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Un vero esercito di impiegati dove meno te lo aspetti. Cosa fanno e quanto ci costano

Il grafico mostra quanti sono gli impiegati di alcune agenzie europee. La rappresentazione fa subito saltare agli occhi una (apparente?) anomalia. All’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), con sede ad Alicante (Spagna), lavorano 848 persone. Molte? Forse addirittura troppe. Sono infatti otto volte quelle impiegate dall’Autorità bancaria (EBA), con sede a Londra, che ha uno staff di “soli” 165 impiegati.

E sono addirittura dieci volte in più rispetto al personale assunto dall’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA), con sede a Francoforte. Gli impiegati di questo ufficio sono 86. La buona notizia è che questi 848 impiegati non pesano sul budget europeo neanche per un solo euro. Ecco perché.

Il grafico mostra infatti il budget delle sette agenzie europee in esame (linea rossa). Facendo la somma, la spesa totale per mantenere in vita gli uffici è stata di oltre 1 miliardo nel 2015. In media il 7,6% di questa somma è stato coperto dai finanziamenti UE. Questa percentuale però è stata molto varia a seconda dell’agenzia presa in considerazione.

Da dove vengono i soldi?

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA), in cerca di sede dopo la Brexit, ha ottenuto l’82% dei suoi finanziamenti dalle tasse e dagli oneri pagati dalle società che sono coinvolte nelle procedure di farmacovigilanza. Queste aziende sono quelle che si occupano di valutazione dei rapporti periodici sulla sicurezza, aggiornamento dei protocolli di studio sulla sicurezza, etc. Una parte del budget (108 milioni di euro nel 2015) viene regolarmente poi rigirato alle autorità competenti di ciascun Paese, che lavorano a livello nazionale per conto dell’Agenzia.

Le agenzie europee indipendenti economicamente

Caso unico tra le agenzie della UE, l’Ufficio per la proprietà intellettuale è completamente auto-finanziato ed è stato così per la maggior parte della sua esistenza. Allo stesso modo anche  l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) nel 2015 si è quasi completamente auto-finanziata, ma si prevede che per il periodo dal 2016-2019 saranno necessari 63  milioni di budget. E da dove arriveranno questi fondi? Dovrebbero essere presi dal bilancio della UE.

Per quanto riguarda l’EASA, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea con sede a Colonia, in Germania, quasi i tre quarti della sua attività operativa sono coperti dalle tasse e da altri oneri pagati dai costruttori di aeromobili e da altre aziende del settore aeronautico europeo.

Nel caso dell’autorità bancaria (EBA), il 57% del bilancio per il 2015 è stato finanziato dai contributi delle autorità nazionali di vigilanza e non ha mai ricevuto finanziamenti privati. Cosa che invece non si può dire per l’Agenzia per i medicinali.

L’agenzia europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) con sede a Francoforte è impegnata in alcune prime riflessioni sulla possibilità di introdurre oneri o tasse mentre l’autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) con sede a Parigi riceve già il 26% del suo budget dalle tasse che raccoglie dai soggetti vigilati e il 38% dalle autorità nazionali competenti.

I dati si riferiscono al: 2015

Fonte: Parlamento Europeo

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