La cultura in Italia interessa meno della metà delle personme

Solo il 48% degli uomini e il 45,8 delle donne partecipa a un evento in un anno

Solo il 25,6% di uomini e il 26,4% delle donne vanno nei luoghi di cultura in Italia. Vuol dire che meno della metà della popolazione italiana, il 46,9%, partecipa, nel corso di un anno intero, ad una qualsiasi forma di manifestazione culturale. La maggioranza, il 53,1%, non va nemmeno al cinema, per dire… Lo dice Eurostat che ha messo a confronto i “consumi culturali” nei vari Paesi Ue. Guardiamo innanzitutto i numeri sulla partecipazione alla cultura in Italia rispetto alla media Ue considerando il sesso e l’età (persone dai 16 anni in su).

La partecipazione alla cultura in Italia per sesso e per età

Come si vede nel grafico sopra, tanto gli uomini quanto le donne dell’Ue hanno partecipato per il 62,6% ad almeno un qualunque tipo di attività culturale. In Italia, invece, il 48% degli uomini ha partecipato ad almeno un’attività culturale nel corso dell’anno (quindi il 52% non lo ha fatto), le donne poco meno, 45,8% (quindi il 54,2 non lo ha mai fatto). Al cinema sono andati il 38,4% degli uomini e il 36,5% di donne e alle esibizioni live il 24,5% dei maschi e il 25,9% delle femmine.

La cultura negli altri Paesi dell’Ue

Mettendo, quindi, a confronto, i dati della partecipazione culturale italiana rispetto agli altri emerge un quadro molto chiaro: gli italiani sono meno propensi a visitare luoghi culturali rispetto a Paesi come la Svezia, dove il 66,5 degli uomini e il 68% delle donne frequenta almeno un sito culturale, o alla Danimarca dove i frequentatori dei siti culturali sono 60,7% degli uomini e 62,1% delle donne. Sono messi peggio in Bulgaria, dove vanno nei luoghi di cultura il 13,3% degli uomini e il 15,9% delle donne. Il record negativo lo batte la Serbia: qui solo l’11,5%% degli uomini e il 13,6% delle donne in un anno si sono interessati a qualche attività culturale.

Poco meno della metà degli italiani non partecipa ad attività culturali

I livelli più elevati di partecipazione culturale sono stati registrati negli Stati membri nordici: Danimarca (85,3%), Svezia (85,0 %) e Finlandia (83,7 %) e Paesi Bassi (anch’essi 83,7%). Invece, meno della metà delle popolazioni adulte di Grecia e Italia, entrambe 46,9%, Croazia (36,6%), Bulgaria (28,6%) e Romania (27,4%) ha riferito di aver preso parte a qualsiasi attività culturale.

Perché c’è una scarsa partecipazione culturale

Il 39,1% degli intervistati dice di non aver visitato nessun sito culturale in un anno, il 35,5% non è andato al cinema e il 36,6% non ha assistito a nessuna esibizione live. Come mai? Oltre al semplice disinteresse ci sono anche motivazioni economiche che spingono il 18,4% degli intervistati dei Paesi dell’Ue a non andare a concerti e altre esibizioni dal vivo, il 17,1% a non vedere nemmeno un film al cinema e il 15% a non visitare alcun sito culturale.

E non bisogna, infine, sottovalutare neppure la difficoltà di raggiungere i luoghi di interesse. Questo infatti è stato il motivo che ha scoraggiato soprattutto i romeni (il 29,3% non è andato al cinema, il 24,3% non ha assistito a spettacoli live e il 22,3% non ha visitato un sito culturale), il 26,8% dei lettoni e il 23,2% dei lituani, che non sono andati al cinema. E la vicinanza è stata un problema, anche se in percentuale minore (inferiore al 5%), pure a Malta, in Belgio, a Cipro, nei Paesi Bassi, a Lussemburgo e in Repubblica Ceca.

Gli spettacoli live sono i preferiti dai meno istruiti

Guardando poi i dati sulla partecipazione culturale a livello europeo in base al grado di istruzione, emerge che l’85,6% della popolazione adulta dell’Ue che ha preso parte ad un’attività culturale ha un livello di istruzione terziario (cioè ha frequentato l’università), mentre quote inferiori sono state registrate per le persone con un livello di istruzione secondario superiore (65,7%).

Le persone con un basso livello di istruzione hanno dichiarato di preferire partecipare più ad uno spettacolo live o andare al cinema piuttosto che visitare un luogo di cultura. In tutta l’Ue infatti il 27,2% di questo gruppo è andato al cinema, il 24,5% ha assistito ad un’esibizione live e il 22,4% ha visitato un sito culturale.

Solo i ricchi visitano i luoghi di cultura

Le persone con un reddito basso sono più inclini ad andare al cinema, mentre quelle con un reddito alto vanno a visitare siti culturali. Stando ai dati infatti un quarto delle persone che rientrano nel primo quintile di reddito (cioè la fascia di reddito più bassa) ha dichiarato di essere andato al cinema, mentre i due terzi (63%) della popolazione nel quinto quintile (la fascia di reddito più alta) ha visitato un sito culturale, con quote del gruppo leggermente inferiori di chi ha assistito ad uno spettacolo live (60,4%) o è andato al cinema (59,9%).

cultura Italia

Dal Covid un duro colpo alla cultura in Italia

E non possiamo di certo non ricordare, infine, come negli ultimi anni la situazione a livello culturale sia peggiorata anche a causa delle misure di contenimento adottate durante l’emergenza pandemica. Nel 2020 infatti cinema e location per spettacoli dal vivo hanno registrato a malapena 67 giorni di funzionamento ordinario, 134 riaperture contingentate e 165 giorni di chiusura totale. Per i musei e le biblioteche la situazione è stata leggermente migliore: 173 giorni di riaperture parziali e 126 giorni di chiusura totale.

Tutto ciò, ovviamente, ha influito sulla partecipazione a luoghi di cultura in Italia e nel mondo. Solo nel nostro Paese sono stati cancellati, tra marzo e giugno 2020, oltre un milione di eventi (ovvero 52 milioni di ingressi per un totale di 745 milioni di euro persi) e durante la fase di riapertura contingentata (tra giugno e ottobre) c’è stata una produzione delle giornate di spettacolo solo del 52%.

I dati si riferiscono al: 2015, 2020-2021

Fonti: Eurostat, Instat

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