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L’analisi dei dati di Terna fa emergere un calo delle rinnovabili del 20% nel mese di novembre

La chiusura di molti uffici e il cambio di abitudini degli italiani ha modificato anche la domanda e l’offerta di energia. Il report mensile di Terna sulle rinnovabili, però, se destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura, mostra che il lato della domanda elettrica è sostanzialmente invariato a livello congiunturale rispetto a ottobre 2020. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno, invece, la richiesta di energia elettrica è stata inferiore dell’1,5%, che diventa dell’1,7% se destagionalizzato. Per rimanere sull’ultimo mese, invece, è più marcata la differenza lato produzione nazionale, con un calo del 6,3% sullo stesso mese del 2019.

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Cala sia la domanda che l’offerta rispetto al 2019

Il gap che anno dopo anno la produzione interna non è in grado di colmare sembra esser dovuto anche al minor apporto delle rinnovabili. Nel loro insieme, infatti, sempre nel mese di novembre, l’energia verde prodotta ha generato poco meno di 7,7 TWh contro i 9,7 di novembre 2019. Un calo di circa il 20%. Se messo a confronto con la domanda, ugualmente, le rinnovabili rappresentano il 30,1%, quando nel 2019 si poteva vantare il 37,5%.

Tra le fonti, i cali della generazione mensile rispetto all’anno scorso hanno coinvolto l’eolico, -51,4%, e l’idroelettrico, -27,5%. Aumentano invece il termoelettrico, +4,2%, il fotovoltaico, +37,6%.

Terna e la domanda di rinnovabili dal 2014

Guardando i numeri sugli undici mesi la domanda di energia elettrica in Italia è scesa del 5,8% in confronto al 2019. A fine novembre le rinnovabili avevano generato circa 107,3 TWh con una quota sulla domanda del 38,8%. Come si vede nel grafico sopra lo scorso anno negli undici mesi di era al 35,6%. Una crescita sostanziale che fa tornare i valori simili alla soglia del 39,1% del 2014. Nello specifico della produzione delle fonti elettriche nazionali rinnovabili l’idroelettrico rappresenta il 41,3% del totale. L’eolico e il fotovoltaico tra gennaio e novembre 2020 raggiungono rispettivamente il 14,4% e il 23,1%. Più bassi invece i valori della bioenergia che si fissa al 15,3% e della geotermica al 4,8%

I dati si riferiscono al 2014-2020

Fonte: Terna

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