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 In Crisi&Ripresa

Nel 2015 la Commissione ha approvato solo 207 sussidi, mai così pochi da 10 anni

L’anno scorso la Commissione Europea per la concorrenza guidata da Jean Claude Junker ha approvato poco più di 200 aiuti di Stato. Molti? No, anzi: mai così pochi dal 2006 ad oggi. Il grafico parla chiaro: in dieci anni non si è mai scesi così in basso.

Basta sussidi pubblici

Del resto la Commissione ha uno scopo ben preciso: controllare che i finanziamenti da parte dell’autorità pubblica a favore delle aziende private avvengano nel rispetto delle regole fissate (devono per esempio essere usati solo a favore di ricerca, sviluppo e innovazione, alla formazione e all’occupazione e aiuti volti a promuovere la tutela dell’ambiente) e verificare che le aziende, e i Governi, non infrangano la normativa.

Se questo accade, la Commissione interviene e non solo cancellando gli interventi ma chiedendo anche alla Corte di giustizia di ingiungere il pagamento di penali agli Stati che non hanno proceduto al recupero degli aiuti ritenuti illegali e incompatibili.

Gli strumenti più usati

Con quali mezzi finanziari lo Stato può aiutare le aziende? Sono sostanzialmente cinque e possono anche essere usati in parallelo: nella maggior parte dei casi, uno su due, le imprese in crisi ricevono sovvenzioni dirette (48%). Per il resto si ricorre a prestiti (25%), garanzie (25%), iniezioni di capitali (17%) oppure alla cancellazione di parte del debito (13% dei casi).

I dati si riferiscono al: 2006-2015

Fonte: Commissione Europea

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