Tumore, il 24% vive più di 15 anni dopo la diagnosi

Nel 2024 tasso di mortalità giù: 21,4% per le donne, 28% per gli uomini

Il tumore resta una delle sfide più grandi per la sanità in Italia: è la seconda causa di morte nel nostro Paese, responsabile del 25% dei decessi, subito dopo le malattie cardiovascolari. Ma c’è anche una notizia che fa ben sperare. Secondo il rapporto “I numeri del cancro 2024”, la situazione è diventata stabile: il numero di nuove diagnosi non è aumentato rispetto al 2023, e sempre più persone riescono a convivere con la malattia. Oggi, circa 1 paziente su 2 ha un’aspettativa di vita paragonabile a chi non ha mai ricevuto una diagnosi di tumore.

Sopravvivenza tumore, percentuali in continuo aumento

Negli ultimi 15 anni, le possibilità di sopravvivenza a un tumore sono decisamente aumentate. In Italia, il 24% a cui è stato diagnosticato un tumore ha ricevuto questa diagnosi più di 15 anni fa. Come si vede anche nel grafico, guardando alle stime più recenti, aggiornate al 2018, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi riguarda il 59,4% degli uomini e il 65% delle donne. Si tratta di un bel passo avanti rispetto al 2015, quando le percentuali erano più basse: il 54% per gli uomini e il 63% per le donne.

Alcuni tumori hanno tassi di sopravvivenza molto alti: ad esempio, l’88% delle donne a cui viene diagnosticato un tumore al seno è ancora in vita dopo 5 anni; per il tumore al testicolo e alla prostata, questa percentuale supera il 90%. In alcuni casi, la possibilità di essere vivi dopo 5 anni è quasi la stessa della popolazione generale: succede con i tumori della tiroide, il melanoma, i linfomi di Hodgkin e, anche se in misura minore, con il tumore del colon-retto.

Sopravvivenza al tumore, i numeri dei giovani adulti

In Italia, il numero di giovani adulti (20-49 anni) che muoiono a causa di un tumore è diminuito in modo significativo. I dati del rapporto 2024 lo confermano: tra il 2006 e il 2021, il tasso di mortalità per tumore è sceso del 21,4% tra le donne e del 28% tra gli uomini. Questo calo è il risultato di terapie sempre più efficaci e di strategie di prevenzione che funzionano sempre meglio.

Il tumore al polmone ha fatto registrare un forte calo della mortalità: i decessi sono diminuiti del 35,5% negli uomini e del 46,4% nelle donne. Un risultato importante, soprattutto perché questo tumore rimane il più letale per gli uomini e il secondo per le donne, dopo quello al seno. Ma non tutte le forme di cancro hanno seguito la stessa tendenza. Ad esempio, per il tumore del colon-retto e quello dell’ovaio, la percentuale di persone che sopravvivono alla malattia non è in alcun modo cambiata negli ultimi anni.

Che cos’è la prevalenza e i numeri in Italia

In Italia, più di 3,7 milioni di persone vivono con una diagnosi di tumore. In pratica, significa che 1 italiano su 16 convive con la malattia, pari al 6,2% della popolazione. Se si guarda la suddivisione per genere, le donne sono la maggioranza, con circa 2 milioni di casi, pari al 6,8% della popolazione femminile. Tra gli uomini, invece, il dato è leggermente più basso: 1,6 milioni di persone, ovvero il 5,6% della popolazione maschile.

Questo numero, che in termini tecnici si chiama prevalenza, indica quante persone sono ancora in vita dopo aver ricevuto una diagnosi di cancro, indipendentemente da quanto tempo sia passato. Negli anni, questo dato è aumentato, e il motivo è duplice: da un lato, le diagnosi sono sempre più frequenti, grazie a controlli più accurati; dall’altro, le terapie funzionano meglio, permettendo a molte persone di convivere più a lungo con la malattia o di guarire.

sopravvivenza tumore

Cancro, il numero delle nuove diagnosi in Italia

Nel 2024 in Italia sono stati diagnosticati 390.000 nuovi casi di tumore, un dato stabile rispetto agli anni precedenti. Di questi, 214.000 hanno riguardato gli uomini e 175.000 le donne. Tra i tumori più diffusi, se non consideriamo quelli della pelle che non sono melanomi, il tumore al seno è stato il più frequente, con 53.686 nuovi casi. Il tumore al colon-retto ha colpito 48.706 persone, mentre il cancro ai polmoni è stato diagnosticato in 44.831 pazienti. Il tumore alla prostata, che riguarda solo gli uomini, ha registrato 40.192 nuove diagnosi, mentre il tumore alla vescica ha interessato 31.016 persone.

Negli uomini, il tumore alla prostata è stato il più frequente, con 40.192 nuove diagnosi, pari al 19% del totale. Subito dopo troviamo il tumore ai polmoni, che ha colpito 31.891 persone (14,9%), e quello al colon-retto, con 27.473 casi (12,8%). Per le donne, invece, la forma più diffusa è stata il tumore al seno, con 53.065 diagnosi, che rappresentano il 30,3% di tutti i casi. Seguono il tumore al colon-retto (21.233 casi, 12,1%) e quello al polmone (12.940 casi, 7,4%).

Guardando al futuro, nei prossimi 20 anni il numero di nuove diagnosi è destinato a crescere: si prevede un aumento dell’1,3% all’anno tra gli uomini e dello 0,6% annuo tra le donne. Questo trend è legato sia all’invecchiamento della popolazione sia ai progressi nella diagnosi precoce, che permettono di individuare più casi rispetto al passato.

Quanto può incidere fare prevenzione

Le terapie oncologiche hanno fatto passi da gigante, aumentando le possibilità di cura del tumore. Ma c’è un aspetto che resta fondamentale: la prevenzione. Si stima che fino al 40% dei tumori potrebbe essere evitato agendo su fattori di rischio ben noti, come il fumo, il consumo di alcol, l’obesità e la sedentarietà. Un ruolo chiave lo gioca anche lo screening, che permette di individuare precocemente alcuni tipi di tumore o persino lesioni pretumorali, migliorando così le possibilità di trattamento.

La missione dell’Unione Europea nella lotta al cancro

L’Unione Europea punta a rendere gli screening oncologici accessibili a sempre più persone, con l’obiettivo di raggiungere almeno il 90% della popolazione che ha diritto a questi esami entro il 2025. In Italia, le Regioni del Centro-Nord sono già a buon punto: quasi tutti coloro che rientrano nei programmi di prevenzione ricevono l’invito per i controlli sul tumore del colon-retto, della mammella e della cervice uterina. Il problema, però, è che non tutti poi si sottopongono effettivamente agli esami. Inoltre, il divario tra Nord e Sud è ancora evidente, con il Mezzogiorno che fatica a garantire la stessa copertura.

 

I dati si riferiscono al: 2006-2021
Fonte: “I numeri del cancro 2024” – AIRTUM (Associazione italiana registri tumori), AIOM (Associazione italiana di oncologia medica), Fondazione AIOM e PASSI (Progressi nelle aziende sanitarie per la salute in Italia, a cura dell’Istituto superiore di sanità)

Leggi anche: