Tra tributi e contributi gli italiani hanno pagato 1 miliardo in più al mese nei primi 10 mesi del 2019
Tra tasse e contributi, nei primi 10 mesi del 2019 gli italiani hanno pagato 10.355 milioni di euro in più nel 2019 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Risultato: la pressione fiscale, in percentuale sul Pil, non cambia, ma le tasse versate allo Stato sì evidentemente per una ritrovata vivacità economica, superiore a quella del 2018.
La pressione fiscale in Italia
Il rapporto delle Finanze spiega che l’aumento della pressione fiscale, quindi delle sole tasse, è stato pari a 6.488 milioni nei primi 10 mesi dell’anno e che l’aumento dei contributi versati (Inps e Inail) è stato superiore di 3.867 milioni di euro sempre rispetto allo stesso periodo del 2018. Il risultato è nel grafico sopra che mostra in termini assoluti quante tasse e quanti contributi sono stati versati dagli italiani. Per quanto riguarda le tasse vere e proprie si tratta di 367.651 milioni di euro (367,6 miliardi, in altre parole) rispetto ai 361.163 milioni del periodo gennaio-ottobre 2018. Per quanto riguarda i contributi Inps e Inail: 193.423 milioni rispetto ai 189.556 dell’anno scorso.
Chi paga i contributi previdenziali
L’aspetto importante da tener presente è che i contributi Inps per le pensioni sono aumentati di 4.598 milioni di euro (più 2,6%) grazie esclusivamente al contributo dei privati. Sono, quindi, gli imprenditori privati i maggiori contributori, almeno nel periodo in esame, dell’Istituto nazionale di previdenza sociale perché i contributi previdenziali pagati dal datore di lavoro pubblico sono, in realtà, diminuiti dello 0,5%. Ci si può consolare con il fatto che sono calati i contributi all’Inail (600 milioni in meno) soprattutto alla manovra economica dell’anno scorso che ha ridotto i contributi che vanno versato all’ente che si occupa di prevenire e risarcire gli infortuni sul lavoro.
Di quanto aumentano le tasse e la pressione fiscale
I soldi versati in tasse vere e proprie, invece, sono aumentati dell’1,8% pari a 6.488 milioni in più rispetto a gennaio-ottobre 2018. E questo anche grazie al fatto che gli incassi derivati dall’attività di “accertamento e controllo” sono aumentati del 16,7% nel periodo in esame, passando da 8.439 milioni dell’anno scorso a 9.845 1.406 di quest’anno. Non si tratta, però, solo ed esclusivamente di evasori fiscali scoperti e costretti a pagare: spesso si tratta di semplici cartelle fiscali che sono state pagate in seguito a un qualsiasi accertamento fiscale.
I dati si riferiscono al: gennaio-ottobre 2018, gennaio-ottobre 2019
Fonte: Mef
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