Italia seconda in Europa per le tasse sui biglietti aerei

Un passeggero paga 22,82 euro, più di Francia e Germania. In Gran Bretagna 40,04

Dopo la “tassa sulle merendine” adesso si pensa alle “tasse sui voli aerei”. Il governo smentisce che verrà introdotta, ma le voci corrono e la caccia ai soldi per chiudere la finanziaria 2020 sono così tanti (30-35 miliardi) che l’ipotesi non è affatto da escludere. Con il paradossale effetto che i prezzi di un volo aereo calano e le tasse aumentano sui biglietti aerei economici a tal punto che (come a volte succede già ora) le imposte potrebbero essere superiori al costo del volo.

Quante sono le tasse sui biglietti aerei economici

Il grafico sopra mostra il peso delle tasse, in euro, su un volo in partenza dai Paesi europei. Due precisazioni: le tasse indicate nel grafico rappresentano una media, calcolata dall’ufficio studi della Commissione europea, tra i vari tipi di imposizione fiscale su voli a breve, medio e lungo raggio o intercontinentali. Secondo: i Paesi che non compaiono nel grafico o non hanno alcuna tassa (la maggior parte) oppure non è stato possibile calcolarne la media.

Italia seconda in Europa per tasse sui voli aerei

Risultato? L’Italia è il secondo Paese europeo per imposizione fiscale sui voli aerei compresi i biglietti aerei economici: 22,82 euro per ogni passeggero che si imbarca. La consolazione è che si tratta di quasi la metà delle tasse che si pagano quando si prende un aereo in partenza dalla Gran Bretagna dove il fisco pretende ben 40,04 euro per ogni biglietto.

biglietti aerei economici

Solo che in Europa, la maggior parte dei Paesi, non ha alcuna tassa sui biglietti o ce l’ha in misura ridottissima, non in grado di incidere sul costo del biglietto. Ad esempio: la Lettonia si limita ad un insignificante 0,01 euro, ma anche Paesi come la Spagna si accontenta di 2,57 euro mentre la Francia di 15,41.

In Lettonia solo 0,01 euro sui biglietti aerei economici

Quelle delle tasse sui biglietti aerei è una specie di piccola riserva di caccia per il fisco, che la utilizza ogni volta che lo Stato ha bisogno di nuovi introiti. Ad esempio: proprio quest’anno, a gennaio, la tassa d’imbarco sui voli nazionali è stata aumentata a 5 euro, dai 2 precedenti. L’introito dovrebbe servire per l’ennesimo salvataggio dell’Alitalia.

I dati si riferiscono al: 2018

Fonte: Commissione europea

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