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Quelli usati da governo e Quirinale sono la metà: 33,4 miliardi. Quelli vendibili valgono solo 1,9 miliardi

Lo Stato non ha solo debiti. Strano, ma è così. Ci sono anche quelle che vengono chiamate formalmente attività, e sono l’opposto delle passività. Una parte di questi sono i beni immobili e lo Stato ne possiede per 62 miliardi e 825 milioni: un valore cresciuto del 4,89% tra il 2013 e il 2017. Un valore consistente, certo, ma incomparabile rispetto al debito pubblico di cui Truenumbers ha parlato in questo articolo. Nel senso che anche se potessero vendere tutti (e non si può) gli incassi farebbero il solletico alla montagna di miliardi di debito statale. Ma adesso vediamo quanti e dove sono questi beni pubblici.

Quanti sono i beni pubblici

La maggioranza assoluta, 33 miliardi e 471 milioni circa, sono beni di uso governativo, o assegnati alla Presidenza della Repubblica; si tratta di praticamente tutti i beni posseduti dai ministeri come la Farnesina, il Viminale, i palazzi e gli  uffici del Quirinale, Palazzo Chigi, e molto altro ancora. Il valore stimato di questi immobili è cresciuto più della media è cioè del 9,41% (più o meno 3 miliardi in più.

Vi sono poi i beni demaniali artistici e storici. Sono musei, castelli, ville, resti archeologici, tutti edifici di cui evidentemente in Italia siamo ricchissimi. Questo tipo di beni pubblici valgono 22 miliardi e 575 milioni circa, con un aumento del 6,71% in 4 anni. 

Poi c’è una categoria di beni il cui valore ha subìto un calo deciso. E’ il caso dei beni disponibili per la vendita. Edifici utilizzati dallo Stato in passato, ma oggi non più, o immobili che lo Stato non vuole più mantenere e che non hanno vincoli artistici: dalle famose caserme ad alcune ville. Il loro valore totale era nel 2017 di 1 miliardo e 980 milioni circa, in crollo del 32,43% rispetto al 2013 quando valevano 2 miliardi e 931 milioni.

I beni pubblici in vendita

In grande crescita invece, ma su basi di partenza minori, il valore dei diritti reali su beni non proprietà dello Stato ma degli enti locali e usati però dallo Stato stesso. Per esempio musei che appartengono al Comune ma di responsabilità del Ministero dei Beni Culturali. In questo caso la crescita tra 2013 e 2017 è stata del 46,58%. Si è arrivati a un valore di 122 milioni e 354 milioni di euro. Ancora maggiore l’aumento del valore delle miniere, che nel 2017 era di 201 milioni e 307 mila euro, il 111,32% in più rispetto al 2013.

Dove sono i beni pubblici

E’ interessante però osservare dove sono maggiormente questi immobili. Lo vediamo nel grafico qui sotto.

Non era difficile indovinare: la maggioranza relativa, 18 miliardi e 845 milioni circa di immobili pubblici, sono nel Lazio, in particolare evidentemente a Roma, dove non solo sono concentrati i ministeri e gli edifici governativi, ma anche musei e resti archeologici. Sono nel complesso nel Lazio un terzo di tutti gli immobili statali italiani, almeno ragionando in termini di valore.

Dopo il Lazio vi è a distanza la Campania, dove pure i beni artistici sono importanti, basti pensare alla Reggia di Caserta o Pompei, con 7 miliardi e 669 milioni di euro. Poi la Toscana, con 5 miliardi e 583 milioni, mentre il Veneto supera la Lombardia, 4 miliardi e 907 milioni contro 4 miliardi e 341 milioni.

I dati si riferiscono al: 2013-2017

Fonte: Ragioneria Generale dello Stato

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