I grandi player si muovono per colmare il gap: crescono le auto elettriche
L’Italia sta compiendo passa in avanti per quanto riguarda le colonnine di ricarica per auto elettriche. Secondo alcune stime nei prossimi 10 anni in Europa saranno installati 24 milioni punti di ricarica per le auto elettriche. Nel 2030, così, il consumo di energia da parte dei veicoli elettrici toccherà i 77 terawatt, una quantità pari al 2,2% del consumo mondiale. Ma qual è la situazione in Italia e come si stanno muovendo i grandi attori dell’automotive e dell’energia? Ormai tutti i marchi automobilistici stanno producendo veicoli elettrici. E i consumatori sembrano apprezzare: sono 124.910 le immatricolazioni di auto elettriche in Italia. Questo equivale a una penetrazione del 9,09% sul mercato totale rispetto al 3,6% dello stesso periodo del 2020. Continuiamo quindi con i numeri.
Il numero dei punti di ricarica è aumentato del 1.286,2% in 5 anni
Lo sappiamo, uno dei grandi limiti alla rivoluzione della mobilità elettrica è stata la mancanza di infrastrutture di ricarica adeguatamente sparse sul territorio nazionale. Nel 2015 in Italia si potevano contare appena 1.679 punti di ricarica, una ogni 4,8 comuni. Perlomeno, però, negli anni questo numero è sempre cresciuto, tanto che nel 2018 se ne registravano 2.860. La Tesla Model S era in Europa già da 5 anni e in 3 anni in Italia le colonne di ricarica per auto elettriche sono aumentate di appena 1.181 unità. Oltretutto, quasi la metà del totale era in Lombardia.
Tutto cambia nel 2019 con il primo boom di veicoli elettrici, politiche in favore della mobilità green e case produttrici ed energetiche che iniziano a voler colmare i gap per rispondere alle nuove istanze. In quell’anno si registrano su tutto il territorio nazionale 8.312 punti di ricarica, mentre il dato sul 2020 è pari a 12.150. Un aumento, rispetto al 2015, del 395%. Ma la rivoluzione non vuole arrestarsi: nel 2021 si è arrivati ad avere in funzione 23.275 punti di ricarica.
Come si vede nel secondo grafico, anche la variazione del numero di colonnine di ricarica di auto elettriche ogni 100 chilometri di autostrada cambia completamente. Se nel 2015 se ne contava appena 1, nel 2020 se ne contano 15.
La crisi dei semiconduttori rallenta il mercato
Trovare semiconduttori è sempre più difficile. La domanda continua ad aumentare, la produzione di microchip a diminuire. Sono diversi i motivi di questa crisi, ma il più importante è una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina che a furia di dazi commerciale (e dei lockdown imposti dalla pandemia) hanno svuotato i magazzini. Basta pensare che il 60% dei semiconduttori viene fabbricato a Taiwan. E sappiamo tutti le tensioni che l’isola vive con la Cina. Un cortocircuito del mercato che fa soffrire i più grandi produttori tech, da aziende come Sony e Microsoft ai colossi dell’automotive come Stellantis, Volkswagen, Toyota e Ford. Non è un caso, quindi, che proprio per la penuria di semiconduttori auto, Stellantis abbia ufficializzato la sospensione della produzione negli stabilimenti francesi, così come Ford in quelli di Kansas City, e che Toyota ha annunciato un crollo dei volumi pari al 40%. In tutto ciò si aggiunge il problema delle materie prime. Su materiali come il Litio, fondamentale nella costruzione delle batterie, si sta svolgendo una vera e propria guerra commerciale.
Decreto Semplificazioni, permessi di installazione ridotti da 18 a 1
Lo abbiamo scoperto in questo momento storico: la mobilità non è un obiettivo di per sé, ma deve essere un diritto di tutti i cittadini. Inoltre, oggi più che mai, l’automobile rimane la base della nostra mobilità, siccome viene utilizzata per coprire oltre il 43% dei chilometri percorsi nel mondo. L’elettrificazione rappresenta in tal senso un trend inevitabile che modificherà soprattutto la mobilità urbana. Anche il recente decreto Semplificazioni ha aiutato in merito, riducendo da 18 a 1 le autorizzazioni richieste per l’installazione delle colonnine di ricarica per auto elettriche e tutte le aree di servizio autostradali e sulle principali arterie extraurbane dovranno dotarsi di un punto di ricarica, mentre i Comuni dovranno dotarsi di almeno una struttura ogni mille abitanti.
Crescita delle immatricolazioni di auto elettriche nel 2021
E nel 2021 come sta andando il trend delle auto elettriche? Nonostante la pandemia da Covid19, il trend del mercato della mobilità sostenibile, e elettrica in primis, non si è arrestato. Nell’ultimo anno infatti, come riportato dall’Osservatorio “Smart Mobility Report”, che analizza l’andamento del mercato della “smart mobility” a livello nazionale e internazionale, sono state immatricolate ben 2,5 milioni di auto elettriche (+168% rispetto al 2020). In particolare, in Italia si è superata la soglia delle 100mila immatricolazioni (+333% rispetto all’anno scorso) nei primi 9 mesi del 2021. Oggi su strada infatti circolano 200mila vetture alimentate a batteria, ma secondo le previsioni del piano nazionale integrato per l’energia e il clima nel 2030 saranno 6 milioni.
Gli utilizzatori delle auto elettriche in Italia
L’Osservatorio della “Smart mobility” ha posto una survey ad un campione di utilizzatori ed ecco cosa emerge dalle 900 risposte fornite: il 71,4% usa l’auto elettrica a livello personale come unico mezzo per gli spostamenti, il restante 28,6% invece la usa come seconda auto.

Considerando i segmenti delle auto elettriche acquistate, oltre 7 possessori di auto elettriche su 10 possiedono un’auto elettrica di segmento «medio-piccolo». Tra i segmenti medio-piccoli, il segmento C (quello delle berline compatte, per intenderci) rappresenta, invece, circa metà del campione totale con il 47,7%, seguito dal segmento B (23,2%), cioè le auto utilitarie, e segmento A (3,0%), ovvero le superutilitarie. Il segmento D (le berline da viaggio) cuba quasi il 12%, mentre minoritarie sono le quote dei segmenti di taglia maggiore, ovvero i segmenti E (le berline di lusso) e successivi (14,2%).
Le barriere all’acquisto di auto elettriche
Sui 900 partecipanti al sondaggio della Smart mobility il 58,2% ha dichiarato di non possedere un’auto elettrica, però 5 su 10 stanno valutando l’acquisto. Ma come mai sono in tanti a tentennare? La principale motivazione deriverebbe dall’alto costo iniziale di un’auto elettrica, come confermato dai rispondenti alla survey. Altre criticità risulterebbero poi legate all’autonomia limitata dei veicoli e all’inadeguatezza della rete di ricarica pubblica, data la scarsa capillarità sul territorio. Tuttavia, la situazione dovrebbe migliorare nel prossimo decennio grazie ai fondi stanziati della Next Generation EU.
+3,4 milioni di colonnine di ricarica di auto elettriche
Come scrivevamo nel paragrafo precedente, la situazione potrebbe cambiare. Per coprire il fabbisogno energetico richiesto dai veicoli elettrici e dare quindi un forte impulso alla mobilità sostenibile, infatti, sono stati stanziati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) 750 milioni per la costruzione di 3,4 milioni di colonnine di ricarica di auto elettriche, di cui 21.400 colonnine fast e ultra fast. Invero, sono pochi ad oggi i punti di ricarica ultrafast (rispetto al 90% normal change) sugli attuali 21.5000 punti di ricarica pubblici e privati collocati sul territorio nazionale.
Punti di ricarica, quali sono le abitudini degli italiani
Secondo i dati del Report 2021 della Smart Mobility, per ricaricare la propria auto il 72% dei possessori del veicolo ha installato un punto di ricarica domestica, di cui oltre l’85% è stato installato presso un box/spazio privato (il restante 15% presso il giardino domestico o in box/spazi condominiali). Circa il 50% delle installazioni sono taglie di potenza pari o inferiori a 3,7 kW, il 30% fa riferimento a taglie di 7 e 7,4 kW, mentre il restante 20% fa riferimento a potenze tra gli 11 e i 22 kW. La maggior parte delle installazioni (il 50%) prevede un connettore di Tipo 2 (lo standard europeo), seguito dalla presa Schuko per corrente alternata (31%) e di tipo industriale (14%). Inoltre, solamente il 34% delle installazioni risulta essere abilitato allo smart charging (ricarica intelligente).
Localizzazione e tariffazione delle colonnine di ricarica di auto elettriche
Continuiamo ad analizzare i dati riportati dall’Osservatorio della smart mobility. I punti di ricarica più utilizzati sarebbero installati, secondo il 63% del campione di rispondenti alla survey preso in esame, presso Pol (Point of Interest come centri commerciali o cinema). Seguono poi l’uso delle colonnine di ricarica di auto elettriche installate su strade urbane (59%), in parcheggi pubblici (50%) e strade extra-urbane (19%).
E a livello di tariffazione? Nella maggior parte dei casi (circa ¾) si effettua la ricarica pubblica con tariffazione per energia. L’11% del campione intervistato ha sottoscritto, invece, un abbonamento con un E-Mobility Service Provider (75%), con car manufacturer (16%) o con gestori del Poi (9%). La tariffazione per tempo, di contro, mantiene un ruolo marginale (considerata solo dal 2% del campione).
I dati si riferiscono al 2015-2021
Fonte: Statista e Report 2021 Smart Mobility
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