prima ondata, ma anche in autunno, considerando i molti giorni vissuti in zona rossa o arancione. E poi l’angoscia di molti per la situazione economica precaria, per il posto di lavoro perso, per l’attività chiusa, per la cassa integrazione o il ristoro che non arriva.

In tanti hanno sentito quindi la necessità di alleggerire tale peso anche con i farmaci. E probabilmente non stupisce nessuno che il consumo di farmaci ansiolitici in tutto il 2020 sia stato decisamente superiore a quello del 2019. Già da gennaio tra l’altro, anche prima che fosse scoperto il primo infettato italiano a Codogno, quando da 23,46 confezioni giornaliere per 100 mila abitanti si è passati a 25,99. L’incremento maggiore però è naturalmente aumentato nei mesi seguenti, quando il consumo è rimasto stabile, ma va confrontato con valori del 2019 che febbraio e marzo erano minori di gennaio. A marzo in particolare l’aumento è stato del 17,7%.

Il consumo italiano, mese per mese

Dopo, con l’allentarsi dell’emergenza e l’illusione che tutto forse era finito, i consumi di farmaci ansiolitici sono lentamente diminuiti, pur rimanendo però più alti che nel 2019, vivendo un minimo in agosto, mese che anche l’anno precedente aveva visto meno acquisti, complici probabilmente le vacanze. Le 22,96 confezioni giornalieri consumate ogni 100 mila abitanti nel mese estivo rappresentano però un +6,7% sullo stesso periodo del 2019.

I consumi però hanno avuto un netto incremento subito dopo l’estate, fin da settembre. Con la ripresa dei contagi e dei timori per una seconda ondata che poi puntuale si è avverata. Dalle 24,93 confezioni di settembre si è passati in ottobre a 25,69 e a 27,58 in novembre. Questo rappresenta un massimo annuale, superiore anche a quello di marzo. Decisamente più alto in novembre è stato anche l’aumento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, del 21,5%, diventato del 23,1% in dicembre.

Non stupisce probabilmente che i consumi di ansiolitici siano stati più alti nella seconda che nella prima ondata. In autunno vi è stata la delusione per chi credeva che l’emergenza era finita e non si sarebbe ripetuta, inoltre si è aggravata l’emergenza economica e le illusioni di ripresa sono sfumate. Si è approfondita la disoccupazione e l’inattività e con esse una sorta di rassegnazione. La speranza è che il 2021 con i vaccini segni la svolta che in milioni attendono, stufi di dover ricorrere addirittura agli ansiolitici per non vedere nero.

I dati sono del 2019 e 2020

Fonte: AIFA

Leggi anche: Export di farmaci, per l’Italia è record a fine 2019

 

Ti piace citare i numeri precisi quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri, restare aggiornato sui principali dati (rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.