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Troppo tempo per recuperare i soldi. Ecco perché le banche vanno in tilt

Questo grafico spiega il motivo delle difficoltà che hanno le banche italiane con i crediti incagliati. I dati dell’analisi sono stati ricavati dai rapporti dell’Associazione bancaria italiana.

Ecco cosa sono i crediti incagliati

I crediti incagliati (chiamati anche Npl, Non Performing Loans) sono quei crediti che le banche hanno concesso e che il cliente non rimborsa. Esistono diversi tipi di Npl a seconda della loro rischiosità, ovvero, a seconda della possibilità che effettivamente non siano mai più pagati: i Senior, i meno rischiosi, i mezzanine (mediamente rischiosi) e gli junior, praticamente sono crediti persi, quindi sofferenze.

Quando una banca si trova con una grande massa di Npl deve cercare di recuperare almeno parte dei crediti: lo può fare lei, oppure può affidarsi ad una società specializzata nel recupero dei crediti. In questo caso vende i propri Npl ad un certo prezzo, calcolato in percentuale sull’ammontare del credito stesso. Il prezzo riflette la probabilità che quel credito sia recuperato. Più è alto il prezzo di vendita, più facile sarà il recupero; più è basso, più difficilmente la società acquirente stima di poterlo recuperare.

Il mercato che non c’è (e perché)

Quindi esiste, o, meglio, dovrebbe (perché in Italia non c’è) un mercato degli Npl. In questo mercato l’aspetto più importante dovrebbe essere il prezzo di vendita e di acquisto.

Questo prezzo è influenzato da un fattore importantissimo: il tempo. Le società che acquistano i crediti incagliati agiscono così. La società acquista un Npl che è stato concesso, ad esempio, per comprare un’automobile, un prestito-ponte per un’impresa, per comprare casa. Nel caso in cui chi ha ricevuto il prestito non è più in grado di pagare, la società punta a recuperare il credito, magari pignorando l’automobile. Il tutto avviene nel più breve tempo possibile.

Poi il bene pignorato deve essere venduto. In questo caso più è lungo il tempo di recupero dei soldi, più il prezzo dell’Npl si abbassa. Questo fattore rende molto rischioso dare credito, perché in caso di mancato pagamento da parte del cliente per recuperare quel credito ci vuole molto tempo.

Il recupero degli Npl

Quanto? Il grafico risponde a questa domanda. Le colonne mostrano gli anni necessari in Italia per recuperare un Npl. Le percentuali indicano la differenza di prezzo tra chi compra e chi vende l’Npl.

Ad esempio, prendiamo il caso di una banca che vuol vendere un Npl il cui tempo di recupero è stimato in 4 anni. La differenza tra quanto è disposta a pagare la società acquirente e quanto chiede la banca per vendere quel contratto è del 22% rispetto al valore nominale del contratto.

Più è ampia la differenza tra domanda e offerta, più è difficile giungere ad un accordo. Ma soprattutto, più tempo ci vuole e più basso è il valore dei crediti incagliati, perché la società acquirente deve aspettare anni prima di recuperare i soldi.

Ci vuole troppo tempo

In Italia la situazione è quella rappresentata nel grafico: occorrono circa 7 anni per recuperare un Npl. Proprio per questo, la differenza di valutazione dei crediti incagliati è enorme: 35%.

Questo rende difficile trovare un accordo tra venditore e compratore. E il fatto che occorrano anni per recuperare i crediti incagliati rende gli Npl molto poco appetibili per il mercato. Il loro prezzo infatti è molto basso e manda, così, in difficoltà le banche. Gli istituti di credito infatti hanno a bilancio un valore molto più alto per i propri Npl.

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Abi

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