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 In Fisco e tasse

Non risultano in nessuna dichiarazione dei redditi. Dell’1% non si conosce l’uso

Nella manovra 2020 il governo giallorosso ha inserito una norma piuttosto innovativa (diciamo). I Comuni non sono più costretti (articolo 96) ad attendere i tempi di iscrizione a ruolo del debito che un cittadino ha verso di loro. La legge, in pratica, riduce tempi e costi della riscossione riducendo il diritto dei cittadini di opporsi. Inquietante, considerando che già oggi possono pignorare stipendi, conti correnti, fatture, immobili (tranne prima casa) o bloccare l’auto per recuperare il debito che può riguardare le tasse sulla casa (Imu e Tasi), sulla spazzatura (Tari), la Tosap per l’occupazione del suolo pubblico o anche bollo auto, rette scolastiche, imposta su affissioni e pubblicità.

Il pignoramento dei conti correnti

Parliamo delle case. Chi non paga, può assistere all’ente locale che gli entra nel conto corrente per recuperare il dovuto. Solo che c’è un problema… Gli immobili di proprietà di persone fisiche in Italia sono 56,4 milioni. Nel grafico sopra è riportato il complesso degli immobili italiani suddiviso in percentuale in base al loro utilizzo: prime case, abitazioni in affitto, case sfitte, ecc.

La casa è sempre prima

Le abitazioni principali sono quasi 20 milioni e 13,4 milioni circa sono le relative pertinenze. Complessivamente si tratta del 60% dello stock di proprietà delle persone fisiche. Gli immobili locati sono 5,3 milioni, il 9,4% del totale, e quasi 1,3 milioni, il 2,3% del totale, sono immobili concessi in uso gratuito a familiari o ad altri comproprietari. Questo il quadro generale dell’uso degli immobili in Italia. Se si approfondisce questa analisi elementare si nota però un dettaglio piuttosto inquietante.

Il Catasto, infatti, non è risultato essere in grado di ricostruire la proprietà di un numero enorme di immobili. Sono abitazioni che non risultano in nessuna dichiarazione dei redditi. Di altri, invece, non si è riusciti a risalire all’uso degli immobili, cioè al tipo di utilizzo. Praticamente non si sa a cosa servano. Di quanti immobili stiamo parlando?

Uso degli immobili, le abitazioni fantasma

Gli immobili di cui non si conosce la proprietà sono 3,7 milioni, di cui circa 1,5 milioni (il 41% circa) attribuibili (probabilmente) a persone fisiche e la restante parte a persone non fisiche, quindi più che altro a società.

Nel primo caso si tratta principalmente di unità abitative e nel secondo di uffici o stabilimenti produttivi. Di quell’1% di immobili italiani dall’uso sconosciuto una buona parte è in mano a società. Esistono, ma non si sa a cosa servano.

Il motivo per il quale si hanno così poche informazioni sui locali e sull’uso degli immobili che appartengono alle persone non fisiche, quindi alle società, è che le persone fisiche sono obbligate alla compilazione del quadro relativo al reddito da fabbricati presente nel modello di dichiarazione dei redditi, mentre le persone non fisiche no.

I dati si riferiscono al: 2014

Fonte: Ministero dell’Economia

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