In Soldi

Il 62% dei titoli di Stato è in mano a banche e assicurazioni nazionali. Scappano le famiglie

Quanto debito ha l’Italia? Chi lo compra? E che durata ha il nostro debito pubblico? In questa serie di grafici ci sono le risposte a tutte queste domande.

La classifica del debito pubblico

Tra i principali paesi europei l’Italia è quello con la quota più alta di debito pubblico rispetto al Pil (Prodotto Interno lordo): 132,6%. Dopo di noi viene il Portogallo con 130,4%.

L’enormità del debito pubblico costituisce il freno alla crescita economica italiana (e alla prosperità delle generazioni future), ma questa non è una novità. Chi possiede il debito pubblico italiano e quello degli altri Stati presi in considerazione? Rispondere a questa domanda può aiutare a capire come sarà il nostro futuro. Ecco a chi dobbiamo i soldi del debito pubblico.

Gli acquirenti di Bot e Cct sono divisi in tre categorie: il settore finanziario interno, sostanzialmente banche e assicurazioni, poi il settore non finanziario interno, ovvero le famiglie, e, infine, il “resto del mondo”, cioè le grandi banche internazionali così come i fondi pensione esteri o i gestori di patrimoni.

In tutti i casi considerati i maggiori acquirenti del debito pubblico sono proprio gli appartenenti a quest’ultima categoria: le istituzioni straniere.

Gli acquirenti del debito pubblico italiano

L’Italia, in questo caso, rappresenta un caso a se, perché è il Paese sul quale gli investitori stranieri puntano meno. La quota di debito detenuta da istituzioni estere è bassa. Solo il 32% del debito pubblico italiano, infatti, è in mano a istituzioni finanziarie straniere. 

Una percentuale molto inferiore, ad esempio, della Francia, il debito pubblico francese acquistato da altri paesi è pari al 52%. Abbiamo un tasso di debito in mani estere minore anche rispetto al Portogallo, la percentuale dei portoghesi è del 58,2% di debito in mano a soggetti esteri.

Questo potrebbe segnalare una scarsa fiducia da parte degli investitori esteri nell’Italia. Il nostro rating (affidabilità di ripagare il debito) d’altra parte è ai minimi termini, come vi abbiamo raccontato in questo articolo. Questo stato di fatto ha però una spiegazione. Infatti l’Italia è anche il Paese in cui le istituzioni finanziarie residenti, cioè le banche e le assicurazioni italiane, sono più attive nell’acquisto del debito pubblico dello Stato. Gli acquirenti del debito pubblico italiano, infatti, sono al 62% da soggetti italiani e a questi va aggiunta anche la quota di debito pubblico in mano alle famiglie.

Le famiglie comprano poco debito pubblico

Nel caso italiano gli investimenti in debito da parte delle famiglie è stato del 5,2% e questo significa che quasi due terzi dell’intero debito è in mano ad italiani, siano essi società, banche, assicurazioni o famiglie. Le banche e le assicurazioni tedesche, per esempio, hanno molto meno debito di quelle italiane, appena il 44,3%. I tedeschi possiedono meno della metà del loro debito. Ma le famiglie che investono i risparmi nel debito nazionale sono di più: l’8,2%. Le famiglie che si fidano di più del debito del proprio Stato sono quelle portoghesi: oltre il 10% decide di investire così i propri risparmi.

Quanto dura il debito pubblico

Un altro dato interessante è la durata dei titoli di debito pubblico, cioè quanta parte del debito pubblico, denominato in titoli di Stato, scade entro un anno. Nel caso dell’Italia, il 13,1% dell’intero debito pubblico scade entro 12 mesi. Una quota abbastanza rilevante, comunque inferiore alla quota portoghese: 16,7%. Il Paese che ha la minor quota di debito pubblico in scadenza entro un anno è la Germania, solo il 9,1%.

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Eurostat

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Chi compra il debito pubblico di chi

 

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