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Sono meno gravi degli Npl, ma sono un indicatore di fragilità. Unicredit ne ha più di tutti

Siamo abituati a parlare di Npl (Non Performing Loans), ovvero quei crediti in sofferenza di debitori che si trovano in modo conclamato in uno stato di insolvenza. La percentuale di questi crediti tra quelli accesi da una banca è un indicatore della fragilità o meno dell’istituto. Si tratta della categoria più grave, ma non è l’unica.

Che cosa sono gli Utp

L’ambito dei crediti deteriorati (Npe, Non Performing Exposures) è composta anche da un’altra tipologia, appena meno grave, ma comunque pericolosa per una banca, quella degli Upt (Unlikely To Pay). Si tratta delle inadempienze probabili, quei crediti che la banca ritiene improbabile che il debitore ripaghi integralmente senza azioni come l’escussione delle garanzie.

Pwc ha analizzato la situazione delle banche italiane, quanti Upt sono posseduti da esse. Quello che emerge è che nel primo semestre del 2019 vi erano 73 miliardi di crediti Upt, l’81% dei quali concentrati nelle prime 10 banche italiane per importanza e quasi metà, il 49%, tra le prime tre, ovvero Unicredit, Intesa e Banco Bpm.

La classifica delle banche per Utp

Dopo Unicredit, con 14,4 miliardi, e Intesa, con 13,6, è Monte dei Paschi di Siena la banca che ha più crediti con probabili inadempienze, 7,4. Segue Banco Bpm, con 7,3 miliardi, Iccrea Banca, con 5,5, poi Ubi con 3,8 miliardi, Bnl con 2,8, Bper con 2,5 miliardi. Un indicatore rilevante è anche quanto in percentuale questi Utp incidano sul totale degli Npe lordi (senza ponderazione per il valore del credito). In testa è Banco Bpm, con il 68%. Ovvero il 68% dei crediti deteriorati è fatto da Utp, il resto sono Npl e esposizioni scadute e/o sconfinanti, la tipologia più leggera di NPE. In Unicredit, Iccrea, Ubi, Cariparma, susperano il 40%, mentre sono più del 30% ma meno del 40% in Intesa, Bnl, Bper, Credem.

Da questi numeri si capisce l’importanza degli Utp, che nonostante siano meno gravi degli Npl spesso costituiscono la tipologia di credito deteriorato più presente, e sono tanto più rilevanti quanto più la percentuale degli NPE sul totale delle attività, ovvero il Npe Ratio lordo, è maggiore. Come nel caso di Iccrea, dove arriva al 16%, più del doppio che in Intesa o Unicredit, dove è rispettivamente del 7% e dell’8%. In quello di Bper e Banco Bpm dove il Npe Ratio lordo è del 14%. Rispetto al 2018 gli Utp sono diminuiti un po’ dappertutto, tranne che in Bnl, fa notare Pwc, ma il loro valore assoluto è troppo elevato per poter dormire sonni tranquilli.

Fonte: Pwc

I dati si riferiscono al: 2018

Leggi anche:I crediti inesigibili delle banche italiane

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