La lattuga costa la metà rispetto a ottobre: 0,45 euro al Kg. Il pollo costa di più
Nel mondo, in particolare negli Stati Uniti, e anche in Italia, l’inflazione ha ripreso a fare parlare di sé, dopo anni di deflazione, sotto-prodotto della crisi finanziaria. Oltreoceano i prezzi sono aumentati a maggio del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In Italia la fiammata è molto più moderata, con un aumento dell’1,3% sia in maggio che in giugno.
Si tratta però dell’effetto dell’incremento dei prezzi nell’ambito dei trasporti e dell’energia, cui si aggiunge l’aumento di quelli di alcune materie prime, per esempio quelle usate per l’edilizia e le ristrutturazioni, che non a caso costano più di un tempo.
Niente inflazione per l’alimentare
Si salva da tale crescita dell’inflazione però il settore alimentare, che è tra quelli più importanti nel paniere di spesa degli italiani, e in particolare di quelli più poveri. Tra questi infatti cresce molto, rispetto a quanto avviene per i ricchi, la percentuale dei consumi dedicate all’acquisto del cibo e delle bevande. In giugno l’inflazione in questo ambito era negativa, con una riduzione del 0,4% del livello dei prezzi.
In particolare il prezzo degli ortaggi appare stabile o in calo negli ultimi mesi, come mostra l’Osservatorio dell’Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare che traccia settimanalmente e mensilmente l’andamento dei prezzi del settore agroalimentare.

Il prezzo degli ortaggi in Italia
I prezzi delle verdure che vengono considerati sono quelli all’origine, l’andamento dei quali, in assenza di turbative del mercato, dovrebbe riflettersi poi anche in quelli al dettaglio.
Il costo della lattuga, ovvero l’ortaggio per eccellenza, ha avuto un trend discendente negli ultimi mesi, dovuto probabilmente anche alla stagionalità. All’origine il suo prezzo era di 0,88 euro al kg in ottobre, ma è gradualmente sceso fino a stabilizzarsi tra 0,64 e 0,68 euro al kg tra dicembre e marzo, è risalito a 0,72 ad aprile per poi diminuire velocemente fino ai valori di giugno, di 0,45 euro al kg.
Lo scorso mese ha segnato il prezzo minimo dell’anno anche per l’aglio, altro prodotto comunissimo, che è costato solamente 1,95 euro al kg, sempre all’origine, contro il picco di 2,71 toccato in novembre. Al contrario le cipolle, sempre per rimanere nell’ambito degli ortaggi più utilizzati, risultavano in giugno il leggero aumento, raggiungendo il prezzo massimo in 12 mesi, di 0,52 euro al kg. Era solo di 20 centesimi nell’agosto del 2020. In lento ma graduale crescita i ravanelli, dall’1,12 euro al kg del giugno 2020 all’1,42 dello stesso mese di quest’anno.
In ascesa i prezzi della carne
Al contrario del prezzo degli ortaggi e delle verdure quelli della carne sembrano avere un più chiaro trend ascendente. Sempre secondo l’Ismea e sempre considerando quelli all’origine, per la carne bovina a maggio si è raggiunto quota 115,58 nell’indice che pone i prezzi del 2010 uguali 100. Un anno prima era a 112,89.
Più altalenante l’andamento dei prezzi della carne suina, arrivati a maggio a 113,34, sempre nello stesso indice, in diminuzione rispetto ai 116,56 di ottobre, ma in netto aumento sugli 85,57 di un anno prima. Trend simile per i prezzi della carne di pollo, con un importante aumento a livello tendenziale, ovvero sullo stesso periodo dell’anno precedente. In diminuzione sono invece solo i prezzi della carne di capra o di pecora. Considerando anche l’andamento stabile dei cereali sembra che a essere favorito in questo 2021 sia soprattutto il portafoglio di vegetariani e vegani.
I dati si riferiscono al 2020-2021
Fonte: Ismea
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