Il 34,8% dall’Europa dell’Est, il 31,4% è italiano. Una convivente costa 1.700 euro
Colf e badanti: per la prima volta il numero delle seconde supera quello delle prime. Secondo l’Osservatorio Inps, nel 2024 le lavoratrici e i lavoratori domestici addetti all’assistenza degli anziani sono 413.161, pari al 50,5% del totale. Le colf e le altre figure non specificamente inquadrate sono state 404.242, pari al 49,5%. Il totale complessivo dei lavoratori domestici regolari, cioè colf e badanti che hanno ricevuto almeno un versamento contributivo nell’anno, è stato di 817.403 unità. Dieci anni fa, nel 2014, la situazione era opposta: le colf costituivano il 57,3% dei lavoratori domestici, mentre le badanti erano una minoranza.
Anche il profilo anagrafico e geografico di chi lavora nel settore è cambiato. Nel 2024, il 25,7% dei lavoratori domestici ha più di 60 anni, mentre solo l’1,5% ha meno di 25 anni. I lavoratori sotto i 45 anni rappresentano appena il 24,9% del totale, a conferma di un’attività ormai sempre più stabile e meno attrattiva per i più giovani.
Dal punto di vista della provenienza, i lavoratori stranieri rappresentano il 68,6% del totale, anche se in calo rispetto agli anni precedenti. La quota più consistente arriva dall’Europa dell’Est, con 284.689 lavoratori, pari al 34,8% del totale. Seguono gli italiani con 257.067 unità (31,4%), i lavoratori dal Sud America (8,5%) e quelli dall’Asia orientale (5,8%). In dieci anni, la presenza dei lavoratori dell’Est Europa è scesa dal 45% al 34,8%, mentre quella degli italiani è cresciuta dal 25,1% al 31,4%.
Perché ci sono più badanti che colf in Italia
Il sorpasso delle badanti sulle colf riflette un cambiamento legato all’evoluzione demografica. Nel 2024 l’aspettativa di vita ha raggiunto 83,4 anni, quasi 5 mesi in più rispetto al 2023, mentre le nascite sono scese a 370.000, con un calo del 2,6%. A fronte di più anziani e meno bambini, cresce la domanda di assistenza e cala quella di aiuto domestico generico. Le colf si occupano di pulizie, cucina e gestione della casa; le badanti forniscono supporto continuativo a persone non autosufficienti, spesso convivendo con loro.
Quanto guadagna una colf nel 2024
Nel 2024, una collaboratrice domestica regolarmente assunta ha guadagnato in media 7.800 euro lordi all’anno se donna e 7.500 euro se uomo. Più di un terzo delle colf donne, il 36,8%, ha percepito meno di 5.000 euro lordi in un anno. Tra gli uomini, la percentuale è ancora più alta: 41,4%. Solo una quota limitata di lavoratori domestici ha percepito oltre 13.000 euro lordi annui: tra le colf, si tratta del 13,5% circa, mentre tra le badanti la percentuale sale al 27,3%.
L’orario di lavoro è un altro elemento che incide direttamente sul reddito. Secondo i dati Inps, il 59,5% delle colf ha lavorato meno di 25 ore settimanali, mentre solo 8.834 lavoratori, pari al 2,18% dei lavoratori domestici, hanno svolto un’attività pari o superiore a 50 ore settimanali. Questo conferma la natura prevalentemente part-time del lavoro di colf, spesso suddiviso tra più famiglie.
Quanto guadagna una colf all’ora
Nel 2024, la retribuzione oraria minima per colf e badanti non conviventi varia da 5,30 a 9,41 euro lordi, in base al livello contrattuale. Lo stabilisce la tabella ufficiale del Ministero del Lavoro, in vigore dal 1° gennaio. Per le mansioni generiche (livello A) la paga è di 5,30 euro, mentre per le figure con responsabilità (livello DS) si arriva a 9,41 euro. I livelli più comuni, BS e CS, prevedono rispettivamente 7,03 e 7,83 euro lordi all’ora. A queste cifre si sommano eventuali maggiorazioni per straordinari, festivi o lavoro notturno.
Quanto guadagna una colf per 20, 25, 30 o 40 ore settimanali
Nel 2024, una colf non convivente inquadrata al livello BS – uno dei più comuni nel settore – ha diritto a una retribuzione minima di 7,03 euro lordi all’ora, come stabilito dalla Tabella Minimi Retributivi 2024 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Su questa base, un impiego da 20 ore settimanali garantisce 609 euro lordi al mese, pari a 7.308 euro annui. Con 25 ore, lo stipendio sale a 761 euro mensili (9.132 euro l’anno), mentre con 30 ore si raggiungono 913 euro al mese (10.956 euro annui). Un contratto a tempo pieno da 40 ore settimanali prevede una retribuzione di 1.218 euro lordi al mese, cioè 14.616 euro all’anno.
Tutti gli importi indicati sono lordi e non includono i contributi previdenziali, la tredicesima, le ferie e il trattamento di fine rapporto. Inoltre, molte colf lavorano part-time per più famiglie, sommando diversi impieghi per raggiungere un monte ore complessivo.

Quanto guadagna una badante nel 2024
Secondo i dati INPS, nel 2024 il lavoro di badante è stato retribuito in media il 29% in più rispetto a quello di colf. Una colf donna ha guadagnato in media 7.800 euro lordi all’anno, mentre una badante donna ha raggiunto una retribuzione media di 10.062 euro. Anche tra gli uomini la differenza si mantiene: 7.500 euro per un colf, contro 9.675 euro per un badante.
La principale ragione della differenza di retribuzione tra badanti e colf è l’orario di lavoro. Nel 2024, il 58,3% delle badanti ha lavorato più di 29 ore a settimana. Tra queste, il 35,8% – cioè 148.083 lavoratori – ha lavorato almeno 50 ore settimanali. Al contrario, il 59,5% delle colf si è fermato sotto le 25 ore settimanali, con incarichi spesso frammentati e distribuiti tra più famiglie.
Quanto guadagna una badante notturna
Nel 2024, la retribuzione delle badanti impiegate in orario notturno varia in base alla tipologia del servizio prestato, secondo quanto previsto dal contratto collettivo nazionale. La presenza notturna, che non prevede attività continuativa ma solo disponibilità tra le 21:00 e le 7:00, ha una retribuzione mensile lorda pari a 730 euro, in caso di convivenza.
Nel caso di assistenza notturna discontinua, in cui la badante interviene più volte durante la notte su richiesta dell’assistito, la retribuzione è legata alle ore effettivamente lavorate e al livello contrattuale applicato. Per le figure più qualificate, il compenso mensile supera i 1.000 euro lordi.
La forma più impegnativa è l’assistenza notturna attiva, che comporta attività continuativa per tutta la notte. In questo caso, si applicano maggiorazioni orarie previste dal contratto, che possono portare la retribuzione oltre i 9 euro lordi all’ora, con variazioni in base all’inquadramento (fino a 9,41 euro per il livello DS).
Quanto guadagna una badante all’ora
Nel 2024, la paga oraria minima di una badante non convivente dipende dal grado di autonomia della persona assistita e dal livello di specializzazione richiesto.
Per l’assistenza a persone autosufficienti, il contratto collettivo nazionale stabilisce una retribuzione minima di 7,03 euro lordi all’ora. Se invece la badante si occupa di una persona non autosufficiente, il compenso minimo sale a 6,90 euro lordi all’ora. Le figure più qualificate, che gestiscono situazioni complesse o gravi disabilità, sono inquadrate al livello DS e percepiscono almeno 8,52 euro lordi all’ora.
Quando la badante è convivente, il calcolo non è orario ma mensile. In questo caso, la retribuzione parte da 998,52 euro lordi per l’assistenza a persone autosufficienti (livello BS) e può arrivare a 1.331,96 euro lordi per le figure specializzate (livello DS). A queste cifre si aggiungono il valore convenzionale di vitto e alloggio e le spettanze previste per ferie, tredicesima e trattamento di fine rapporto (TFR).
Le maggiorazioni previste per il lavoro notturno, festivo o nei giorni di riposo possono aumentare sensibilmente la retribuzione. In particolare, il lavoro svolto nei festivi è pagato con una tariffa maggiorata o, in alternativa, compensato con un giorno di riposo sostitutivo.
Badante convivente: quanto costa davvero
Nel 2024, il costo complessivo per una badante convivente non si esaurisce con lo stipendio lordo. Oltre alla retribuzione mensile di 1.165,24 euro (per il livello CS), le famiglie devono versare anche i contributi previdenziali INPS, che per un contratto a tempo pieno arrivano a circa 270 euro al mese. Di questi, la quota maggiore è a carico del datore di lavoro, mentre il resto è trattenuto alla lavoratrice.
A questi importi si aggiunge il TFR, cioè il trattamento di fine rapporto, che equivale a circa una mensilità lorda ogni 13 mesi di lavoro. In termini mensili, l’accantonamento è pari a 89,63 euro, il 7,41% della retribuzione lorda mensile. Infine, il contratto riconosce un valore convenzionale per vitto e alloggio pari a 187,08 euro al mese, che rappresenta un compenso in natura da considerare nel costo totale.
Sommando tutti gli elementi – stipendio lordo, contributi INPS, TFR e vitto e alloggio – il costo mensile complessivo per una badante convivente inquadrata al livello CS supera i 1.700 euro, senza contare eventuali indennità per lavoro notturno, straordinari o festivi.
Leggi anche: Italia prima in Europa per numero di sparatorie
I dati si riferiscono al: 2024
Fonti: INPS, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
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