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Siamo secondi in classifica in Europa per numero di schermi nelle sale: 5.205

Cinema e teatri chiusi. É una delle novità del Decreto della presidenza del consiglio dei ministri (Dpcm) firmato dal premier Giuseppe Conte domenica 25 ottobre e in vigore da lunedì 26 ottobre. Il governo, intanto, ha promesso misure economiche per contrastare le inevitabili perdite legate alla chiusura forzata, ma (ancora) non ci sono dettagli. Veniamo ai numeri: in Italia abbiamo 1.205 cinema. Lo dice uno studio del Parlamento europeo che fa un confronto internazionale e spiega anche che l’Italia è seconda in Europa per numero di schermi.

I cinema chiusi in Europa

Siamo in grado di conoscere, quindi, anche il numero di schermi, non solo quello dei cinema. Lo vediamo nel grafico in alto, gli schermi in Italia sono 5.205 sui 28.927 presenti in tutto il continente. Il Paese è il secondo per numero di schermi presenti, stando alle cifre (relative al 2018) pubblicate dal Parlamento europeo. La prima è la Francia (5.982), la terza è la Germania (4.849).

Il report è stato pubblicato durante il lockdown della prima ondata ed elenca anche quali sono le misure che i governi hanno preso per sostenere il settore in un momento così complicato. In Italia, durante la prima fase dell’emergenza, sono stati previsti 100 milioni di credito di imposta, 100 milioni di euro per facilitare gli investimenti, 10 milioni per il cinema d’essai, aiuti ai lavoratori, apertura di fondi in precedenza congelati. Lo stesso studio del Parlamento europeo ha stimato anche che nel mondo sono stati persi 5 miliardi di dollari al botteghino e questo importo potrebbe salire ad un livello tra i 15 e i 17 miliardi. La chiusura dei cinema ha travolto, a cascata, tutta l’industria cinematografica bloccando le produzioni in corso e quelle previste.

Gli effetti della prima ondata

Per il settore il tracollo è arrivato dopo un anno, almeno a livello mondiale, molto positivo con un traguardo mai raggiunto di 31,1 miliardi dollari. Insomma: la pandemia da coronavirus ha fatto passare l’industria cinematografica dall’euforia allo sconforto. Il lockdown dei primi mesi del 2020 ha causato infatti la chiusura di 70mila cinema in Cina e di oltre 2.500 negli Stati Uniti (per periodi che vanno dalle 6 alle 12 settimane). Tutto ciò si può tradurre, nel caso degli Usa, in un calo del 25% negli incassi al botteghino rispetto all’anno precedente: un deficit di 600 milioni di dollari. Secondo alcuni report citati dallo studio del Parlamento europeo le perdite rispetto allo stesso periodo del 2019 raggiungono l’86% in Cina, il 48% in Corea del Sud, il 38% a Hong Kong, il 26% a Taiwan e il 22% a Singapore.

Fonte: Parlamento europeo 

I dati si riferiscono al: 2018

Ultima modifica: 26 ottobre 2020

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