fbpx
 In Hot Topic

I dati Ocse: da noi è cresciuta, ma in misura minore rispetto all’estero

Ci sono tante classifiche a livello europeo o mondiale che vedono l’Italia in fondo, almeno tra i Paesi occidentali, come quelle sul debito, sulla crescita economica o, per esempio, sulla trasparenza della pubblica amministrazione. C’è però un ambito in cui risultiamo tra i più virtuosi. È quello riguardante le determinanti non mediche della salute, secondo la definizione dell’Ocse, ovvero quelle condizioni di rischio che potrebbero provocare malattie e morti evitabili, come l’essere tossicodipendenti, alcolisti, o obesi.

Proprio riguardo all’obesità l’Italia risultava nel 2016 solo al 46esimo posto sui 54 Paesi più avanzati o più popolosi del mondo con un 19,9% dei cittadini che risultavano obesi, ovvero con un Bmi (Body Mass Index) sopra il 30. Preoccupa, invece, l’obesità infantile che in Italia – come dimostrano i dati della Childhood Obesity Surveillance initiative (2015-17) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – presenta uno dei tassi più alti d’Europa. Ma vediamo i dati Ocse che prendono in considerazione tutta la popolazione. E non dobbiamo dimenticare che aparliamo di prevalenza: l’indice che la proporzione di “eventi” presenti in una popolazione in un dato momento. Per capire, possiamo metterla a confronto con l’incidenza che, invece, misura la proporzione di nuovi eventi.

Il trend dell’obesità

Quello che preoccupa di più, però, è il trend. Se nel 1996 nei Paesi Ocse la prevalenza degli obesi era il 15,4% nel 2006 erano divenuti il 19,1% e nel 2016 il 23,2%. Una crescita che in modo molto simile, ma leggermente meno veloce, si è verificata anche nella Ue, con il passaggio negli stessi anni dal 15,7% al 19,1% al 23%. In Italia nel 2015 invece gli obesi erano il 13,8%, nel 2006 il 16,9%, e nel 2016 si sono fermati al 19,9%. La distanza dalla media Ocse, che era dell’1,6% negli anni ’90, venti anni dopo era aumentata al 3,3%. Segno di un peggioramento, sì, ma decisamente più lieve.

L’obesità negli Stati Uniti

In testa alla classifica dei Paesi con più obesi troviamo sono gli Stati Uniti. Il dato non è sorprendente, da decenni si tratta di un problema che interessa gli americani più di tutti, il 36,2% di loro è affetto da obesità, una percentuale in aumento rispetto al 29,7% del 2006 e al 22,6% del 1996.

Dopo gli Stati Uniti troviamo è una serie di Paesi extra europei in cui è alto il consumo di carne, grassi e zuccheri, come Arabia Saudita, Turchia, Nuova Zelanda e Canada, con circa il 30% di popolazione obesa. In Europa i Paesi con più problemi di questo tipo sono Malta, con il 28,9%, e poi Ungheria, Lituania, Repubblica Ceca.

I più magri del mondo

Sono invece gli asiatici i più magri al mondo. In India gli obesi sono solo il 3,9% della popolazione, in Giappone il 4,3%, in Corea del Sud il 4,7%, in Cina il 6,2%, in Indonesia il 6,9%. Anche in questi Paesi vi è stato un aumento dagli anni ’90, anzi questo è stato anche piuttosto veloce, visto in alcuni casi questa percentuale è triplicata, ma nonostante e un tenore di vita e un reddito che si avvicina sempre e più e in alcuni casi eguaglia quelli occidentali gli obesi rimangono una piccola minoranza, grazie alla diversa dieta.

Quello che però colpisce di più nel complesso dei numeri è il fatto che in nessun Paese c’è stata una inversione di tendenza, né tra il 1996 e il 2006, né tra il 2006 e il 2016. Tra quelli in cui il problema ha visto un’accelerata, e quelli in cui il peggioramento è stato più lento, il trend alla maggiore obesità interessa veramente tutti, anche se permangono ampi divari che non sono tuttavia basati non tanto sul reddito, anzi l’obesità colpisce di più i Paesi dell’Est  che dell’Ovest in Europa, più i poveri che i ricchi negli USA, benché sulla dieta e sull’educazione alimentare.

I dati sono del 1996, 2006, 2016

Fonte: Parlamento Europeo su dati OCSE

Leggi anche: Dal fumo al diabete: i rischi per la salute nelle Regioni

Share with your friends










Inviare
Recommended Posts

Start typing and press Enter to search