Morti per droga, l’Austria è prima in Europa

In Germania 750 decessi l’anno, in Italia 122. Ecco tutti i numeri

Si tratta, come per gli omicidi, di alcune delle statistiche che sono migliorate di più rispetto agli anni ’70-’80-’90, e che fanno pensare che almeno in alcuni ambiti della società dei miglioramenti ci sono stati nel corso dei decenni. Si tratta delle statistiche dei morti per droga, o per cause collegate alla droga. Si tratta delle morti per overdose, tipicamente di eroina, o per gli effetti di un mix tra sostanze stupefacenti e altre sostanze, come l’alcol e l’Mdma per esempio.

Non siamo di fronte alle stragi di 30 anni fa ma il fenomeno non è scomparso. Le morti per droga in Europa, e in alcuni Paesi in particolare, rappresentano ancora una realtà importante. Più che nei Paesi nordici in quelli di lingua tedesca.

Le statistiche sui morti per droga in Europa

In base ai dati di Eurostat, che sono del 2017, era l’Austria il Paese con più morti per droga per abitante, 107 ogni 10 milioni, seguita dalla Germania e dalla Svizzera con 81. E solo dopo vengono la Danimarca, con 65, e l’Islanda, con 56. In Italia i decessi sono molti meno in termini relativi, solo 20 per 10 milioni di persone. Anche se non si tratta delle statistiche più positive. In alcuni Paesi, come l’Irlanda, la Romania, la Bulgaria, la Polonia, la Spagna, la Grecia, questo sembra essere un problema quasi inesistente, con 3 o meno morti ogni 10 milioni di persone.

Naturalmente vi è un tema di affidabilità dell’attribuzione del decesso. Possiamo immaginare che una morte per collasso cardiocircolatorio non sempre possa essere attribuita alla giusta causa, come una dipendenza

morti per droga

Emergenza in Germania per i morti per overdose

Le differenze tra Paese e Paese però sono molto rilevanti, più di quanto non siano per altre tipologie di decessi, per esempio per cancro o per malattie cardiovascolari. Dobbiamo immaginare che questo tipo di mortalità sia più simile a quella di una pandemia. Una morte è spesso collegata a un’altra, per la diffusione in una certa zona di una sostanza da parte delle organizzazioni criminali e il passaggio di questa da molte mani.

E oggi sembra il centro Europa il centro di questa epidemia. In valore assoluto in Germania ci sono stati, facendo una media degli anni tra il 2016 e il 2019, 750 morti all’anno, più di 6 volte che in Italia. In Austria 110, appena 12 meno che nel nostro Paese, nonostante una popolazione 6 volte inferiore.

L’età dei morti per droga

Un dato che colpisce è che a differenza che negli anni ’80 non sono i giovanissimi i più colpiti. In Germania solo 37 decessi erano attribuibili a persone con meno di 25 anni, in Italia solo 4. In Austria 14. Al contrario in Italia nel 2018 sono stati 40 i morti tra i 50 e i 59 anni, 43 quelli tra i 40 e i 49.

Lo stesso trend è presente anche nel resto d’Europa, i morti per droga hanno mediamente più di 40 anni. Si tratta in parte della coda dell’ondata dei decenni scorsi, e forse anche dell’esito dei problemi economici e sociale che colpiscono questa fascia di età in cui l’influenza della famiglia di origine va esaurendosi.

Il maggior numero dei morti per droga sono maschi

Anche negli ultimi anni tuttavia vi sono stati dei picchi preoccupanti nell’ambito dei morti per droga. Il più recente è quello che ha colpito la Scozia, dove fonti locali riferiscono di ben 1.264 decessi solo nel 2019. si tratta di un tasso di mortalità per droga 15 volte superiore a quello medio europeo. Anche facendo la tara a differenti modalità di rilevazione delle cause di morte, per cui possono esserci zone grigie, è certo indicazione di una recrudescenza del problema, tra l’altro in un’area che ha sempre presentato problemi sociali gravi.

Un problema che tra l’altro riguarda soprattutto gli uomini. Le differenze di genere sono molto rilevanti in questo caso. In Italia sui 122 morti per droga all’anno ben 103 sono maschi, e solo 19 femmine. In Germania 589 su 750, in Austria 79 su 110, in Francia 192 su 230. in Spagna addirittura 24 su 27.

Solo nell’ambito dei suicidi si trovano squilibri simili tra i generi, anche qui a svantaggio degli uomini. Una caratteristica forse legata alla maggiore difficoltà da parte degli uomini di chiedere aiuto psicologico in caso di bisogno. Probabilmente vi sarà bisogno di una sorveglianza rafforzata nel periodo immediatamente successivo alla pandemia, che ha portato a conseguenze pesanti sia in ambito economico, con un aumento della disoccupazione che sociali e psicologiche

I dati si riferiscono al: 2016-2019

Fonte: Eurostat

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