In Soldi

Famiglie, banche, imprese e Stati di tutto il mondo hanno un’esposizione di 247mila miliardi

Il debito pubblico italiano è pari al 130,8% del Pil. Un livello che ha pochi eguali nel mondo, come Truenumbers ha scritto in questo articolo. Ma che ne è di un Paese che arriva al 318% del Pil?

Il debito pubblico in Italia

Solo che chi ha un rapporto tra debito e Pil del 318% non un solo Paese ma è il mondo interno. Secondo l’Institute of International Finance, nel primo trimestre del 2018 il debito mondiale è salito a 247mila miliardi di dollari pari, appunto, al 318% del Prodotto interno lordo mondiale. Naturalmente non si tratta solo di debiti contratti dagli Stati, attraverso, ad esempio, all’emissione di Buoni del Tesoro, ma anche di debiti contratti da famiglie e aziende. Il grafico sopra mostra proprio questo: la crescita dei debiti delle famiglie, delle imprese, degli Stati e delle istituzioni finanziarie tra il primo trimestre del 2013 e il primo trimestre del 2018. I valori sono espressi in migliaia di miliardi di dollari. Come si vede nessuna delle tre categorie considerate ha abbattuto la propria esposizione: tutti l’hanno aumentata, compresi noi. Il debito pubblico in Italia è, oggi (maggio 2018) pari a 2.327 miliardi di euro, rispetto ai quasi 2.313 miliardi di aprile e ai 2.263 miliardi di fine 2017. L’anno scorso il pagamento degli interessi è costato alle casse dello Stato qualcosa come 65,6 miliardi, come Truenumbers ha scritto in questo articolo.

Denaro (troppo) facile

E’, molto probabilmente, l’effetto della iniezione di denaro nel sistema economico mondiale effettuato un po’ da tutte le banche centrali del mondo, compresa quella europea, che ha portato i tassi molto vicino allo zero, almeno per le banche che ne beneficiano.

Così, con un costo del denaro così basso, tutti hanno colto l’occasione per aumentare i propri debiti. Il problema è non solo che il costo del denaro così basso non sarà eterno ma che, soprattutto, ha ricominciato a salire. Che cosa potrebbe succedere nel momento in cui le banche centrali, per evitare una risalita dell’inflazione, dovessero decidere di aumentare i tassi d’interesse? Succederebbe che chi si è indebitato a tasso variabile si troverebbe in estrema difficoltà a saldare il proprio debito.

I dati si riferiscono al: primo trimestre 2013-primo trimestre 2018

Fonte: Iif

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