Come si ottiene e come si calcola: tutti i dati dell’Agenzia delle entrate
Il contributo a fondo perduto 2021, previsto dal decreto Sostegni, sarà di minimo mille euro e vedremo a chi spetta e come si ottiene. Le domande possono essere inoltrate da oggi per 60 giorni all’Agenzia delle entrate. Può essere richiesto da tutti i titolari di partita Iva e alle imprese, compresi i forfettari, i professionisti iscritti agli ordini, le aziende agricole, gli enti non commerciali e le associazioni sportive dilettantistiche.
Come si chiede il contributo
Il contributo va richiesto all’agenzia delle Entrate. La domanda va presentata solo in via telematica al portale “Fatture e corrispettivi” del sito dell’Agenzia e può essere inoltrata direttamente o tramite un intermediario abilitato. Al momento della domanda si può scegliere di ricevere il contributo in modo diretto (accredito su conto corrente da parte delle Entrate) o di trasformarlo in un credito d’imposta da usare subito in compensazione per pagare i propri debiti fiscali.
Chi può ricevere il contributo a fondo perduto
Per poter chiedere all’agenzia delle Entrate il contributo a fondo perduto 2021 bisogna aver subìto un calo del fatturato di almeno il 30% tra il 2020 e il 2019. É l’unico modo per ottenerlo. Dal contributo a fondo perduto sono esclusi anche tutti i soggetti che nel 2019 hanno avuto ricavi oltre i 10 milioni di euro. Non potrà riceverlo anche chi non aveva una partita Iva attiva al 23 marzo: chi ha cessato l’attività per colpa della pandemia non avrà diritto al contributo.
Come si misura il calo del fatturato
Il calo di fatturato tra il 2020 e il 2019 considera tutte le fatture attive al netto dell’Iva relative a operazioni tra il 1° gennaio e il 31 dicembre. Vanno incluse anche le cessioni dei beni ammortizzabili. Il calo del 30% deve essere misurato rispetto al fatturato medio mensile. Così, anche chi ha aperto l’attività nel corso del 2019 potrà effettuare un confronto. Ma va escluso il mese in cui è stata aperta la partita Iva.
Invece, chi ha aperto la partita Iva dal 2020 in avanti non ha nessun tipo di riferimento. In questo caso, gli spetta il contributo nella misura minima: mille o 2mila euro. Lo stesso vale per chi ha aperto l’attività nel 2019, anche se non dovesse arrivare al calo del 30% o dovesse addirittura registrare un aumento degli affari, come confermato dalla modifica al provvedimento delle Entrate decisa lunedì 29 marzo.
Come si calcola il contributo
Il contributo che si può ricevere si calcola in percentuale sul calo di fatturato medio mensile, secondo cinque fasce:
- indennizzo pari al 60% del calo di fatturato, per chi nel 2019 aveva ricavi o compensi fino a 100mila euro;
- 50% per i soggetti con ricavi oltre 100mila e fino a 400mila euro;
- 40% per i soggetti con ricavi oltre i 400mila euro e fino a 1 milione;
- 30% per i soggetti con ricavi oltre 1 milione di euro e fino a 5 milioni;
- 20% per i soggetti con ricavi oltre i 5 milioni di euro e fino a 10 milioni.
Fonte: Agenzia delle entrate
I dati sono aggiornati al: 2021
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