Ecco chi ha sostenuto la guerra e ora perde miliardi per le sanzioni alla Russia
La caccia al patrimonio è appena cominciata. Gli oligarchi russi sono preoccupati della guerra iniziata da Vladimir Putin e il consenso al presidente russo potrebbe a vacillare nel momento in cui anche il loro patrimonio dovesse risentire del conflitto in corso. E, in effetti, la ricchezza degli uomini più vicini al presidente ne sta risentendo eccome. Solamente i primi tre giorni di guerra in Ucraina, stando alle stime della rivista economica statunitense Forbes, sono costati ben 128 miliardi di dollari ai big dell’economia. Le perdite comprendono sia i danni causati dalla guerra sia le sanzioni alla Russia imposte dall’Occidente.
Le sanzioni contro la Russia e i suoi miliardari
Le persone finite nel mirino delle autorità sono, per ora, 26 oligarchi russi ai quali sono stati congelati beni in 53 società. Ma la platea dei possibili destinatari di sanzioni alla Russia è ben più ampia ed è composta da ben 680 persone.
Ma chi sono quindi i più ricchi oligarchi russi e a quanto ammonta il loro patrimonio? Lo vediamo nella nostra classifica. Il primo è Alexei Mordashov, azionista e presidente del conglomerato russo Severstal, uno dei più grandi gruppi siderurgici del mondo: ha un patrimonio di 29,1 miliardi di dollari. Al secondo posto c’è Vladimir Potanin, ex primo vice ministro della Federazione Russa, considerato il “re” mondiale dei metalli: ha un patrimonio di 27 miliardi di dollari.
Chi sono gli oligarchi russi più ricchi
A seguire fra i primi cinque oligarchi russi miliardari troviamo:
- Leonid Mikhelson, Ceo, presidente e principale azionista della società russa del gas Novatek, con un patrimonio di 24,9 miliardi di dollari;
- Vladimir Lisin, uno dei maggiori esperti del settore siderurgico, presidente e azionista di maggioranza di Novolipetsk, una delle quattro più grandi società siderurgiche russe. Ha un patrimonio di 23, 8 miliardi di dollari.
- Gennady Nikolayevich Timchenko, fondatore del gruppo di investimento privato Volga Group e azionista della Banca Rossiya, la banca dei più alti funzionari russi. Il suo patrimonio è di 22 miliardi di dollari.
Gli oligarchi russi più vicini a Putin
Il presidente della Russia Vladimir Putin, nella sua scelta di invadere l’Ucraina, ha potuto contare sul sostegno, anche economico, di alcuni big del suo “cerchio magico”. Tra questi ci sono:
- Alisher Usmanov, considerato come uno degli oligarchi favoriti da Putin, nonché uno dei funzionari russi che gestisce il flusso finanziario da e per la Russia. Secondo i dati di Bloomberg Billionaires Index (l’indice che traccia il patrimonio delle 500 persone più ricche nel mondo) ha un patrimonio di 19,7 miliardi di dollari. Il suo contributo alla destabilizzazione ucraina non è stato solo finanziario. Usmanov infatti gestisce il quotidiano d’affari “Kommersant” su cui è stato pubblicato un articolo propagandistico anti-ucraino.
- Igor Ivanovich Sechin, amministratore delegato della compagnia petrolifera Rosnef e dunque uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio grezzo. Consigliere fidato di Vladimir Putin e suo amico personale, è uno dei più potenti membri dell’élite politica della Russia.
- Nikolay Petrovich Tokarev, amministratore delegato della società petrolifera Transneft e stretto collaboratore di Putin.
- Sergei Pavlovich Roldugin, uomo d’affari, violoncellista e proprietario di cinque società offshore, tramite le quali sostiene economicamente la politica anti-Ucraina.

- Petr Olegovich Aven, uno dei 50 uomini d’affari russi più ricchi che incontra regolarmente il presidente russo Putin al Cremlino. È uno dei principali azionisti di Alfa Group Petr Aven (che include una delle più importanti banche russe, l’Alfa Bank) e amico di Igor Sechin. Aven e il suo partner commerciale Fridman hanno sostenuto il Cremlino nel tentativo di revocare le sanzioni occidentali contro la Russia dopo la politica aggressiva adottata nei confronti dell’Ucraina. Non solo: Aven ha sostenuto politicamente e finanziariamente azioni che hanno poi portato alla guerra.
- Mikhail Maratovich Fridman, fondatore e azionista di Alfa Group, è uno dei principali finanziatori di Vladimir Putin. In collaborazione con Aven ha sostenuto la scelta di Putin di attaccare Kiev ma proprio in questi giorni è stato tra i primi ad avere mostrato qualche segnale di dissenso. D’altronde, non potrà certo dimenticare le sue origini. Fridman infatti ha vissuto fino a 17 anni in Ucraina e i suoi genitori sono ucraini.
Le sanzioni alla Russia fanno perdere consenso a Putin
Oltre a Fridman, altri oligarchi russi colpiti dalle sanzioni dell’Ue iniziano a cambiare opinione e l’appoggio a Putin scricchiola. Tra questi c’è il miliardario Oleg Deripaska, fondatore del gruppo industriale russo Basic Element che, in un post su Telegram, ha invitato a cominciare al più presto veri negoziati di pace. E non ci ha pensato due volte a ribattere anche l’imprenditore russo Alexei Mordashov, che ha preso le distanze da questa “guerra fratricida” (come l’ha definita). Una dichiarazione condivisa dal banchiere russo Oleg Tinkov, fondatore di Tinkoff Bank, dal proprietario della società edile Technonicol; da Igor Rybakov e dai fratelli Dmitry e Igor Bukhman, ideatori dei videogiochi Playrix.
Il patrimonio degli oligarchi russi è a rischio
Finora le sanzioni alla Russia hanno riguardato: il congelamento degli asset delle banche in Europa; il blocco alla vendita dei bond statali; l’esclusione di 7 istituti russi dalla piattaforma Swift (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, cioè il sistema circolatorio delle transazioni commerciali internazionali) e il divieto di accesso a navi e aerei russi all’area europea. Il miliardario Roman Abramovich è corso subito ai ripari mettendo in vendita una buona parte delle sue proprietà prima che finiscano sotto sequestro, e cioè: la squadra di calcio inglese Chelsea valutata 2 miliardi di dollari; uno yacht da 1,5 miliardi; una penthouse in centro a Londra da 27 milioni; jet e elicotteri da valore di 400 milioni e una villa a Kensington da 180 milioni.
Sanzioni alla Russia, i provvedimenti italiani
Nel tornado delle sanzioni l’Italia è parte attiva. In questi giorni ha messo i sigilli al mega yacht da 65 milioni di euro “Lady M” del miliardario Alexei Mordashov, ormeggiato a Imperia, e a “Lena” di Timchenko, imprenditore a capo della società di investimento Volga Group. Lo yacht, attraccato nel porto di Sanremo, ha un valore di 50 milioni di euro.
Nei giorni precedenti La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per un valore complessivo di 143 milioni di euro tra cui, in Costa Smeralda, la villa Pevero del ricco Alisher Usmanov, un immobile di 17 milioni di euro; sul lago di Como (a Menaggio) due ville da 8 milioni di euro appartenenti al giornalista e sostenitore di Putin, Vladimir Soview, e a Lucca la villa Lazzareschi di 3 milioni del magnate russo Oleg Savchenko.
Fonti: Forbes, Bloomberg Billionaires Index
I dati si riferiscono al 2021
Leggi anche: Italia Russia: dipendiamo per il 43,3% dal gas di Mosca
Ti piace citare i numeri veri quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri e le ultime notizie; restare aggiornato sulle principali news (con dati rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.


