La morte cardiaca improvvisa causa 60mila vittime

Il caso Eriksen. Ogni anno 1 morto ogni mille abitanti. Decisivi i defibrillatori

Il caso del calciatore danese Christian Eriksen, il giocatore colpito da un arresto cardiaco nel corso della partita degli Europei di calcio tra Danimarca e Finlandia, ha dimostrato che anche una morte cardiaca improvvisa (vedremo quante vittime causa in Italia ogni anno) può essere evitata con un pronto intervento con l’uso di un defibrillatore. Sì, perché la percentuale di sopravvivenza ad un arresto cardiaco (quando il cuore smette di svolgere la sua funzione di pompa del sangue) è, come si può intuire, è strettamente tempo-correlata. Vuol dire che la possibilità di sopravvivere scende in modo repentino con il passare dei secondi.

Le cause della morte cardiaca improvvisa

Ad ogni minuto in assenza di rianimazione cardiopolmonare la probabilità di restare in vita si abbassa di circa il 7-10 %. La prima scarica con il defibrillatore per evitare danni cerebrali dovrebbe essere somministrata entro 3 minuti. Sono i dati del Ministero della Salute contenuti nei documenti della legge che prevede la presenza in tutte le città, negli uffici, nelle scuole, nelle stazioni, negli aeroporti, nei porti dei defibrillatori. La legge 1441 ha ottenuto il via libera del Senato solo due settimane fa dopo 2 anni di iter legislativo.

Che cos’è la morte cardiaca improvvisa

Per morte cardiaca improvvisa (Sudden Cardiac Death, Scd) si intende una morte inaspettata determinata da cause di origine cardiaca. Il significato di Scd, secondo la definizione di Robert J. Myeburg fornita nel 1980, è  quello di una “morte naturale, preceduta da improvvisa perdita della conoscenza, che si verifica entro 1 ora dall’inizio dei sintomi, in soggetti con o senza cardiopatia nota preesistente, ma in cui l’epoca e la modalità di morte sono imprevedibili”.

Spesso morte cardiaca improvvisa ed arresto cardiaco sono considerati come sinonimi. Anche se da un punto di vista medico, la morte cardiaca improvvisa è conseguenza dell’arresto cardiaco, cioè dal cessare della funzione di pompa del cuore.

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morte cardiaca improvvisa

La morte cardiaca improvvisa causa 60mila decessi

Secondo i dati del Ministero della Salute l’incidenza della morte cardiaca improvvisa è di circa un decesso ogni mille individui all’anno ed aumenta a circa 8 su mille soggetti all’anno aventi una storia di cardiopatie. La morte cardiaca improvvisa è responsabile quindi di circa 60mila decessi all’anno in Italia. In generale, comunque, le cardiopatie sono una delle prime cause di morte tra le malattie cardiovascolari e queste sono la prima causa di morte in Italia con 306 morti ogni 100mila abitanti (come possiamo vedere dal grafico in alto).

Fonte: Ministero della Salute, Camera dei deputati 

I dati sono aggiornati al: 2017-2021

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