Ue, quante volte gli inglesi hanno votato “no”

Tra il 2009 e il 2015 il Regno Unito si è messo di traverso nel 12,2% dei casi. Italia 13esima

Non c’era bisogno della Brexit per capire che gli inglesi sono i più restii ad accettare le regole comuni e a raggiungere dei compromessi politici con gli altri Paesi dell’Unione europea. Se si guarda ai voti espressi in Consiglio e all’Europarlamento negli ultimi anni, infatti, si scopre che il record di “no” spetta proprio al Regno Unito.

Voti in Ue: inglesi bastian contrari

Il grafico sopra mostra la percentuale di voti contrari espressa in Ue dagli Stati membri in fase di approvazione di direttive, regolamenti o decisioni comunitarie tra il 2009 e il 2015. In testa, e con un ampio distacco rispetto a tutti gli altri Paesi, c’è il Regno Unito con il 12,2% di “No”. Seguono Austria e Germania, entrambe intorno al 5%, e poi i Paesi Bassi con poco più del 4% di voti contrari. Per trovare l’Italia bisogna scorrere fino alla 13esima posizione: il nostro Paese si è messo di traverso alle votazioni europee solo nell’1,4% dei casi.

I temi su cui gli inglesi si sono espressi più volte in modo contrario sono il bilancio, la politica estera e le questioni relative agli aiuti esteri. Non un caso, se si pensa che proprio in fatto di bilancio il Regno Unito gode da sempre della cosiddetta “eccezione britannica“.

Altri settori in cui gli inglesi hanno spesso votato contro (ma meno rispetto ad altri Paesi) sono il commercio internazionale, la pesca, gli affari legali, l’industria, la ricerca e l’energia. Non di rado, inoltre, commenta un report commissionato dall’Europarlamento, il Regno Unito ha preferito astenersi.

Gli alleati del Regno Unito in Ue

Un’ulteriore indicazione del posizionamento del Regno Unito in Ue (Parlamento e Concilio) arriva dalla rete di alleanze costruita attraverso le votazioni degli ultimi anni. In particolare, nel periodo preso in esame (2009-2015) i Paesi più “vicini” agli inglesi per voti contrari sono stati la Svezia, i Paesi Bassi e la Danimarca. Ecco il grafico.

L’Italia ha votato insieme al Regno Unito nell’86,4% dei casi presi in esame, mentre il Paese che più si è differenziato è la Germania, con solo l’83,6% di voti analoghi. Quando si analizzano questi dati, però, bisogna considerare che le regole di approvazione dei vari provvedimenti europei sono complessi, e non sempre un voto contrario implica lo stop a una proposta nella sua interezza. Di certo, però, rende bene l’idea di quali siano i Paesi più “europeisti” e quali, invece, siano più inclini a decidere per conto proprio. Ecco, per quanto riguarda il Regno Unito, la Brexit ne è solo l’ennesima conferma.

I dati si riferiscono al: 2009-2015

Fonte: Parlamento europeo

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