Procedure di infrazione per deficit: coinvolti 25 Paesi Ue

 

Rigorosi solo Estonia e Svezia. L’unico iter aperto al momento è quello della Spagna

Gli unici due Paesi Ue davvero rigorosi in fatto di deficit sono Estonia e Svezia: solo loro non sono mai stati sottoposti da Bruxelles a procedure di infrazione per deficit eccessivo. Tutti gli altri hanno subìto il monitoraggio della Commissione europea in seguito allo sforamento del parametro del 3%. Al contrario, nei confronti di nessuno Stato membro è mai stata aperta una procedura per debito eccessivo: l’Italia sarebbe la prima, se il Consiglio europeo di inizio luglio raccogliesse l’invito della Commissione ad avviare il procedimento emesso a inizio giugno 2019 e se la lettera che il presidente del Consiglio conte sta preparando per ribattere ai rilievi non convincesse i partner.

Ci siamo già passati

L’Italia sarebbe il primo Paese a subìre una procedura di infrazione per debito, ma non è la prima volta che il nostro Paese finisce “in castigo”. E’ già successo, per sforamento del deficit (e non del debito) tra il 2005 e il 2008 quando alla presidenza del Consiglio sedeva Silvio Berlusconi. La seconda volta risale al 2009: fino al 2013 l’Italia è finita sotto le forche caudine della Commissione sempre per eccesso di deficit. Ma abbiamo rischiato grosso anche nel 2017: il governo Renzi riuscì ad evitarla in extremis varando una correzione alla manovra finanziaria. Esattamente quello che viene chiesto ora al governo Conte (e che il ministro Tria continua a smentire).

L’unica procedura di infrazione è su Madrid

In questo momento la Spagna è l’unico Paese sottoposto al monitoraggio della Commissione europea: il suo deficit è troppo alto dal 2009, anno in cui Bruxelles ha deciso di avviare nei suoi confronti una procedura di infrazione. Oggi, a dieci anni di distanza, secondo l’organo esecutivo della Ue Madrid non ha ancora fatto abbastanza per meritarsi la chiusura del procedimento.

La Grecia sottoposta all’iter per 13 anni

Ma non è la Spagna lo Stato sottoposto più a lungo a questo tipo di iter sanzionatorio. Il primato va infatti alla Grecia, che è uscita dal programma di monitoraggio della Commissione nel 2017, dopo tredici anni. Ci sono infine Paesi il cui procedimento è stato aperto subito dopo il loro ingresso nell’Ue: è il caso della Repubblica Ceca, della Slovacchia e dell’Ungheria, entrate nell’Unione europea nel 2004 e immediatamente sottoposte a procedura di infrazione sempre per colpa del deficit. Idem per la Croazia nel 2013.

Ma, Italia a parte, anche gli altri Stati fondatori si sono meritati la bocciatura di Bruxelles sul deficit. La Francia è stata monitorata dal 2003 al 2007 e poi ancora dal 2009 al 2018; la Germania, quasi specularmente, dal 2002 al 2007 e dal 2009 al 2012. Nei confronti del Belgio è stata aperta una procedura di infrazione tra 2010 e 2014 e nei confronti dei Paesi Bassi tra il 2002 e il 2005 e tra il 2009 e il 2014. Solo il Lussemburgo l’ha sempre scampata: nel 2010 la Commissione lo ha avvertito che il suo deficit era troppo alto e che sarebbe stato avviato l’iter anche nei suoi confronti, ma poi svariati fattori – tra cui le misure correttive subito annunciate dal governo e il basso debito pubblico – hanno fatto chiudere immediatamente il procedimento.

I dati si riferiscono a: giugno 2019
Fonte: Commissione europea

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