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 In Soldi

In media si pagano rate da 545 euro al mese. Nelle città arriviamo a 585 euro

Il 19,7% delle famiglie che vivono in abitazioni di proprietà (circa 3,7 milioni) paga un mutuo. Questa quota è maggiore al Nord (26,6% nel Nord-ovest e 23,1% nel Nord-est) e nel Centro (20,5%) rispetto a Sud (10,9%) e Isole (11,6%). In media, secondo l’Istat, le famiglie esborsano in media 545 euro mensili (i dati sono aggiornati al 2019). La quota mensile versata dalle famiglie cambia, però, in base al contesto: nelle città si pagano 586,55 euro. Nelle periferie e nei Comuni con più di 50mila abitanti la quota scende a 538,70 euro. Negli altri Comuni, invece, le famiglie versano 534,10 euro.

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Più di metà dei crediti sono per acquisti di case

Lo scopo principale per cui le famiglie chiedono prestiti alle banche è l’acquisto di un’abitazione. Su poco più di 546 miliardi di crediti, a gennaio ben 381 miliardi e 131 milioni erano mutui di durata superiore a 5 anni destinati a questo scopo, a cui si aggiungeva un altro miliardo e 732 milioni sempre di mutui per la casa, ma con scadenza inferiore.

Se, invece, vogliamo sapere quante sono le famiglie italiane che hanno un muto per la casa dobbiamo andare a vedere i documenti redatti dall’Istat per quantificare la portata del Cura Italia. Qui emerge che, nel 2018, sono 2,7 milioni le famiglie che pagano un mutuo sull’abitazione principale. Sono il 10,7% del totale. Circa il 61%, invece, dispone di una proprietà senza mutuo, poco più di una famiglia su cinque dichiara di trovarsi in affitto e il restante 8% di occupare l’immobile a titolo gratuito. Sono l’Emilia Romagna e il Veneto (con rispettivamente il 15,3 e il 14,7%) le regioni in cui si registra l’incidenza più elevata delle famiglie con un mutuo; Basilicata e Campania quello con il peso minore (rispettivamente 5,8 e 4,6%). Osservando la distribuzione sull’intero territorio nazionale delle famiglie che vivono in un’abitazione con mutuo, emerge che più della metà (53,5%) sono residenti nelle seguenti regioni: Lombardia (20,6%), Emilia Romagna e Veneto (11,1 e 11%) e Lazio (10,8%).

Il credito per la casa

Tornando alle rilevazioni della Banca d’Italia, rispetto all’anno precedente c’è stata una crescita di circa 4 miliardi del credito per la casa, ma ancora di più è aumentato quello al consumo, che pure costituisce una componente molto più piccola dei mutui accesi. Infatti è passato nello stesso periodo da 68 miliardi e 326 milioni a 74 miliardi e 8 milioni, perlomeno quello con scadenza superiore a 5 anni.

E’ la tipologia di credito che ha visto gli aumenti più consistenti negli ultimi anni, segno forse che ci stiamo allineando ad altri Paesi occidentali in cui è già molto usato. Basti pensare che il credito al consumo di lunga durata 10 anni fa ammontava solo alla metà di quello attuale, mentre quello per l’acquisto di abitazioni era sì inferiore, ma solo del 35% circa. E’ chiaro tuttavia che ogni trend sarà sconvolto dall’emergenza coronavirus, quantitativamente e anche qualitativamente parlando.

I dati si riferiscono al periodo: 2018-2020 – Ultimo aggiornamento al 13 aprile 

Fonte: Banca d’Italia

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