In arrivo garanzie statali per le giovani coppie. Le differenze tra Nord e Sud
Mario Draghi ha promesso una misura che introdurrà le garanzie statali per aiutare i giovani a ottenere un mutuo per acquisto della casa. Quello dell’accesso al credito è un problema per numerose giovani famiglie che non riescono a comprare una casa e costruire così un futuro. Ma quante sono le famiglie italiane che ne hanno uno?
La rata media di un mutuo per acquisto della casa
Paga un mutuo il 19,7% delle famiglie che vivono in abitazioni di proprietà (circa 3,7 milioni). Questa quota è maggiore al Nord (26,6% nel Nord-ovest e 23,1% nel Nord-est) e nel Centro (20,5%) rispetto a Sud (10,9%) e Isole (11,6%). Dai dati dell’Istat aggiornati al 2019 emerge anche che la rata media è di 586 euro al mese nelle grandi città e di 534 euro nei Comuni fino a 50mila abitanti.
Durante la pandemia i mutui casa sono crollati
Grazie ai dati della Banca d’Italia possiamo vedere, invece, cos’è successo ai prestiti alle famiglie con la pandemia. La riduzione dell’ammontare dei prestiti nel complesso non è stata enorme, si è scesi a 544 miliardi e 115 miliardi a giugno 2020, ma è stata la prima consecutiva di tre trimestri di calo (anche a fine 2019 pur senza pandemia se ne era verificata una) dopo 5 anni di crescita. Tuttavia a differenza tra quanto era accaduto tra 2011 e 2014, quando il calo dei prestiti alle famiglie era stato di 13 miliardi, in questo caso il rimbalzo è stato veloce. E quantitativamente notevole.
Prestiti, crescono solo quelli per mutuo per acquisto della casa
Certamente le azioni energiche della Bce e del governo non sono estranee a quanto è accaduto a partire dall’estate. Il calo ulteriore dei tassi d’interesse, già bassi, dopo le operazioni della Banca Centrale Europea, e le garanzie al credito varate nei decreti governativi della primavera a sostegno dell’economia hanno dato respiro sia alle imprese che alle famiglie.
Così già nel terzo trimestre i prestiti sono risaliti di circa 2,4 miliardi, ma è nel terzo che c’è stato il balzo maggiore, di 3,7 miliardi, così da arrivare a dicembre a 550 miliardi e 269 milioni. Con i mutui alle famiglie in particolare che sono arrivati a 403 miliardi e 916 milioni. Certo, l’incremento è stato largamente inferiore a quello che ha interessato il credito alle aziende, che è stato di ben l’8,4% su 12 mesi, e del 6,6% per le piccole imprese, ma è il segno più che rimane degno di nota. Come sempre la gran parte dei mutui casa concessi riguarda l’acquisto di immobili, 362 miliardi e 824 milioni. Solo per una piccola parte, 57 miliardi e 772 milioni si tratta di prestiti personali al consumo, e ancora meno, poco più di 15 miliardi, sono quelli contro cessione dello stipendio.
I bonus del governo hanno fatto rinascere il mercato
E anzi sono proprio i mutui per l’acquisto della casa quelli che hanno monopolizzato questa ripresa dell’attività creditizia verso le famiglie. Visto che tra metà e fine 2020 per esempio i prestiti personali hanno continuato a scendere, mentre i primi sono cresciuti di ben 6 miliardi, ovvero della stessa misura in cui sono cresciuti quelli totali. Gli italiani in sostanza, anche grazie alle agevolazioni, hanno deciso di riprendere a guardare al lungo periodo prima di riprendere i consumi più immediati.

Mutuo per acquisto della casa, le differenze tra Nord e Sud
Chiaramente come sempre accade soprattutto nel nostro Paese tali cambiamenti non sono stati omogenei sul territorio nazionale. I prestiti alle famiglie sono cresciuti decisamente di più al Nord. Anzi, quasi solo qui, visto che nel Nordovest in sei mesi sono aumentati di 2,6 miliardi, nel Nordest di 2,1, e solo di 1,1 al Centro, nonostante in quest’area anzi si partisse da un valore superiore a quello delle regioni del Nordest.
Mentre al Sud l’incremento del credito è piccolissimo, solo di 29 milioni, e di 290 milioni nelle Isole. Il gap tra le aree più ricche e più povere del Paese quindi si allarga, e del resto sono state le regioni del Mezzogiorno quelle più colpite dalla crisi pandemica, con più abitanti interessati dalla perdita di posti di lavoro nel commercio, nel turismo, nel settore informale nelle piccole imprese.
Meno credito alle aziende nel Sud
E le stesse differenze, anzi più divaricate, si notano infatti anche dal lato del credito alle aziende, con quello del Nordovest per l’industria che è cresciuto di quasi 5 miliardi a fine 2020, e di meno di un miliardo al Sud. È probabilmente anche per questi divari che il 60% dei fondi del Pnrr sono stati destinati al Mezzogiorno, a patto che vengano usati bene.
I dati si riferiscono al: 2011-2020
Fonte: Banca d’Italia, Istat
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