fbpx
 In Hot Topic

Nel giro di 3 anni l’export di farmaci supera l’import, in testa Lazio, Lombardia e Toscana

Le buone notizie dal lato economico sono poche ultimamente, ma erano poche già negli anni scorsi, tra una crescita sempre inferiore a quella media europea e una ripresa che già prima del coronavirus si era impantanata.

A fare eccezione vi sono le performance delle esportazioni, e soprattutto le esportazioni del settore farmaceutico, che, si può dire, è quello che ha vissuto lo sviluppo migliore negli ultimi anni. E i dati di Banca d’Italia lo confermano: tra il primo trimestre del 2016 e l’ultimo del 2019 le vendite all’estero di farmaci italiani sono cresciute da 5 miliardi e 174 milioni a 8 miliardi e 921 milioni. Un aumento così significativo che ha fatto in modo che le esportazioni superassero le importazioni. Per la prima volta nell’ultimo trimestre del 2016, con 5 miliardi e 621 milioni contro 5 miliardi e 582 milioni.

Ma negli ultimi tre mesi del 2019 il saldo positivo per il nostro Paese è arrivato a quasi due miliardi. Il risultato è che l’aumento delle esportazioni del settore farmaceutico, del 26% rispetto al 2018, da solo l’anno scorso ha costituito i due terzi della crescita dell’export italiano.

Per una volta abbiamo superato, e di molto, i nostri partner europei. Infatti dal 201o l’aumento delle vendite di medicinali e affini è stato del 133% nel nostro Paese, del 65% in Germania, del 33% in Spagna, del 23% in Francia.

Il peso delle multinazionali impiantate nel Lazio

Si tratta di un export concentrato in poche regioni, dobbiamo dire. Il solo Lazio vendeva all’estero 3 miliardi e 32 milioni a fine 2019. Seguita dalla Lombardia, con due miliardi e 283 milioni, e la Toscana, con 928 milioni, sempre nell’ultimo trimestre 2019.

Ma se la Lombardia è la locomotiva d’Italia e non stupisce che sia sempre tra le regioni in testa quanto a produzione ed export, è il caso del Lazio il più interessante. Qui vi è il 40% delle esportazioni, e il 9% degli addetti del sistema manifatturiero lavora nel settore, un record in Italia.

Secondo Banca d’Italia alle origini di questo “miracolo” vi è un inedito connubio tra le politiche statali degli anni ’50 e ’60 e il ruolo delle multinazionali. Di fatto il Sud del Lazio fu tra i pochi esempi di successo della Cassa del Mezzogiorno, gli impianti industriali che questa creò in provincia di Latina e Frosinone si rivelarono il luogo ideale per l’insediamento di multinazionali farmaceutiche estere sia in quegli anni che nei decenni successivi.

Industrie fortemente orientate all’export più che alla produzione per il mercato nazionale, e mediamente più grandi anche di quelle lombarde. Tanto che nell’unità media laziale lavorano 107 addetti contro gli 85 di quelle lombarde.

Dopo il coronavirus, con la maggiore attenzione a tutto il sistema sanitario, probabilmente questo settore potrebbe essere uno dei motori della ripresa dalla grande crisi in cui siamo caduti

I dati si riferiscono all’ultimo trimestre 2019

Fonte: Banca d’Italia

Leggi anche: Quanto crescono i fatturati delle farmacie online?

Start typing and press Enter to search