In Crisi&Ripresa
Share with your friends










Inviare

Il debito pubblico è ad appena il 15,3%. Archiviati gli effetti negativi della crisi ucraina

Anche nel 2018 la Russia batte le aspettative di crescita e aumenta il Prodotto Interno Lordo (Pil) dell’1,7% dopo l’1,5% del 2017.

La ripresa russa

Il Pil russo ha subìto, a partire dalla disgregazione dell’Unione Sovietica, tre crolli importanti. Il primo nel 1994, dopo la caduta del Muro, quando il Pil arrivò a sprofondare a -12,4%, . Il secondo, nel 2008-2009, generato dalle pesanti ripercussioni negative della grande crisi finanziaria mondiale: il Pil arrivò a -7,8%. E l’ultimo nel 2015 e 2016, in seguito alla crisi ucraina del 2014. La causa? Il calo del prezzo del petrolio, di cui la Russia è uno dei principali produttori mondiali che ha portato, a dicembre 2015, ad un deprezzamento del rublo del 55% rispetto al dollaro.

Inflazione, debito e disoccupazione

Anche altri dati macroeconomici mettono in luce l’incidenza della crisi ucraina sull’economia russa. Come mostra il grafico qui sotto, inflazione, debito pubblico e disoccupazione hanno raggiunto i valori più negativi nel biennio 2014-2015, con picchi nel 2015, all’indomani delle vicende in Crimea.

Ma quello che è da notare è il tasso di disoccupazione che è a livello di Paese occidentale sviluppato: solo il 5,5% mentre il debito pubblico è continuato a calare al 15,3%. Ma dietro ai dati positivi degli ultimi due anni c’è un problema: l’invecchiamento della popolazione, comune, anche questo, a tutti i Paesi occidentali. Oltre, naturalmente, alle sanzioni che, oltre al Paese di Putin, fanno male anche a chi le ha promosse e attuate.

Un’economia centralizzata

Per un’economia che, come ha spiegato Truenumbers in questo articolo, ancora oggi è controllata per il 38% direttamente dal Cremlino, il Fondo Monetario Internazionale ha individuato un percorso di crescita in cinque punti. Incrementare gli investimenti sul clima per diminuire le emissioni di gas serra e attirare investitori stranieri; migliorare le infrastrutture per ridurre i costi di trasporto delle merci; snellire le procedure doganali; coltivare le pubbliche relazioni con i Paesi confinanti; investire in ricerca e sviluppo per favorire l’introduzione delle nuove tecnologie.

I dati si riferiscono al: 2018

Fonte: Bruegel

Leggi anche: Perché è il rublo il problema di Mosca (non le sanzioni)
In Russia un minatore guadagna come un bancario

 

Share with your friends










Inviare

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca