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Il 12,6% costruite prima del ’46. Solo il 25% di quelle in aree ad rischio resisterebbero

Il grafico in alto mostra la percentuale di edifici scolastici costruiti prima del 1946 in tutta Italia: sono i più vecchi del Paese e, quindi, anche tra i più pericolosi. Grazie agli open data del Ministero della Pubblica Istruzione è possibile andare ancora più nel dettaglio per conoscere esattamente quante scuole a rischio ci sono in Italia. Ecco tutti i numeri.

Ecco quante scuole a rischio

Il 12,7% di tutte le scuole italiane ha più di 70 anni. Non solo: il 2,96% di queste è stato costruito tra il 1900 e il 1920, il 2,34% nel XIX secolo e l’1,37% addirittura prima del 1800. Come è mostrato dal grafico sopra, è la provincia di Genova ad avere gli istituti più vetusti: il 40,56% esistevano da prima del 1946. Segue Trieste con il 39,22% e Imperia con il 38,59%.

Vi sono, poi, alcune province medio-piccole del Centro-Nord, che coincidono con i territori in cui lo sviluppo demografico è stato minore negli ultimi 50 anni, e che presentano un’età media maggiore: Vercelli, Alessandria, Pavia, Cuneo, La Spezia, Cremona, Biella, Lodi, Mantova.

Al Sud le scuole più giovani

Al contrario, è a Sud che bisogna guardare per individuare le province con gli edifici scolastici più recenti. Il grafico qui sotto mostra la percentuale, sempre provincia per provincia, delle scuole che sono state costruite dopo il 1976.

A fronte di una media italiana del 35,58% in provincia di Cagliari gli edifici con 42 anni o meno sono il 59,57%, Barletta il 56,91%, a Bari il 55,26%.

Vi sono poi le province di Campobasso, Avellino, Cosenza, Catania, Taranto, Potenza.

Le uniche aree del Nord tra le prime 10 province con le scuole costruite più recentemente, sono quelle della province di Udine e Pordenone; probabilmente ciò è legato al terremoto verificatosi in quelle zone nel 1976,  a seguito del quale si è proceduto a una rapida ricostruzione che ha interessato anche i plessi scolastici.

Complessivamente, la maggioranza relativa, più del 40%, delle scuole italiane è stata costruita tra la fine della guerra e il 1976, ma, sorprendentemente, nel 10,27% dei casi non si riesce a reperire la data di origine dell’edificio, soprattutto in Piemonte. Probabilmente, si tratta di edifici molto vecchi di cui non si conosce con precisione l’epoca di costruzione. 

Quanto sono sicure le scuole

Scuola giovane non vuole dire però necessariamente più sicura. Per sapere quante scuole a rischio ci sono nella Paese, bisogna capire quante di esse sono state costruite con criteri antisismici.

Il grafico qui sotto mostra la proporzione di edifici costruiti con criteri antisismici sul totale delle scuole che insistono su un territorio a rischio sismico basso.

Il risultato è che solo il 7,53% (con una grande variabilità tra le province) degli edifici scolastici italiani sono antisismici e si trovano su un territorio a basso rischio di terremoto. Tuttavia, in provincia di Lucca, la percentuale arriva al 66%; al 45,4% a Pistoia; al 36,4% a Fermo. In gran parte delle province non si arriva al 10%.

Quelle ad alto rischio sismico

Guardiamo adesso i dati delle aree considerate a rischio alto o medio-alto. I due grafici seguenti mostrano, rispettivamente, la percentuale di scuole antisismiche presenti nelle zone a rischio di terremoti medio-alto e di quelle dove il rischio è alto. 

In media, in Italia, le scuole progettate con criteri anti-sismici nelle aree ad alto rischio sono solo il 25,09%, in quelle a rischio medio-alto sono poco più di un quinto del totale, il 20,47%.

 In testa alla classifica degli edifici sicuri nelle zone a rischio medio-alto troviamo di nuovo Lucca (79,84%), seguita da Cuneo (60%) e l’Aquila (46,74%). In coda, con una percentuale inferiore al 10%, province molto popolose come Roma e Napoli, ma anche Salerno, Latina. Nessun edificio costruito con criteri anti-sismici in provincia di Alessandria, Ferrara, Savona.

Nell’area a maggiore rischio di terremoti in testa, tra quelle con più edifici progettati in sicurezza, c’è Campobasso, con il 71,74%, poi Chieti con il 68,25%, e Udine, con il 66,67%.

E’ probabile che qui conti l’impatto degli eventi del passato, come il terremoto che uccise 27 bambini a San Giuliano di Puglia (CB) nel 2002, e il terremoto del Friuli del 1976.

Al di sopra del 50% anche Trapani (provincia in cui vi è il Belice), Terni, Pordenone. Nessuna scuola al sicuro invece in provincia di Napoli, Torino e Biella, solo il 2,86% in quella di Salerno, comunque toccata dal sisma dell’Irpinia. 

I dati dimostrano che il gap Nord-Sud incombe anche sulla sicurezza delle scuole. E questo nonostante l’Italia sia un Paese a forte rischio terremoti, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo.

I dati si riferiscono al: 2018

Fonte: Ministero dell’Istruzione

Leggi anche: Lo Stato non investe più in opere pubbliche

Nel 2018 aumentano i fondi per i terremotati italiani

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