In una settimana Buen Camino genera il 7,26% degli incassi dell’intero 2025
Fenomeno Checco Zalone. L’uscita di Buen Camino ha trainato il box office di dicembre, con incassi in crescita del 37,3% rispetto al 2024 e un ritorno su livelli che non si vedevano dal 1995. Nella prima settimana il film ha incassato 36,1 milioni di euro e portato in sala 4,48 milioni di spettatori, arrivando da solo a rappresentare il 7,26% dell’intero box office italiano del 2025. Un risultato che si è consolidato nelle settimane successive: in tre settimane la commedia diretta da Gennaro Nunziante ha raggiunto 65.689.125 euro, superando il record di Quo Vado? e diventando il film italiano con il maggiore incasso di sempre.
Top 10 incassi, Zalone vs Cameron
In Italia la top ten assoluta del box office è ormai una partita a due tra Checco Zalone e James Cameron: da un lato la commedia italiana, dall’altro i kolossal hollywoodiani. Il primato complessivo resta a Avatar, che nel nostro Paese ha incassato 68,7 milioni di euro, confermandosi il film più visto di sempre al box office italiano. Subito dietro si colloca ora Buen Camino, che ha raggiunto 65.689.125 euro in tre settimane di programmazione, diventando il film italiano con il maggiore incasso di sempre e superando il precedente record di Quo Vado? (65,4 milioni). Un risultato che consolida il dominio di Zalone – nome d’arte di Luca Medici – nel mercato nazionale e che, numeri alla mano, e con il film ancora in programmazione al cinema, lascia aperta la possibilità di un ulteriore sorpasso, questa volta ai danni del primato assoluto detenuto da Avatar.
Anche fuori dalla top ten è sempre e solo Zalone contro Camreon: al quarto posto infatti c’è Sole a catinelle (51,9 milioni), segue il pluripremiato Titanic (50,2 milioni); al sesto posto c’è un intermezzo perché si posiziona il film d’animazione Pixar Inside Out 2 (46,2 milioni); poi riprende la sfida a distanza tra Zalone e Cameron: al settimo Tolo Tolo (46,2 milioni), all’ottavo il secondo capitolo di Avatar – La via dell’acqua (44,8 milioni) e al nono uno Zalone d’annata Che bella giornata del 2011 (43,5 milioni). A chiudere la top ten Il Re Leone della Disney del 2019.
I film italiani che incassano (senza Zalone)
Se per gioco (non dei proprietari delle sale cinematografiche) non si contassero i film di Checco Zalone la classifica dei film italiane con il maggior incasso sarebbe invece questa: in testa ci sarebbe La vita è bella, il film che ha portato Roberto Benigni fino ai tre Oscar. Subito dietro Benvenuti al sud, commedia degli equivoci geografici con Claudio Bisio e Alessandro Siani, capace di incassare 29,9 milioni di euro trasformando gli stereotipi Nord-Sud in un fenomeno trasversale.
Seguono poi titoli che hanno segnato l’immaginario comico tra anni Novanta e Duemila. Chiedimi se sono felice, con Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti, ha superato 28,5 milioni di euro, mentre Natale sul Nilo, con Christian De Sica e Massimo Boldi, si è fermato a 28,3 milioni, diventando uno dei simboli dell’era dei cinepanettoni. Poco sotto resiste Il Ciclone, scritto e interpretato da Leonardo Pieraccioni, a 28,1 milioni di euro. A chiudere la lista è C’è ancora domani, esordio alla regia di Paola Cortellesi con 27,3 milioni di euro.

Nel 2025 incassi stabili, ma pubblico in calo
Nel 2025 il cinema in sala tiene i conti, ma vede erodere ancora un po’ la quota di pubblico. Gli incassi sono arrivati a 496,6 milioni di euro, leggermente sopra il 2024 (+0,5%), mentre i biglietti venduti sono scesi a 68,4 milioni, il 2% in meno rispetto all’anno prima.
Lo stesso copione si ripete guardando al 2023: i ricavi restano stabili (+0,2%), ma le presenze calano di più (−3,2%). Il messaggio è semplice: il mercato non crolla, però ogni anno si restringe sempre di più. E il confronto con il periodo pre-pandemia lo conferma ancora meglio: rispetto alla media 2017-2019, mancano ancora il 16,1% degli incassi e pressoché un quarto del pubblico.
Chi domina la distribuzione cinematografica
Se si guarda a chi porta i film in sala, li distribuisce e ne sostiene l’uscita, il 2025 disegna una classifica piuttosto chiara. Come si vede anche dal grafico, in testa c’è Walt Disney Italia, che chiude l’anno con 107,6 milioni di euro di incassi, pari al 21,7% del totale. Tradotto: più di un euro su cinque passa dai film distribuiti da Disney, grazie a pochi titoli molto forti, capaci di restare a lungo in programmazione e di intercettare pubblici diversi, dai bambini agli adulti.
Dietro il leader, però, la corsa è molto più ravvicinata. Eagle Pictures arriva a 60,7 milioni di euro (12,2%), seguita quasi appaiata da Warner Bros. Italia con 52,9 milioni e da Universal Pictures Italia con 52,4 milioni (entrambe al 10,6%). Subito dietro c’è Medusa Film, che chiude a 51,8 milioni e 10,4% di quota. Insieme, queste cinque società di distribuzione superano la metà degli incassi dell’anno.
Mercato ricco di titoli, ma povero di hit
Nel 2025 l’offerta in sala si è allargata. I nuovi titoli di prima programmazione sono stati 1.002, 61 in più rispetto al 2024, con una crescita trainata anche dalla produzione nazionale: 462 film italiani o in coproduzione, +29 rispetto all’anno. All’interno fiorisce sopratutto il genere dei documentari, che salgono a 317 titoli e raggiungono il 31,6% del totale (dal 30,5% del 2024).
Accanto ai film, cresce anche l’area dei contenuti complementari — eventi, riedizioni ed edizioni speciali — che toccano quota 786 (+109), ma con un impatto economico che alla fine non produce grandi fuochi d’artificio: 19,8 milioni di euro di incassi, pari al 4% del box office, e 2,4 milioni di presenze (3,6% del totale), dati in linea con l’anno precedente. Spulciando i dati del box office solo 96 titoli superano il milione di euro di incasso, otto in più rispetto al 2024.
Sale cinematografiche: i numeri dell’Italia
Ma quanti sono i cinema in Italia? A giudicare dai numeri investire nelle sale non sembra essere poi questa grande follia. I cinema attivi nel 2025 sono stati 1.366, con 59 unità in più rispetto al 2024, mentre gli schermi hanno toccato quota 3.579 (+44). Le monosale sono 683 e continuano a rappresentare la base più capillare del sistema. Le arene estive sono invee 152, una presenza stabile e ormai strutturale. Poi ci sono i multisala medio-piccoli: 290 complessi da 2–4 schermi (788 schermi) e 121 da 5–7 schermi (725 schermi). In cima, pochi ma pesanti, i cinema con 8 schermi o più: 120 strutture che concentrano 1.231 schermi, oltre un terzo del totale.
Quando il cinema fa più incassi
Nel 2025 il cinema in sala resta soprattutto una scelta da fine settimana. Tra sabato e domenica si concentrano 237,1 milioni di euro di incassi e 31,3 milioni di presenze, quasi la metà del pubblico annuale. La domenica è il giorno più forte in assoluto, con 120,0 milioni di euro e 16,1 milioni di spettatori, seguita dal sabato (117,1 milioni e 15,2 milioni di presenze). Il venerdì rappresenta la vera soglia di ingresso nel weekend, con 69,7 milioni di euro e 9,4 milioni di ingressi, mentre nei giorni feriali i numeri scendono sensibilmente: tra lunedì, martedì e giovedì gli incassi restano sotto i 50 milioni, con il mercoledì che tiene leggermente meglio sul fronte delle presenze ma senza avvicinarsi ai livelli del fine settimana.
Lo stesso andamento emerge guardando al prezzo medio del biglietto. Nel 2025 si attesta a 7,3 euro, ma cresce nei giorni di maggiore affluenza e scende quando le sale si svuotano. Il sabato è il giorno più caro, con 7,7 euro, seguito da domenica (7,5 euro) e venerdì (7,4 euro). Nei giorni centrali della settimana il prezzo cala: martedì e mercoledì sono i più economici, entrambi a 6,7 euro, grazie a promozioni strutturali. In sintesi, il pubblico va al cinema quando ha tempo e accetta di pagare qualcosa in più; durante la settimana il biglietto costa meno, ma la sala resta una scelta minoritaria.
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Fonte: Cinetel
I dati sono aggiornati al 2025
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