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 In Fisco e tasse

Dal settore energetico il gettito maggiore: 46,3, 624 milioni in più sul 2017. Ecco tutti i dati

Prima la plastic tax, poi la tassa sulle auto aziendali (sul quale è stata fatta una parziale marcia indietro). Sta di fatto che il governo giallorosso, nello scrivere i dettagli della manovra economica 2020, sta cercando di inserire una serie di tasse ambientali per combattere l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e dell’ambiente. Ma in Italia la pressione fiscale riferita all’ambiente, ovvero, le tasse che gravano sulle imprese o sui cittadini che hanno comportamenti che lo possono danneggiare, ci sono già. E non sono poche. Anzi.

Le tasse sull’inquinamento dell’aria

Il grafico sopra riporta i dati, appena aggiornati, dell’Istat sul peso delle tasse ambientali sul totale dell’economia. Nelle diverse pagine del grafico sono mostrati su quali settori gravano queste tasse ambientali. Iniziamo dal totale. Nel 2018 sono state versate allo Stato italiano imposte sull’ambiente per un totale di ben 57.775 milioni di euro (cioè 57 miliardi e 775 milioni). Una cifra enorme peraltro in aumento di 624 milioni dai 57.151 milioni del 2017. Il record di tasse ambientali, però, si è ottenuto nel 2016 con ben 58.735 milioni.

I tributi ambientali

Questa massa enorme di denaro da dove viene? Viene da diverse tasse e imposte che gravano soprattutto sull’attività economica e non sui consumi. Cioè: gravano sulle imprese. Se andiamo a vedere la classificazione delle imposte ambientali si scopre che il maggior contributo al gettito totale viene dal settore energetico che, nel 2018, ha contribuito per 46.303 milioni di euro. Anche in questo caso il dato è in crescita rispetto al 2017 ma un po’ inferiore rispetto al record che, in questo caso, si è avuto nel 2014 con 47.860 milioni di versamenti. A pagare queste tasse che, ovviamente, come tutte le tasse, fanno aumentare la pressione fiscale in Italia, sono soprattutto le aziende, ad esempio quelle impegnate nell’estrazione di materia prima (gas, petrolio) ma anche i distributori di carburante.

Le tasse sui trasporti

Poi ci sono le tasse sui trasporti. Attenzione: in questo caso si parla solo delle tasse che gravano sul settore e che hanno un’esplicita motivazione ecologica. Ebbene, in questo caso si tratta di 10.853 milioni di euro versati nel 2018 che rappresentano il massimo dal 2014 ad oggi. Qui non si tratta dell’Iva o delle accise sui carburanti, ma della parte di prelievo fiscale che è giustificato, secondo lo Stato, dal fatto che i carburanti inquinano. L’Europa, peraltro, sta pensando ad una nuova imposta sugli aerei, proprio per questo motivo. Per l’Italia sarebbe un aggravio pesantissimo, dato che siamo già secondi in Europa per tasse sui biglietti aerei. Tra gli oltre 70 miliardi di tasse che gli automobilisti pagano ogni anno ci sono, quindi, anche questi 10,8 miliardi di euro.

Le tasse sull’inquinamento

Poi ci sono le tasse che sono state imposte alle aziende inquinanti. Ad esempio: l’imposta sulle auto aziendali che il governo voleva imporre su tutti gli autoveicoli, e che poi è stata rimodulata colpendendo solo quelle più inquinanti e “salvando” le altre, è una fattispecie di tassa sull’inquinamento. Ma, anche in questo caso, sono le imprese ad aver pagato la maggior parte delle tasse sull’inquinamento pari a 619 milioni nel 2018 dai 645 del record del 2015.

I dati si riferiscono al: 2014-2018

Fonte: Istat

Leggi anche: Tutte le tasse sul risparmio

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