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Tragedia nel Mediterraneo: morto un bambino di 6 mesi, almeno 6 le vittime

La notte scorsa la nave della Ong spagnola Open Arms ha soccorso un gommone con a bordo 120 persone a 30 miglia dalla costa di Sabratha. Sono 6 le vittime identificate, tra queste anche un bambino di appena sei mesi morto tra le braccia dei medici della nave. I soccorsi non sono arrivati in tempo nonostante il naufragio fosse stato annunciato, visto che già martedì sera il centralino Alarm phone aveva rilanciato l’Sos partito dall’imbarcazione che era in mare già da due giorni. Nelle ultime ore, comunque, sono almeno 94 le vittime registrate nei naufragi di migranti nel Mediterraneo.

Ma le traversate dei migranti a novembre sono una cosa abbastanza insolita. Un tempo, infatti, l’arrivo dell’autunno e dei mari più difficili da essere attraversati significava la fine della principale stagione di arrivi a Lampedusa. Nel 2019, infatti, nei primi giorni di novembre si segnala solo uno sbarco di 50 persone. Quest’anno, invece, è diverso: solo a novembre sono già sbarcate in tutto 3.577 persone. E nel grafico sopra si può vedere il numero di migranti arrivati giorno per giorno. Mentre in tutto il mese di settembre sono state 4.386 le persone approdate.

Nel 2020 tra i 30.780 migranti sbarcati, 3.851 sono minori non accompagnati

L’eccezionalità degli sbarchi, però, non è da circoscrivere unicamente al mese in corso. Il 2020 è stato un anno record, anche se non sia ancora finito, tanto per il numero totali di sbarchi quanto per il numero di stranieri minori non accompagnati. Partiamo da due anni fa. Al 31 dicembre 2018 il Dipartimento della Pubblica sicurezza ha contato un totale di 23.370 migranti sbarcati, di cui 3.536 minori non accompagnati. Al 31 dicembre 2019, invece, anno dei decreti Sicurezza di Salvini seguito poi dell’esecutivo Conte II a settembre, il numero totale di persone cala a 11.471, mentre quello dei minori non accompagnati a 1.680.

Nel 2020, all’11 novembre, si registrano ben 30.780 migranti sbarcati e 3.851 minori non accompagnati. Si capisce perché il presidente di Open Arms Riccardo Grotti chieda un cambio di rotta da parte dei governi europei che istituisca dei corridoi umanitari per gli ingressi sicuri. E che il fenomeno migratorio sia suscettibile delle varie linee politiche è ben visibile dal grafico sopra, dove emerge la variazione dei trend in base alle decisioni ministeriali e governative.

Dalla Tunisia il 40% delle persone arrivate in Italia

Il ministro degli Interni Luciana Lamorgese e quelle degli Esteri Luigi Di Maio sono andati a Tunisi per cercare di trovare degli accordi che regolassero il flusso migratorio ed è proprio dalla Tunisia che arrivano la maggior parte dei migranti. Sul totale del 2020 a 30.780, ben 12.360 arrivano dal paese nordafricano, il 40% del totale, secondo il Bangladesh con 3.710 immigrati, mentre la seconda nazionalità dichiarata al momento dello sbarco è quella pakistana con 1.345 persone. Seguono poi Algeria, Costa d’Avorio, Egitto, Sudan e Marocco. In fondo alla classifica troviamo 943 persone che dichiarano di essere marocchine, 794 afghane e 765 somale.

I dati si riferiscono al: 2018-2020

Fonte: Dipartimento della Pubblica sicurezza

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