Le persone che ne beneficiano sono aumentate del 23,5%. Più 30,4% a Milano
Sono appena scaduti i primi 18 mesi del reddito di cittadinanza, misura economica che, assieme alle pensioni di cittadinanza, è costata allo Stato 8,5 miliardi di euro. E’ la misura bandiera del Movimento 5 Stelle ed è stata criticata sotto numerosi aspetti, ma quali sono i principali numeri del reddito di cittadinanza nel 2020?
Come funziona il reddito di cittadinanza 2020
In base agli ultimi dati aggiornati a fine agosto quest’anno rispetto al 2019 c’è il 25,8% di famiglie beneficiarie in più, considerando nel conto anche la Pensione di Cittadinanza naturalmente. Si è passati da 1.107.806 nuclei a 1.393.837, ma il dato più importante è quello delle persone che di questi nuclei fanno parte e che quindi beneficiano direttamente o indirettamente del sussidio. Da 2.697.250 sono diventati 3.329.897, con un incremento del 23,5%. Il che vuol dire che le nuove famiglie che percepiscono il RdC sono più piccole in media.

Nonostante questo però aumenta anche l’importo medio, che a livello nazionale passa da 489,23 euro a 534,35 e questo fa anche aumentare, seppur di pochissimo, il reddito medio in Italia . Questo perché il reddito medio pro capite dei nuovi richiedenti sono evidentemente peggiori di quelli del 2019, e allo stesso tempo potrebbero essere peggiorate anche quelle di chi già percepiva il RdC, in termini di Isee, reddito medio familiare, patrimonio finanziario.
Il 16,4% della popolazione di Napoli ha il reddito di cittadinanza
La crisi legata alla pandemia ha colpito del resto in modo più che proporzionale chi era già in una situazione di precarietà lavorativa, percepiva redditi particolarmente bassi, in settori come commercio o turismo in cui il lavoro intermittente e mal pagato è molto frequente. E’ facile immaginare che sia in questi segmenti di società che si è verificato l’aumento delle richieste di RdC. E i dati sulla distribuzione geografica del Reddito di Cittadinanza 2020 e sull’aumento dei beneficiari sembrano confermarlo
Le province di Napoli e Crotone sono in testa alla classifica riguardante l’incidenza dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza 2020. Il 16,4% dei suoi abitanti vive ora in nuclei che percepiscono il sussidio. Dopo vengono le province di Palermo, Caserta, Catania, con il 16,2%, il 14,5% e il 14,2% rispettivamente. Del resto sono anche le aree del Paese più colpite da povertà, emarginazione, lavoro nero, da sempre. Non a caso poi Napoli, Palermo, Caserta sono anche nelle prime posizioni per ammontare medio dell’assegno mensile, che nella provincia partenopea raggiunge i 639,29 euro, circa 40 in più rispetto all’anno scorso.
L’area con la minore incidenza di percettori del sussidio è invece il NordEst. In provincia di Bolzano solo lo 0,2% degli abitanti prende il Reddito di Cittadinanza, in quella di Belluno l’1%, in quella di Treviso l’1,4%. Pochi anche a Como, Bergamo, Sondrio, in tutte quelle aree del Nord senza grandi città ma con molti centri medi e piccoli e un’industria diffusa. E questo nonostante la grande popolazione di immigrati, mediamente più poveri degli italiani, in queste province. Ma i requisiti del RdC, che impongono una residenza di 10 anni in Italia per essere beneficiari, portano gli stranieri a fare domanda piuttosto per il Reddito di Emergenza.
Roma in testa agli aumenti dei percettori di RdC
A dimostrazione del fatto che però vi è un problema maggiore di povertà, emarginazione e disuguaglianza nelle metropoli vi sono i dati riguardanti le Città Metropolitane di Roma e Milano, mediamente ricche, cioè con un reddito medio pro capite elevato, ma con un tasso di incremento dei nuclei e dei percettori del Reddito di Cittadinanza 2020 molto alto, come si vede nella nostra mappa. Milano, pur con solo il 3,3% di beneficiari in proporzione agli abitanti, ne ha ora comunque più di molte aree del Centro come Fermo, Ascoli, Grosseto, ma sopratutto tra 2019 e 2020 questi sono aumentati del 30,4%, contro un incremento medio del 23,5%. Ma è nella Città Metropolitana di Roma che la crescita è stata massima, del 32,7%. Viene poi Catania con un +32,5% e Napoli con un +30,7%. Grande crescita, sopra la media, anche in gran parte delle altre province siciliane. E’ poi Genova l’altra provincia del Nord dopo Milano in cui vi è un deciso aumento dei percettori, +26%.
In coda Bolzano, Siena e Pordenone, dove l’incremento è più basso del 5%. Di fatto piove sul bagnato, i percettori di Reddito di Cittadinanza aumentano soprattutto dove già erano molti, e in particolare nelle città maggiori, inclusa, ed è questa la novità, la metropoli milanese, che evidentemente nasconde più di altre aree del Nord angoli di disagio che con la crisi legata al Covid19 stanno emergendo.
Le modifiche alle regole del Reddito di Cittadinanza in vigore dal 2022
Con la pandemia di Covid e la crisi economica che ne è derivata il ruolo del Rdc è divenuto così importante che molti imprenditori lamentano una carenza di lavoratori a causa di esso. Ovvero molti percettori non cercano lavoro accontentandosi del Reddito di Cittadinanza ricevuto.
Anche per rispondere alle pressioni per una sua riforma il Governo ha deciso recentemente dei cambiamenti delle sue regole. Così dopo i primi sei mesi vi sarà una decurtazione dell’assegno di 5 euro per ogni mese trascorso senza che un membro del nucleo familiare lavori, se questo è occupabile e non, per esempio, disabile. Inoltre, mentre oggi è possibile per il percettore rifiutare tre offerte di lavoro, dal 2022 al secondo no si perderà il Reddito di Cittadinanza. Con la seconda proposta che potrà riguardare un posto in tutta Italia.
La Did, ovvero la Dichiarazione di disponibilità immediata al lavoro, si dovrà firmare subito, al momento della domanda di Rdc, e non solo dopo la convocazione presso un Centro per l’impiego come avviene oggi.
I Comuni, poi, sono tenuti a fare più controlli sui requisiti per ottenere il Reddito di Cittadinanza, anche perché risponderanno del danno erariale in caso lo Stato dovesse erogare più fondi di quelli dovuti
I dati si riferiscono al: 2019-2020
Fonte: Inps
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