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Easyjet taglierà il 30% dei lavoratori, Boeing licenzierà 12mila persone

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EasyJet taglierà migliaia di posti di lavoro, circa il 30% dei suoi 15mila addetti, in seguito al crollo della domanda dovuta ai blocchi imposti dal coronavirus. Neppure American Airlines sembra essere uscita indenne dall’impatto devastante che ha avuto il coronavirus sul settore aereo: ha annunciato il taglio del 30% di staff manageriale e amministrativo. Anche Boeing ha annunciato una riduzione del personale negli Stati Uniti di 12mila posti di lavoro, di cui 6.770 attraverso licenziamenti, per tentare di uscire dalla crisi causata dall’epidemia da coronavirus.

La crisi nera delle compagnie aeree

Per dare l’idea del momento di difficoltà che il settore sta vivendo l’associazione delle compagnie aeree, la Iata (International Air Transport Association) ha pubblicato un’analisi che mostra come il debito globale del settore aereo potrebbe salire a 550 miliardi di dollari entro la fine dell’anno. Si tratta di un aumento di 120 miliardi rispetto ai livelli di debito all’inizio del 2020 per far fronte alla situazione attuale. Del resto, la stessa Iata ha registrato che a marzo il traffico aereo nel mondo è calato del 52,9 per cento nel mese di marzo, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per fare l’esempio dell’Italia il bilancio del mese di marzo 2020 – secondo i dati dell’Istat – indica un calo del 66,3% di voli effettuati e dell’85,1% del numero di passeggeri (da 13,988 milioni a poco più di 2,083 milioni). In particolare, i passeggeri trasportati nel mese di marzo sono passati da 4,9 milioni a meno di 748 mila per i voli nazionali, per quelli internazionali, che interessano circa il 64% dei passeggeri, questi sono passati da 9,0 milioni a 1,3 milioni. Nel grafico in alto si possono vedere, invece, i trend registrati in Italia dall’associazione degli aeroporti (Assoeroporti).

Interrotto bruscamente un trend positivo

Si deve dire anche che la crisi da coronavirus ha interrotto bruscamente il trend positivo del traffico aereo a livello mondiale. Nel nostro Paese, ad esempio, i primi dati registrati nel mese di gennaio lasciavano ben sperare: gli oltre 12,5 milioni di passeggeri transitati negli aeroporti italiani rappresentavano un incremento del 4,1% rispetto al 2019: sostanzialmente lo stesso ritmo di crescita registrato per lo stesso mese dell’anno precedente (+4,9% dal 2018 al 2019). Ma i dati di Eurostat certificano che il trend positivo ha radici più lontane nel tempo.

Ad esempio, a livello internazionale nel 2017, sulla scia di un trend positivo iniziato già nel 2010, i passeggeri che hanno utilizzato il trasporto aereo per i loro spostamenti in partenza o in arrivo nei Paesi dell’Unione europea hanno superato per la prima volta la quota record di un miliardo. Nel 2018, in base ai dati di Eurostat, il traffico aereo è aumentato di un ulteriore 6% a livello europeo, coinvolgendo 1 miliardo e 106 milioni di passeggeri: come se tutti gli abitanti dell’Unione europea, inclusi i neonati, avessero preso l’aereo almeno due volte all’anno. Nel 2019, invece, i passeggeri transitati nei 39 scali italiani monitorati da Assaeroporti sono stati 193 milioni, ovvero 7,4 milioni in più rispetto all’anno precedente, pari al +4%, in linea con il trend positivo degli anni precedenti, anche se a un ritmo di crescita meno sostenuto rispetto al 2018 (+5,9%) e al 2017 (+6,4%).

Fonte: Istat, Iata 

I dati sono aggiornati al: marzo 2020 

Leggi anche: L’impatto del coronavirus sul traffico aereo 

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