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Metà di quelli di tutta Europa durante il Covid. Nel 2018 ha dato l’1,45% del Pil, noi lo 0,31%

In seguito all’emergenza Covid-19 le regole per gli aiuti di Stato alle imprese sono state di fatto sospese. In sostanza ogni Stato può dare tutti i soldi che vuole alle proprie imprese e realtà sociali, anche se rimane necessario un’ultima approvazione dalla Commissione. Al 12 maggio sono stati autorizzati aiuti in Europa per 1.940 miliardi di euro, di cui circa 1.000 miliardi la Germania, 350 la Francia e 300 l’Italia. In pratica la Germania, dall’inizio dell’emergenza, ha concesso più della metà dei sussidi concessi in tutta Europa.

Germania: 268 miliardi di sussidi nel 2018

Per fare un confronto più completo tra i vari Paesi dobbiamo accontentarci dei dati pre-coronavirus e prendere l’analisi comparativa della Commissione Europea per gli aiuti di Stato. Lanciato dalla Commissione nel 2001, fornisce una fonte di informazione sulla situazione generale degli aiuti di Stato e sulle attività della Commissione in materia di controllo. Leggendolo si scopre che per il 2018, gli Stati membri hanno speso in totale 120,9 miliardi di euro in aiuti di Stato, vale a dire un media dello 0,76% del Pil. Guardando lo storico rappresentato nel grafico, prima dell’emergenza Coronavirus, e analizzando i dati Paese per Paese, l’elemento più sconvolgente è il confronto tra Italia e Germania. In Germania, infatti, tra 2009 e 2018, sono stati spesi 268 miliardi di euro di aiuti, esclusi quelli all’agricoltura, pari all’1,45% del Pil. Nettamente sopra alla media europea che si ferma allo 0,76%. In Italia, invece, nello stesso arco temporale, la cifra è decisamente inferiore: 41,7 miliardi per le attività non agricole, pari ad appena lo 0,31% del Pil: meno della metà della media continentale. Nel grafico sopra sono indicati gli aiuti in termini assoluti, cioè, in milioni di euro: la linea rossa rappresenta l’Italia, quella gialla la Germania.

Il 61% degli aiuti sono sovvenzione diretta

Gli aiuti di Stato possono assumere diverse forme. Confrontando l’evoluzione delle spese per strumento, dal 2009 al 2018, le sovvenzioni dirette rappresentano lo strumento più popolare nel 2018 (61% della spesa), aumentando di 10 punti percentuali rispetto al 2009 (51%). L’altra voce più importante sono le esenzioni, le riduzioni e i rinvii fiscali che rappresentano il 32% della spesa, in calo rispetto al 2009 quando si era al 39%.

Per quanto riguarda le forme di aiuto, la Germania ha privilegiato l’uso di sovvenzioni dirette e abbuoni di interessi (circa 34,2 miliardi di euro, corrispondenti al 71% della spesa totale), seguite dalle riduzioni delle aliquote fiscali (circa 9,2 miliardi di euro, pari al 19% del totale). L’Italia, invece, ha optato per l’uso di sovvenzioni dirette e abbuoni di interessi (circa 2,5 miliardi di euro, corrispondenti al 46% della spesa totale in aiuti di Stato), seguiti da agevolazioni fiscali o esenzioni fiscali (circa 998 milioni di euro o 18% della spesa totale) e prestiti o anticipi rimborsabili (circa 628 milioni di euro o il 12% della spesa totale).

I dati si riferiscono al: 2009-2020

Fonte: Commissione Europea

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