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Al Sud la percentuale scende al 26%, Val d’Aosta al 46,8%. Ipovedenti ancora più discriminati

Andare a scuola nel 2019 è ancora un problema per molti bambini e ragazzi in un età compresa tra i 3 e i 18 anni.

L’inclusione scolastica

L’ultima indagine effettuata dall’Istat sul mondo della scuola in Italia ha coinvolto 56.690 scuole frequentate da 272.167 alunni con sostegno nell’anno scolastico 2017/2018. Il grafico qui sopra mostra la mappa delle regioni italiane, raggruppate per colore, in base alla percentuale di istituti presenti sul territorio che non presentano barriere architettoniche. La media italiana è di un misero 32% di accessibilità delle scuole, significa che solo una scuola su tre non presenta barriere architettoniche.  Spicca la Valle d’Aosta, prima regione italiana per assenza di barriere, con oltre il 46, 8% di scuole accessibili a tutti. Comunque poco, se si pensa che una scuola su due, nella regione italiana più attenta alla problematica dell’inclusione scolastica, non è per tutti.

C’è poi buona parte del nord Italia, cioè Friuli, Trentino, Lombardia ed Emilia Romagna, a cui si aggiunge l’Umbria, che ha una percentuale di scuole prive di barriere architettoniche pari al 40,5%. A macchia di leopardo seguono le regioni intorno al 35% di istituti accessibili a tutti, mentre quasi tutte le regioni meridionali, ad eccezione della Puglia, hanno una percentuale media di assenza di barriere architettoniche pari al 28%, ma con punte del 26%. Significa che solo una scuola su quattro è accessibile da tutti gli studenti. Questo dato,essendo le regioni meridionali notoriamente le meno ricche, mette ancora una volta in luce la valenza, anche nel mondo della scuola, della variabile economica, come già spiegato da Truenumbers in questo articolo.

Una situazione che peggiora se si considerano le barriere senso-percettive, ovvero quegli ostacoli per persone non vedenti. Da questo punto di vista la percentuale delle scuole a norma scende al 18%, con quote del 13% nelle regioni del sud.

Le attività di sostegno

Come detto in apertura, i ragazzi che necessitano di un sostegno sono 272.167, cioè il 3,1% di tutti gli iscritti nelle scuole italiane. Secondo il Miur gli insegnanti di sostegno in attività sono 156.000, significa che ogni insegnante ha in carico 1,7 alunni. La concentrazione delle attività di sostegno è maggiore al sud, dove il rapporto scende ad 1,3 alunni per insegnante. Il 46% degli alunni che necessita un sostegno presenta una disabilità intellettiva, il 25% disturbi dello sviluppo e il 20% i disturbi del linguaggio.

I dati si riferiscono al: 2017/2018

Fonte: Istat, Miur

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