fbpx
 In Hot Topic

Gli aumenti arrivano dopo un crollo del 18,2% nel periodo del lockdown

La pandemia di Covid19 e i conseguenti lockdown che hanno colpito un po’ tutto il mondo, e in particolare l’Italia, la Spagna, la Francia, avevano portato in primavera a un effetto collaterale positivo per i consumatori, ovvero un crollo delle tariffe del gas e dell’elettricità. La ragione stava naturalmente nel calo senza precedenti dei consumi delle aziende, la maggior parte delle quali costrette alla sospensione delle attività, che ha causato una contrazione della domanda e quindi dei prezzi delle fonti di energia, come il petrolio, che in aprile come WTI ha toccato un valore negativo.

Il risultato è stato una diminuzione in Italia del 18,3% delle tariffe dell’energia elettrica in termini di euro lordi per kilowattora, e del gas naturale del 13,5% nel secondo trimestre del 2020 sul primo. Nel terzo vi è stato un piccolo rimbalzo per quanto riguarda l’elettricità, del 3,3%, mentre è proseguito il calo nel gas, del 6,7%. La ripresa della domanda di energia e i crolli precedenti quindi spiegano il perchè degli aumenti vertiginosi decisi per l’ultimo trimestre di quest’anno, quando a partire dal primo ottobre il prezzo di riferimento dell’elettricità per il cliente tipo arriverà a 19,2 centesimi per kilowattora, con un aumento del 15,6% sul trimestre precedente, e a uno dell’11,4% per quanto riguarda il gas.

A dimostrazione del fatto che si tratta dell’esito di un aumento della domanda a livello mondiale tutto l’incremento del costo dell’elettricità è dovuto all’effetto della salita della componente energia del prezzo, cresciuta del 17,6%, e che riguarda i costi di approvvigionamento da parte del gestore prima della rivendita al consumatore finale. Idem nel caso del gas naturale, per cui vi è un incremento del 12,1% della componente materia prima, che spiega tutto l’aumento complessivo.

Fino al 2020 le variazioni non avevano mai raggiunto il 10%

Questa grande variabilità è una novità del 2020, ed è collegata all’eccezionalità della situazione generata dalla pandemia. In precedenza le oscillazioni dei prezzi dell’elettricità e del gas vi erano sempre state, ma non avevano mai raggiunto la magnitudo del 10%. 

Sono però aumentate nel tempo. Come si vede nell’infografica nel 2013 e in parte anche nel 2014 gli incrementi o le diminuzioni erano spesso inferiori al 2%, e fino a inizio 2016 l’oscillazione maggiore era stato un calo delle tariffe del gas del 6,3% nel terzo trimestre del 2014, se ne è poi verificato nel secondo del 2016 uno del 9,8%, ma è stato dal 2018 in poi che divenuto regolare vedere aumenti o diminuzioni maggiori al 5%, e in questo caso sempre più spesso le oscillazioni dell’elettricità superavano quelle del gas. Del resto la variabilità del prezzo del greggio è pure divenuta maggiore, e non poteva non avere conseguenze.

Secondo Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) comunque il saldo finale del 2020 sarà positivo per la famiglia tipo. Dovrebbe spendere in elettricità mediamente 485 euro risparmiandone 74, il 13,2%, rispetto al 2019, mentre di gas dovrebbe sborsarne 975, 133, ovvero il 12%, in meno sull’anno scorso.

La speranza è chiaramente che il peso dei costi dell’energia non si incrementi nel 2021 più di quanto potrà fare l’economia.

I dati si riferiscono al 2013-2020

Fonte: Arera

Leggi anche: I consumi di elettricità sono calati del 27%

 

Share with your friends










Inviare
Recommended Posts

Start typing and press Enter to search

More in Hot Topic
Il 29,4% dei lavoratori viene disturbato nel tempo libero

I risultati dell'indagine sull'organizzazione del lavoro in Italia dell'Istat

Close