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In Lombardia 38mila malati da altre regioni. Dalla Campania “scappano” in 19mila

Quali sono le regioni che ricoverano più residenti delle altre? E quelle che perdono più pazienti? I numeri del turismo sanitario in Italia fanno rabbrividire, perché dicono che ci sono Regioni nelle quali gli italiani non vogliono per nessun motivo farsi curare. Per cui emigrano. Ecco dove vanno.

Il turismo sanitario in Italia

I dati diffusi dal ministero della Salute, e che si riferiscono al primo semestre 2016 (ultimi dati disponibili), ci forniscono delle risposte a volte scontate, a volte drammatiche, a volte sorprendenti, e danno il quadro di un’Italia ancora profondamente divisa, con decine di migliaia di malati che non si fidano della sanità della propria regione e si rivolgono altrove alla ricerca dei migliori ospedali dove curarsi meglio dando luogo a quello che viene chiamato “turismo sanitario”.

Dove sono le cure migliori

Il primo grafico, sopra, è quello “classico”: mostra il saldo, in valori assoluti, dei ricoveri tra pazienti che hanno deciso di emigrare verso altre regioni per farsi curare e quelli immigrati nella propria regione. In testa c’è la Lombardia dove vanno a farsi curare 38mila persone provenienti da altre aree d’Italia. A seguire, ma a grande distanza, vi sono Emilia Romagna con 25mila e Toscana con quasi 13mila, poi ancora più lontano Veneto, Umbria, Friuli, Molise, provincia di Bolzano.

La maggior parte delle regioni italiane, invece, subisce un deflusso di pazienti, e non si tratta solo del Sud e questo nonostante la spesa sanitaria nazionale non si mai di fatto stata tagliata se non in appena 3 anni. Certo, sono Campania e Calabria – il “caso” Nola, con i pazienti dell’ospedale curati per terra la dice tutta –   le regioni che perdono più malati, e in particolare la Calabria, che ha un terzo della popolazione della Campania, e poi Sicilia e Puglia, ma in questo elenco ci sono anche il Piemonte o il Trentino, da cui evidentemente molti pazienti emigrano verso la Lombardia o il Veneto.

Per interpretare correttamente il grafico qui sopra bisogna tener presente che esso indica i deflussi di pazienti. Per questo motivo l’istogramma della Lombardia è rivolto verso il basso e quello della Campania è rivolto verso l’alto: la prima ha un deflusso negativo, la seconda ha un deflusso positivo.

Una regione “di passaggio sanitario”

Se si guardano i dati in percentuale si scopre il “caso” Molise.

È la prima regione italiana in quanto a malati che si fanno curare altrove, ma è stata anche la prima regione ad “importare” pazienti dalle altre. Come se la sanità regionale avesse una scarsa reputazione all’interno e una ottima all’esterno. Sta di fatto che il Molise è una regione “di passaggio” per quanto riguarda il turismo sanitario.

I più “stanziali” sono invece i lombardi: non praticano il turismo sanitario, vanno raramente fuori dalla propria regione e, sempre in termini percentuali, la Regione lombarda è in fondo alla classifica di attrattività, ma solo perché il rapporto è stato fatto in termini percentuali sul totale dei ricoveri. In termini assoluti, invece, come abbiamo visto, è prima in classifica.

Pochi pazienti dall’estero

In Italia vengono a curarsi anche dall’estero anche se i numeri sono ancora piuttosto piccoli.

Solo nelle regioni di confine come Alto Adige, Valle d’Aosta, Trentino, è stato superato il 2% di malati stranieri. La media è stata del 0,89%. Nel Sud si va verso lo zero, ma anche Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna sono scesi sotto la media.

Il turismo sanitario in Veneto

Interessante è anche esaminare le statistiche sui ricoveri, ovvero quante persone su 1000 residenti vengono ricoverate, sia nella propria regione che altrove.

Ebbene, Campania, Calabria, Sicilia sono le tre regioni con il minor numero di ricoveri: solo 86,92 su 1000 abitanti contro una media italiana di 102,92 in Campania, e contro i 128,58 della Valle d’Aosta.
Persone più sane in queste regioni? Non è quello che risulta, considerando anche che sono tra quelle a maggior tasso di obesità. C’è da sospettare una minore efficienza della sanità, anche se a sorpresa ancora prima del Lazio ci sono il Veneto, con 94,47, e pure Trentino, Friuli e Toscana sono sotto la media.

Bambini e anziani: dove curarsi meglio

Diventa significativo il dato su dove curarsi meglio in Italia in base alle fasce di età. Soprattutto per quelle in cui vi sono più ricoveri, ovvero i bambini molto piccoli e le persone anziane oltre i 75 anni.

Ebbene, in quest’ultimo caso è stata più evidente la differenza tra Nord e Sud. Ci sono state però delle eccezioni.

Il distacco dalla media nazionale e dalle regioni con più ricoveri è più ampio per Campania e Calabria, con 215,89 e 233,26 ogni 1000 abitanti contro la media di 272,37, e contro i 376,32 dell’Alto Adige.
Gli over 75 si sono ricoverati meno al Sud e questo sembrerebbe una conferma di una ridotta efficienza delle strutture: la carenza di posti fa preferire cure per i più giovani.

Ma attenzione: subito dopo la Calabria e la Campania, tra le regioni con meno ricoveri della media per gli anziani si trova il Piemonte. Ancora una apparente eccezione rispetto ad un quadro che appariva chiaro, il classico divario Sud vs Nord.

La sanità in Campania

Quadro che viene stravolto nelle statistiche sui ricoveri dei bambini. Nel Friuli Venezia Giulia e in Campania vi è la metà dei ricoveri del Molise, 646,25 e molti meno della media italiana, 432,33.
Anche la Puglia, che già compariva in testa anche per i più anziani, qui è molto oltre la media, come Sardegna, Abruzzo e persino la Calabria.

Al contrario meno ricoveri per i bambini lombardi e soprattutto toscani, trentini, altoatesini.
Si tratta qui di diverse modalità organizzative? Di interventi più o meno invasivi su patologie infantili e neonatali? Non dimentichiamo che ci può essere anche un eccesso di trattamento, in sanità.

Non sapendo quale possa essere l’optimum naturale, in relazione alle necessità di questo segmento particolare di malati,  quello che stupisce è la grande variabilità nell’ospedalizzazione dei bambini. Probabilmente eccessiva. Qualche regione, viene spontaneo pensare, sta sbagliando qualcosa.

I dati si riferiscono al: primo semestre 2016

Fonte: Ministero della Salute

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