In Soldi

I cittadini Ue non comprano i titoli del proprio Paese. Il 32,3% del nostro debito è all’estero

Il fatto che la maggior parte del debito pubblico italiano appartenga ad investitori esteri rendono le finanze nazionali esposte agli umori del mercato. Perché, si sa, le istituzioni finanziarie internazionali (banche, banche d’affari, fondi) sono quelle che “fanno” il mercato.

Chi ha il debito pubblico italiano

Il grafico sopra mostra, per ognuno dei Paesi dell’eurozona, la percentuale di debito pubblico posseduto da istituzioni straniere, istituzioni nazionali (principalmente banche) e investitori nazionali, cioè famiglie e imprese. In pratica dice chi è che ha comprato il debito pubblico. Una considerazione generale potrebbe riguardare il fatto che più è alta la quota di debito pubblico in mano a soggetti stranieri più il rendimento del debito pubblico è esposto alle influenze dei mercati.

Il debito pubblico italiano posseduto da mani straniere è solo circa un terzo: 32,3% per la precisione. La stragrande parte di Btp, Bot e Cct è nei portafogli di investitori istituzionali interni, cioè banche e finanziarie nazionali e solo una piccolissima parte del debito pubblico italiano è in mano a famiglie e imprese. E’ per questo che il governo ha deciso di sperimentare i Cir: uno strumento che serve per agevolare l’investimento delle famiglie in Btp. A giugno 2018, come detto, la percentuale di debito pubblico italiano posseduto dalle famiglie è bassa, nonostante il risparmio privato sia pari a il doppio del debito pubblico, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo.

Gli italiani non comprano Italia

Ma l’Italia non è affatto una eccezione. Molti Paesi dell’eurozona vedono i propri cittadini scarsamente interessati ad investire nel debito pubblico del proprio Paese. E’ il caso, per esempio, della Spagna: il debito pubblico spagnolo è nelle mani di famiglie e imprese nazionali per appena lo 0,4% del totale rispetto al 5,7% dell’Italia. Idem in Lussemburgo: solo lo 0,9% del debito nazionale è stato comprato da lussemburghesi. Uguale per Slovacchia, Slovenia, Portogallo e altri ancora.

La differenza, piuttosto, è un’altra e cioè che il debito pubblico italiano è, per la maggior parte, in mano a istituzioni finanziarie nazionali a differenza degli altri Paesi che vedono una maggiore partecipazione di quelle straniere. Siamo, comunque, in compagnia di Spagna, Lussemburgo, Malta e Olanda.

I dati si riferiscono al: giugno 2018

Fonte: Eurostat

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Il debito pubblico è costato 65,6 miliardi nel 2017

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