Trasporto pubblico locale, che cosa non funziona al Sud

Al Nord 2,98 posti per abitante nel Mezzogiorno 1,7. I fondi Pnrr dovranno colmare il gap

Il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) appena pubblicato e presentato da Mario Draghi ha tra i propri obiettivi quello di migliorare la qualità dei trasporti e di farlo in chiave green. L’Italia è particolarmente indietro su questo punto: abbiamo più auto pro capite di quasi tutti gli altri Paesi europei, inclusi quelli più ricchi e da sempre produttori di autoveicoli come Francia e Germania, e la nostra rete ferroviaria è meno sviluppata delle altre, idem il trasporto pubblico locale.

Il trasporto pubblico locale nelle città italiane

Il trasporto pubblico locale include naturalmente anche metropolitane e bus, e che tuttavia in base ai dati raccolti in un paper della Banca d’Italia presenta un altro problema, il classico divario tra Nord e Sud del Paese, che in questo caso è particolarmente ampio.

I dati sono piuttosto eloquenti. Nel 2019 c’erano in Italia 2,33 posti per passeggero per chilometro quadrato per abitante. Il trasporto pubblico locale era però più diffuso e più densamente distribuito al Nord, dove si arrivava a 2,98. Si scendeva a 2,06 al Centro e a 1,7 nel Mezzogiorno e si saliva fino a 5,21 nelle aree metropolitane, quelle dove tram, bus e metropolitane sono più utilizzate e hanno anche maggiore convenienza per i comuni vista la concentrazione di popolazione e il numero potenziale di utenti per chilometro.

il trasporto pubblico

Quante persone usano il trasporto pubblico

Certamente nel Sud e nelle Isole in media c’è una densità abitativa inferiore, di circa 166 abitanti per chilometro quadrato, contro i 196 dell’Italia nel suo complesso. E questo non facilita la costruzione di reti di trasporto pubblico locale importanti. E tuttavia si tratta di un valore medio. Nel Mezzogiorno in realtà le dimensioni medie dei comuni sono per ragioni storiche ed economiche sono più grandi, anche per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, cui questi numeri si riferiscono.

Al Sud il trasporto pubblico locale c’è, ma i posti sono vuoti

Quindi la geografia c’entra poco con questi dati. Che si incrociano con quelli che riguardano l’effettivo utilizzo delle reti di trasporto pubblico. Nel Mezzogiorno c’erano nel 2019 ben 62,2 posti per chilometro quadrato per passeggero, mentre erano solo 37,3 al Nord e 24,6 nelle aree metropolitane. Ovvero rispetto i posti creati su bus, tram o metro rimangono molto più spesso vuoti nel Mezzogiorno. Non a caso in quest’area d’Italia su 100 abitanti solo 4 erano passeggeri, mentre si saliva a 12 al Nord e a 28 nelle grandi città. Il paradosso è insomma è che rispetto alla domanda al Sud e nelle Isole si sono costruite addirittura più reti di trasporto, tanto da rimanere a volte inutilizzate.

Comprare biglietti online per i mezzi pubblici

È chiaro che c’è un problema di base in primis economico. Sono molti di meno al Sud e nelle Isole gli occupati, ovvero coloro che sono i principali utilizzatori di mezzi pubblici. Spesso poi tra chi lavora sono meno quelli con il classico orario da ufficio 9-18, essendo maggiore il peso delle attività commerciali e turistiche, con orari più spalmati nel corso della giornata e della settimana. E anche i luoghi di lavoro sono più sparsi sul territorio e meno concentrati in aree tipicamente destinati agli uffici come accade soprattutto nelle grandi città del Nord.

Perché al Sud si usa poco il trasporto pubblico

Chiaramente ci può essere anche un aspetto culturale, una maggiore resistenza ad abbandonare l’auto, ma il dato economico probabilmente prevale. E le minori risorse economiche sono anche alla base di un altro gap riguardante il trasporto pubblico locale, quello tecnologico. Nel Mezzogiorno solo 13% dei comuni prevedeva nel 2019 un sistema di informazioni via Sms, erano il 45% al Nord, e in questo caso anche il Centro rimaneva indietro, con il 14%. Si arriva al 58% per quanto riguarda le maggiori aree metropolitane. Solo nel 15% dei capoluoghi al Sud e nelle Isole si poteva acquistare biglietti online, solo nel 21% vi erano smart card ricaricabili.

Difficile comprare ticket online per i mezzi pubblici

Al Nord in entrambi i casi si arrivava al 57%. Sempre nel Settentrione nel 77% dei casi si poteva comprare un biglietto con lo smartphone. Erano meno della metà i comuni del Mezzogiorno che davano la stessa possibilità. Appare chiaro come i fondi del Pnrr oltre a modernizzare e allargare il trasporto pubblico locale dovrà avere anche il compito di ridurre fortemente anche questi divari che si sovrappongono a quelli già esistenti da sempre tra il Nord e il Sud del nostro Paese.

I dati si riferiscono al 2019

Fonte: Banca d’Italia

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