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Il prezzo dei farmaci subisce i ricarichi di produttori, grossisti e farmacie

Continuano le dichiarazione di interesse e le discussioni sulla nuova sede dell‘Ema, l’Agenzia europea del Farmaco. Milano sembra una delle favorite, ma non è stata ancora presa nessuna decisione.

Noi nel frattempo ci siamo chiesti quanto costa veramente un’aspirina? Il prezzo dei medicinali è determinato da tre fattori: il prezzo sullo scontrino deve garantire margini di guadagno non solo al farmacista, ma anche al grossista e, soprattutto, al produttore.

Perché i farmaci costano così tanto?

Il grafico mostra il mark-up, cioè il rapporto tra il prezzo del bene e il suo costo di produzione. Questo valore concorre a determinare il prezzo finale del farmaco.

In Italia, il guadagno dell’industria farmaceutica è del 63,8%, quello del distributore è del 6,7%, mentre la farmacia ricava in media su ogni medicinale un buon 24,4%. Ed ecco spiegato perché i farmaci costano così tanto.

Risparmiare sul costo dei farmaci?

È ipotizzabile tagliare questi margini? Difficile. Si potrebbe obiettare che riducendo, ad esempio, il numero dei grossisti si potrebbe diminuire anche il prezzo dei medicinali. In realtà non è così. In Italia ci sono 70 grossisti, in Gran Bretagna invece sono solo 20, ma i farmaci, a quanto pare, non sono più economici. Ecco i numeri che provano come anche con un minor numero di distributori il prezzo resti alto.

Prendiamo il caso di Danimarca e Finlandia, i loro sistemi si reggono con solo 2 grossisti di farmaci, eppure, come mostra il grafico in alto, il costo dei prodotti farmaceutici non è molto più basso rispetto ai nostri.

Insomma, anche se riducessimo il numero dei grossisti il guadagno sarebbe minimo. Tra l’altro quello dei distributori è un margine alquanto risicato e quindi limarlo porterebbe pochi vantaggi economici.

Cosa succede in Europa?

Il numero di grossisti varia notevolmente in tutta Europa. Si va dai 2 della Finlandia ai 160 della Grecia. L’elevato numero di distributori greci solleva molti dubbi sull’efficienza del sistema. Così per com’è strutturato, infatti, rischia di non reggere, soprattutto ora che i margini dei medicinali soggetti a prescrizione sono diminuiti dal 7,8% al 5,4%.

La maggior parte dei margini riconosciuti ai grossisti in Europa varia tra il 2,4% sul prezzo di vendita in Svezia a quasi l’11% in Olanda e al 10,3% in UK. Per alcuni farmaci in particolare, però, si registrano mark-up più alti, fino al 24%. Il ricarico della farmacia invece varia tra il 17,3% in UK e il 27,3% in Germania.

I dati si riferiscono al: 2013
Fonte: Parlamento Europeo

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