La Cdu crolla dal 37,1% al 17,2%. E l’affluenza sale al 77,8%
Che cosa dice al governo di Berlino un’elezione regionale in un Land da 1,7 milioni di elettori? Che il termometro segna febbre alta. La Cdu del cancelliere Merz si è più che dimezzata, e l’AfD ha preso più del doppio dei voti del secondo partito.
Detto in parole semplici: l’AfD ha vinto con il 43,8% dei voti, e non le bastano per governare da sola. Il 6 settembre 2026 ha raccolto 576.037 schede su 1.315.315 valide, poco più di quattro elettori su dieci. Cinque anni fa l’AfD si era fermata al 20,8%. Ha più che raddoppiato, e il salto si vede nel grafico in apertura.
Collegi, l’AfD ne vince 38 su 41 e la Cdu nemmeno uno
In Germania ogni elettore vota due volte sulla stessa scheda: con il primo voto sceglie una persona, il deputato che rappresenterà il suo collegio, con il secondo sceglie un partito, ed è questo secondo voto a decidere quanti seggi spettano a ciascuno. L’AfD ha vinto tutte e due le partite: nei collegi ha raccolto il 44,3% dei voti. I tre che le sono sfuggiti li ha vinti la Linke, e sono tutti e tre urbani: Halle II, Halle III e Magdeburgo II, cioè le due città più grandi del Land, di cui Magdeburgo è anche il capoluogo.
La Cdu non ne ha vinto nemmeno uno, e non le era mai capitato. Vuol dire che per la prima volta i suoi deputati siedono nel parlamento regionale soltanto grazie alla lista di partito: nessuno di loro è stato eletto dagli elettori del proprio collegio. Cinque anni fa, nei collegi, la Cdu prendeva il 34,1% dei voti; il 6 settembre si è fermata al 24,0%.
Cdu, più della metà dei voti persi in cinque anni
La Cdu governava la Sassonia-Anhalt insieme a Spd e Fdp, e adesso si ritrova al 17,2%, con 226.622 voti raccolti. Nel 2021 aveva preso il 37,1%, quindi per strada ne ha lasciati 19,9 di punti percentuali, che sono la differenza fra due percentuali e non una percentuale. Tradotto: in una sola legislatura la Cdu ha visto andarsene più della metà dei suoi elettori. Il ministro presidente uscente, Sven Schulze, era in carica da appena otto mesi, da quando nel gennaio 2026 aveva preso il posto di Reiner Haseloff.
Alle sue spalle il resto dell’aula si è schiacciato in un fazzoletto. La Spd si ferma al 9,3%, i Verdi all’8,9%, la Linke all’8,6%: tre partiti separati da sette decimi di punto. La Fdp con il 2,6% è rimasta fuori dal parlamento regionale, perché in Germania chi non arriva al 5% non entra e basta, ed è quella che chiamano soglia di sbarramento. Il Bsw di Sahra Wagenknecht l’ha scavalcata per tre decimi, fermandosi al 5,3%.
Il record precedente era il 32,8% della Turingia
Fino al 6 settembre il primato dell’AfD apparteneva alla Turingia, dove il 1° settembre 2024 il partito aveva preso il 32,8% ed era arrivato primo. Vale la pena fermarsi un attimo sul confronto, perché il 43,8% da solo non dice granché: è tanto rispetto a cosa? Quello della Turingia fu la prima volta dal dopoguerra che una formazione classificata di estrema destra dagli uffici tedeschi per la tutela della Costituzione vinceva un’elezione regionale. Lo stesso giorno in Sassonia si fermava al 30,6%, seconda dietro la Cdu al 31,9%; tre settimane dopo in Brandeburgo al 29,2%, seconda dietro la Spd. Il risultato della Sassonia-Anhalt sta undici punti sopra quel record, lo mostra il secondo grafico qui sotto.
Affluenza al 77,8%, come a un’elezione federale
Alle urne è andato il 77,8% degli aventi diritto, cioè 1.328.211 elettori su 1.706.851, mentre nel 2021 si era fermato al 60,3%. Detta in percentuali la cosa resta astratta, allora mettiamola così: su dieci persone con la scheda in mano, cinque anni fa ne andavano a votare sei, questa volta quasi otto. A muoversi, insomma, non sono stati solo i rapporti di forza fra i partiti: si è mosso il numero di chi si è presentato al seggio. È un’affluenza da elezione politica, visto che alle federali del 2025 in Sassonia-Anhalt aveva votato il 77,7%, e per una regionale tedesca è un fatto raro.


Giovani uomini, l’AfD arriva al 49%
Fra gli uomini dai 18 ai 29 anni l’AfD ha preso il 49%. Fra le donne della stessa età si ferma al 38%: undici punti di distanza, secondo l’analisi della Forschungsgruppe Wahlen, l’istituto che studia il voto per la Zdf. Il voto si divide per età e per genere, e la frattura più profonda passa proprio fra ragazzi e ragazze della stessa generazione.
Nella direzione opposta, e sempre in quella fascia d’età, la Linke raccoglie il 19% fra le ragazze e il 13% fra i ragazzi, mentre Verdi e Spd prendono dalle giovani quattro punti in più che dai loro coetanei, rispettivamente il 15% e l’11%. La Cdu, fra i giovani, si ferma al 5%. Il consenso all’AfD resta comunque più alto nelle due fasce fra i 30 e i 59 anni, ed è più forte fra chi ha al massimo la licenza media. Stessa età, stesso Land, due schede opposte.
Perché in Italia Siegmund sarebbe già presidente
Con il 43,8% preso in Italia, Ulrich Siegmund sarebbe già presidente della Sassonia-Anhalt. E allora perché in Germania quella cifra non basta per governare da soli? Perché lì non si elegge un presidente, si elegge un parlamento. Il Landtag della Sassonia-Anhalt fa quello che da noi fa un consiglio regionale, ma il paragone si ferma lì: in quasi tutte le nostre regioni il presidente lo scelgono direttamente i cittadini, e la legge elettorale gli assegna un premio che gli garantisce la maggioranza in aula. In Germania no. Si vota solo per il parlamento, con un proporzionale senza premio, e il capo del governo regionale lo elegge poi l’assemblea.
Invece deve trovare qualcuno che lo voti, e i numeri non lo aiutano. Il parlamento regionale ha 83 seggi e per la maggioranza assoluta ne servono 42: l’AfD ne ha ottenuti 39. Tre di meno. Le è pure andata bene, perché con il 43,8% dei voti si è presa il 47% dei seggi, e succede perché i voti finiti alla Fdp e alle altre liste rimaste sotto il 5% non entrano nel riparto e vengono ridistribuiti fra i partiti che la soglia l’hanno superata.
Il fatto è questo: le due strade possibili portano allo stesso identico numero. Gli altri 44 seggi se li dividono la Cdu (15), la Spd, i Verdi e la Linke (8 ciascuno) e il Bsw (5), come mostra il terzo grafico qui sopra. Tutti insieme contro l’AfD fanno appunto 44; ma anche AfD e Bsw, da soli, arrivano a 44. Finché Cdu, Spd, Verdi e Linke continuano a escludere l’AfD, chiunque voglia governare deve passare dal Bsw, l’ultimo arrivato, che di seggi ne ha cinque. Il candidato dell’AfD alla presidenza del Land, Ulrich Siegmund, ha intanto escluso i governi di minoranza e gli accordi di sola astensione, e ha lasciato intendere che a quel punto tanto varrebbe tornare a votare.
Il termometro nazionale, l’AfD è al 28% nei sondaggi
Nei sondaggi nazionali l’AfD è prima da mesi, e l’ultima rilevazione Insa la dà al 28%. Ma quanto vale il voto di un Land fuori dai suoi confini? Prima di leggerlo, il termometro va tarato, perché la Germania dell’est non è la Germania: alle elezioni federali del febbraio 2025 l’AfD prese in Sassonia-Anhalt il 37,1% dei voti di partito, mentre in tutto il Paese si fermava al 20,8%. Poco più di sedici punti di scarto. Il Land era già allora uno dei suoi terreni migliori, e in diciotto mesi ci ha aggiunto altri 6,7 punti.
Tarato il termometro, però, la febbre resta. Quel 28% Insa, rilevato fra il 31 agosto e il 4 settembre 2026, sta contro il 20% di Cdu e Csu messe insieme. Alle politiche del febbraio 2025 il rapporto era rovesciato, con i cristiano-democratici al 28,5% e l’AfD al 20,8%: il ribaltamento è nel quarto grafico, qui in basso. E i due partiti che oggi governano la Germania, Cdu-Csu e Spd, allora raccolsero insieme circa il 45% dei voti. Oggi i sondaggi li danno intorno al 33%.
Il 20 settembre si vota a Berlino e in Meclemburgo
Il 20 settembre si torna alle urne in altri due Länder: a Berlino, dove oggi governano Cdu e Spd, e in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove governano Spd e Linke. C’è poi una seconda data da segnare, il 6 ottobre 2026: il nuovo parlamento regionale deve riunirsi entro trenta giorni dal voto, lo stabilisce la Costituzione del Land, ed è il termine entro cui la trattativa deve produrre qualcosa. Le due elezioni di settembre saranno le prime due misure utili per capire se il 43,8% della Sassonia-Anhalt è il picco di un Land o il livello di un Paese.
E c’è un motivo per cui la risposta interessa anche a Berlino. Chi governa un Land ne nomina i rappresentanti nel Bundesrat, la camera in cui siedono i governi regionali e che deve dare il proprio consenso alle leggi federali che toccano i Länder: la Sassonia-Anhalt ci porta quattro voti, quanti ne spettano ai Land sopra i due milioni di abitanti. Un consiglio regionale italiano non ha niente del genere. È lì, e non a Magdeburgo, che un’elezione regionale tedesca diventa un problema per il cancelliere.
Fonte: Ufficio elettorale della Sassonia-Anhalt
I dati si riferiscono al: 2021-2026
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